Hard Rock

Live Report Europe @ Arena Campo Marte Brescia 08/07/2026

Di Stefano Ricetti - 9 Luglio 2026 - 14:00
Live Report Europe @ Arena Campo Marte Brescia 08/07/2026

VECCHIA MANIERA!

Mercoledì 8 luglio 2026 presso l’Arena Campo Marte a Brescia s’è consumata una serata che ha riportato ai concerti degli anni Ottanta:

In cartellone una band sola, quindi nessun supporter.

Orari “umani” previsti per l’esibizione, con inizio alle 21.30 e fine intorno alle ore 23.00.

Puntualità da parte del gruppo, gli Europe e prezzi “umani” per bevande e cibo all’interno dell’area concerti.

 

Joey Tempest, Europe, 2026 

 

Un po’ meno (eufemismo) per il merchandising: una maglietta, peraltro bruttina, a 40 Euro è comunque troppo, da qualsiasi punto di vista si voglia “girare” la questione.

Per quanto attiene il concerto, qui di seguito alcune mie considerazioni, poi il report dettagliato della serata curato da Valeria Ausiello. Galleria fotografica, in coda, a cura di “Ash” Settantuno.

Rolf Magnus Joakim Larsson, meglio conosciuto come Joey Tempest, ha ulteriormente dimostrato in quel di Brescia di rientrare nel novero dei cantanti che ancora oggi risultano credibili e proponibili, a differenza di alcuni suoi colleghi, imbarazzanti, a essere buoni. Certo, lo svedese conta “solamente” 63 anni, ben dodici di meno di highlander come Biff Byford o Rob Halford, ma quanti frontman che hanno da poco passato la sessantina se la stanno passando non propriamente bene?

Tempest evidentemente s’è gestito come si deve e, perché no, forse è stato semplicemente più fortunato di altri. Certo, oggidì, non è più in grado di raggiungere determinati picchi ma se la sa cavare comunque egregiamente, senza affatto sfigurare. Da segnalare, poi, la sua sobrietà sul palco, particolarmente apprezzata: a parte un paio di frasi in italiano dirette verso il pubblico, Joey ha puntato al sodo, alla prestazione, quindi niente furbate di sorta o atteggiamenti da paraculo, al netto della normale interazione di prammatica. Il resto della band, poi, ha picchiato quanto doveva e la botta in sede live è stata assicurata. Personalmente ho particolarmente apprezzato l’esecuzione di pezzi quali “Scream of Anger”, “Stormwind” e, come da prassi, il gran finale costituito dall’accoppiata invincibile “Cherokee”/”The Final Countdown”, lo zenit annunciato dell’esibizione.

Europe: molto di più di ”The Final Countdown”…

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

 

EUROPE, BRESCIA, LIVE Report a cura di Valeria Ausiello

Gli Europe dimostrano di essere molto più di un semplice gruppo nostalgico, offrendo una vera e propria lezione di hard rock melodico da stadio. Nell’attuale tour del 2026, il leggendario quintetto svedese regala ai fan uno spettacolo incredibilmente compatto e pieno di energia, che fonde senza sforzo le radici più pesanti degli anni ’80 con la potenza moderna intrisa di blues. Grazie a una maestria musicale impeccabile e a inni senza tempo, gli Europe continuano a dimostrare al pubblico perché rimangono delle vere e proprie icone del rock.

La risorsa più notevole degli Europe nel 2026 è la loro coerenza strutturale: la formazione classica dell’era di The Final Countdown rimane completamente intatta, conferendo loro un’alchimia che le band più giovani possono solo sognare. Joey Tempest è un frontman di grande potenza. Sebbene il suo registro superiore tenda oggi a una gamma medio-alta più profonda e ricca, si esibisce con un cuore infinito, facendo roteare l’asta del microfono con la stessa energia senza tempo che possedeva decenni fa. John Norum è il fulcro della serata con una lezione magistrale di chitarra, eseguendo assoli brucianti e dal suono perfetto che ricordano a tutti che è uno dei chitarristi blues-metal più sottovalutati d’Europa. Mic Michaeli alle tastiere fornisce la caratteristica base sintetica, mentre il bassista John Levén e il batterista Ian Haugland mantengono il ritmo fragoroso e impeccabilmente preciso.

La band non perde tempo e impone subito un ritmo incalzante, aprendo spesso con l’adrenalinica “On Broken Wings” prima di scivolare direttamente nel groove pesante di “Rock the Night”. Ciò che rende i loro concerti del 2026 così gratificanti per i fan di lunga data è il brillante equilibrio tra epoche diverse. Si tuffano a capofitto in capolavori moderni e più oscuri come “Walk the Earth” e “War of Kings”, che dal vivo suonano assolutamente imponenti. Allo stesso tempo, rendono grande omaggio ai loro esordi metal, accontentando i fan più accaniti con brani aggressivi e veloci della vecchia scuola come “Scream of Anger” e “Stormwind”. Invece di affidarsi esclusivamente alla nostalgia, la band ha incluso con sicurezza le due canzoni nuove in sequenza: “One on One” e il singolo politicamente impegnato “The Cult of Ignorance” dal loro prossimo album, Come This Madness. Entrambe sembrano scritte per essere suonate live considerata l’incredibile resa (per una band che da anni ormai propone sempre la stessa scaletta) e la reazione dei fan.

A metà concerto, il genio melodico degli Europe emerge in tutta la sua forza. Quando Mic Michaeli intona gli accordi iniziali di “Carrie”, il pubblico si trasforma in un’esplosione di emozioni, un vero e proprio coro collettivo. A seguire, il gruppo propone gemme rock ricche di sintetizzatori come “Sign of the Times” e “More Than Meets the Eye”. John Norum brilla in questa parte dello spettacolo, soprattutto durante “Superstitious”, dove infonde una straordinaria dose di soul blues nel suo assolo, tenendo il pubblico incollato alle note ad ogni sfumatura.

Nessun concerto in Europa sarebbe completo senza il gran finale che ha fatto tremare il mondo. Tornando sul palco tra le ovazioni del pubblico, la band attacca con “Cherokee“, riportando l’energia alle stelle. Poi arriva l’inconfondibile e leggendaria fanfara di ottoni e sintetizzatori. Nel momento in cui “The Final Countdown” risuona nell’arena, l’intera folla esplode in una festa sfrenata. È un finale trionfale ed esplosivo per uno spettacolo che ricorda a tutti che l’eredità di questa band è scolpita nella pietra.

Gli Europe in 2026 sono un gruppo da non perdere. Evitano la trappola di essere una semplice “meteora” del momento, riproponendo i loro brani classici con una potenza incredibile, e al contempo rivendicano con orgoglio il loro eccellente repertorio moderno. Per assistere alla loro brillante performance dal vivo e ascoltare in prima persona la straordinaria potenza vocale di Joey Tempest.

 

Scaletta concerto:

On Broken Wings

Rock the Night

Walk the Earth

Scream of Anger

Sign of the Times

One on One

The Cult of Ignorance

Carrie

War of Kings

Stormwind

Open Your Heart

More Than Meets the Eye

Last Look at Eden

Ready or Not

Superstitious

Cherokee

The Final Countdown

 

Galleria fotografica EUROPE a cura di “Ash” Settantuno: