Morbid Angel live – report data di Milano

Di Alberto Fittarelli - 5 Marzo 2004 - 12:41
Morbid Angel live – report data di Milano

Il 2 Marzo è la serata dedicata del tutto ai Morbid Angel: il gruppo, che costituisce per il sottoscritto la vera ed unica icona death metal, è chiamato a presentare al suo pubblico l’ultimo album Heretic, un notevole passo avanti rispetto allo zoppicante “Gateways of Annihilation”, ed a riconfermare la solidità della propria formazione dopo le varie vicissitudini di line-up, dovute alla temporanea defezione del singer Steve Tucker, rientrato dopo pochi mesi nella band. Del suddetto album è già stato detto abbastanza: si tratta in effetti di un disco potentissimo, nella miglior tradizione floridiana, ricco e finalmente dinamico, senza il costante rallentamento delle ritmiche che appiattiva il suo predecessore; c’era inoltre da parte mia la curiosità di vedere il mitico Trey Azagthoth alle prese con riffs in parte più “melodici”, come quelli evidenziati proprio su Heretic.

La location milanese del concerto è il Transilvania Live, sala ormai abbonata al 90% delle maggiori date metal della zona: a ragione, direi, vista anche l’organizzazione che si dimostra, specie a livello di tempi, impeccabile. Quando arrivo è già finito, purtroppo, il concerto dei Krisiun: gruppo che francamente non ho mai apprezzato, ma che mi incuriosiva giusto per capire come potesse meritare quel successo che, a quanto pare dal feedback che riceve dai media, sembra ottenere. Sbrigate le formalità di rito entro in una sala che è già decisamente piena, con la folla che intona i primi cori indirizzati ai floridiani e la sicurezza che tiene costantemente d’occhio le transenne per evitare incidenti. Qualche minuto di soundcheck, poi la musica si abbassa ed i musicisti salgono sul palco: e l’attacco è dei migliori, si parte infatti nientemeno che con Day of Suffering, uno dei migliori pezzi mai scritti dalla band e sicuramente il capolavoro di Blessed are the Sick, loro secondo disco. La folla si scatena da subito, anche se va detto che il movimento non è eccessivo: le prime file sono evidentemente ipnotizzate dai musicisti, troppo attente alle singole mosse di ognuno di loro.

E con l’entrata in scena del gruppo c’è anche la prima sorpresa: il secondo chitarrista. Infatti, a sostituire il defezionario Erik Rutan, troppo impegnato coi suoi Hate Eternal, la band ha chiamato quello che mi sembra essere (purtroppo non c’è nessuna notizia ufficiale in merito) Tony Norman, membro dei Monstrosity; di fatto, non si limita ad eseguire le parti ritmiche ma, in almeno due o tre occasioni, mostra di essere perfettamente in grado di seguire le complesse parti soliste. Tutta la band è decisamente “in palla”, a partire da uno Steve Tucker autore di un’ottima performance: col passare dei pezzi, e specialmente Beneath The Hollow, Pain Divine e la perfetta Chamber of Dis il cantante cresce, al pari dell’entusiasmo della folla. La prima delle tre songs citate, in particolare, ci dà modo di osservare finalmente il combinarsi di parti melodiche ad altre più brutali, quelle presenti appunto dall’ultimo full-lenght; ed è realmente uno spettaclo, credetemi, vedere il funambolico Trey Azagthoth destreggiarsi in ogni modo sulla sua chitarra.

Proprio il leader della band si rende protagonista di uno show di primissimo livello: sciolto, fluidissimo anche sulle parti più tecniche, dimostra una volta ancora di essere praticamente l’unico chitarrista, in ambito estremo, a saper suonare i propri pezzi mettendo le mani praticamente su qualsiasi punto della chitarra. Chitarra che varia tra l’altro a seconda del pezzo eseguito: su canzoni come l’accoppiata da urlo Stricken Arise/Where the Slime Live Trey utilizza infatti la sua celebre 7 corde, con punte di tecnicismo che sulla canzone tratta da “Domination” incantano letteralmente il pubblico. Segue poi tutta una serie di capolavori, pezzi come Bil Ur-sag, Dawn of the Angry ed anche abbastanza insoliti come World of Shit (The Promised Land).

Dopo un’ulteriore pausa, riempita dall’esecuzione di uno dei numerosi strumentali che caretterizzano gli albums della band, ci si avvia verso la fine del concerto con un ultimo blocco di canzoni: Steve Tucker è ora decisamente più presente, anche se la sua voce permane forse un po’ troppo effettata, ed incita la folla su brani come Cleansed by Pestilence e soprattutto il binomio costituito da Lord of all Fevers and Plagues e da Rapture, due cavalli di battaglia di sempre dei floridiani; ed il pubblico risponde prontamente iniziando quello slam-dancing che era sembrato stranamente mancare sino a quel momento. Il colpo di grazia lo danno poi le ultime tre canzoni: le prime due, God of Emptiness ed Enshrined by Grace (forse la migliore dell’ultimo album) vengono eseguite in rapida sequenza, con il grande Pete Sandoval che dopo la prima lancia le sue bacchette verso il pubblico, mentre l’inno Chapel of Ghouls viene presentato come “bis”, terminando poi in un lunghissimo assolo di Azagthoth eseguito in solitudine sul palco, e seguito poi dai ringraziamenti di tutta la band al pubblico presente in sala.

Che dire ancora su questo concerto? Al di là della mera cronaca dell’evento, l’affiatamento del gruppo, la sua presenza scenica sul palco e l’impatto dei singoli musicisti sono qualcosa che difficilmente verrà riprodotto da altre death metal bands: chi già li ha visti sa cosa aspettarsi, a chi non li avesse ancora osservati dal vivo consiglio solo di rimediare al più presto. I Morbid Angel si dimostrano sempre un gruppo imprescindibile, e con la disponibilità dimostrata dopo il concerto verso i fans si distaccano anche da chi invece pare avere un rapporto puramente “lavorativo” con il proprio pubblico (tanto per fare un nome banale, i Deicide).
Ora aspettiamo l’album “I” e la relativa tournèe per goderceli di nuovo.

Alberto ‘Hellbound’ Fittarelli

Setlist del concerto:

1. Day of suffering
2. Within thy enemy
3. Pain divine
4. Beneath the hollow
5. Curse the flesh
6. Chambers of Dis
7. Stricken arise
8. Where the slime live
9. Dawn of the angry
10.Bil Ur-Sag
11.World of shit (The promised land)
12. Cleansed by pestilence
13.Lord of all fevers & plagues
14.Rapture
15.God of emptiness
16.Enshrined by grace
17.Chapel of ghouls