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No Gravity (Simone Fiorletta)

Di Lorenzo Bacega - 3 Maggio 2011 - 10:00
No Gravity (Simone Fiorletta)

In occasione dell’uscita di Worlds in Collision, primo full length dato alle stampe dagli italici No Gravity, abbiamo avuto modo di raggiungere il mastermind e chitarrista Simone Fiorletta e scambiare quattro chiacchere a proposito della nuova avventura intrapresa, dei progetti paralleli e delle prossime uscite. Buona lettura!
 


 

Ciao Simone e bentornato sulle pagine di Truemetal.it! Come prima cosa, puoi raccontarci brevemente come è nato questo tuo progetto No Gravity?

Ciao a te e un saluto a tutti i lettori! L’idea è nata per la fine del 2009, inizi 2010. Per gioco avevo buttato giù un arpeggio di chitarra, che poi è divenuto “Nowadays”, e da lì è partito il tutto. Da subito ho pensato di creare una band composta da strumentisti fissi per poi far alternare un po’ di cantanti… e così è stato. Diciamo che ho colto l’occasione per coinvolgere artisti che personalmente seguo da anni e racchiuderli tutti in un solo album.

Come si sono svolte le fasi di composizione del disco? Quanto tempo ti ha preso nel complesso la lavorazione di questo album?

Nella maggior parte dei casi i brani nascono da un’improvvisazione. O meglio, il brano inizia a prendere forma da un riff improvvisato e subito dopo arrangiato. Altre volte invece le parti vengono fuori da melodie che ti canti in testa. Comunque i pezzi non vengono fatti tutti con lo stampino, quindi la fase creativa può variare da canzone a canzone o anche da riff a riff. Se per lavorazione dell’album intendi dalla composizione alla realizzazione (registrazioni, missaggio e mastering), il tutto mi ha rubato quasi un anno di lavoro.

Di cosa trattano i testi delle canzoni? Sono per caso collegati tra loro da un concept o comunque da una tematica comune?

No, non è un concept e non c’è alcuna tematica comune. Ho lasciato libera interpretazione ai singoli cantanti sia per quanto riguarda la linea melodica, che per il testo in sé; in questo modo troviamo alcuni testi incentrati su invenzioni vere e proprie come in “The Killer”, assieme ad altri di matrice prettamente autobiografica come in “I’m Bleeding”, “Unexpexted Gift” e via dicendo.

C’è una canzone nello specifico, all’interno di “Worlds in Collision”, alla quale ti senti particolarmente legato? Nel caso, per quale motivo?

Può sembrare una risposta banale e/o scontata, ma personalmente sono legato all’intero album. Questo, immagino, perché tutte le composizioni sono di mia invenzione, per di più impreziosite dai cantanti in questione.

Sei riuscito nell’impresa di riunire all’interno dello stesso disco tre cantanti del calibro di Michele Luppi, Roberto Tiranti e Fabio Lione, vale a dire quelli che, nell’immaginario collettivo, sono i tre punti di riferimento, almeno sotto il profilo vocale, della scena power/progressive italiana. Quanto è stato difficile mettere in atto una cosa del genere?

Il tutto è stato molto semplice! E’ bastato spedire un’email in cui spiegavo le mie intenzioni per ricevere subito il consenso da parte di tutti, anche dagli altri cantanti (Andy Kuntz dei Vanden Plas, Mark Basile dei DGM e Emiliano Germani dei Moonlight Comedy). Il difficile, più che altro, è stato gestire i rapporti a distanza e cercare di ricevere i loro file in tempi ragionevoli, considerando anche che nel 2010 ognuno di loro ha pubblicato nuovo materiale con le rispettive bands.

 

 

C’è un cantante in particolare (o anche più di uno) che avresti voluto coinvolgere in questo progetto, ma a cui, per varie ragioni, sei stato costretto a rinunciare?

Uno c’è, ma non voglio svelare chi sia dato che ci proverò per il prossimo disco. Posso solo dire che la cosa non è andata in porto solo per una questione di tempo, o almeno questa è la versione che mi è stata data.

Che tipo di reazione ti aspetti sia dal pubblico che dalla critica specializzata dopo l’uscita nei negozi di “Worlds in Collision”?

Personalmente, una volta che pubblico i miei lavori, cerco sempre di non aspettarmi nulla e di accettare tutto ciò che verrà detto. Non sono tipo che si offende per una critica negativa e allo stesso tempo non mi esalto per una positiva. Per me l’importante è essere soddisfatto dei miei lavori. Per ora posso dirti però che il disco sta riscuotendo un ottimo consenso da parte della critica,

Come valuti il lavoro svolto dalla tua attuale etichetta, la finnica Lion Music? Come sei entrato in contatto con loro?

Ormai sono sette anni che lavoro per/con loro, e in questi sette anni ho pubblicato la bellezza di sei dischi. A mio avviso il loro operato è davvero ottimo, sanno promuovere i loro prodotti nel migliore dei modi. Personalmente sono molto soddisfatto e, ad ogni pubblicazione, non faccio altro che ringraziarli.

Cosa ne pensi della scena progressive internazionale, allo stato attuale? Ci sono artisti o band che apprezzi particolarmente?

E cosa devo pensare? Voglio dire, ci sono band di altissimo livello in giro, magari una volta si parlava solo o quasi esclusivamente di Dream Theater (tanto di cappello), ma oggi come oggi, DT a parte, abbiamo la fortuna di ascoltare band quali Symphony X, Vanden Plas, Evergrey e tante altre che non fanno altro che arricchire la scena Power/Prog mondiale.

E, più nello specifico, della scena italiana?

Grandissima! In Italia abbiamo ottimi musicisti e ottime band che non hanno assolutamente nulla da invidiare ai big internazionali. Possiamo nominare DGM con l’ottimo Simone Mularoni alle chitarre, i Mind Key, Twinspirits e tante altre… senza considerare veterani del calibro di Rhapsody Of Fire, Labyrinth, Vision Divine.

 

 

Hai pensato all’opportunità di promuovere il disco anche in sede live?

Il discorso qui è un po’ più complicato. Non è facile portare in giro progetti che non siano cover band, soprattutto se non vuoi abbassarti a certe condizioni. E’ nostra intenzione fare dei live promozionali, contiamo di farne pochissimi ma ben mirati.

Quale sarà il destino dei No Gravity? Il discorso forse è ancora un po’ prematuro, ma pensi che vedrà mai la luce un eventuale seguito di “Worlds in Collision”, oppure questa resterà semplicemente un’uscita isolata?

Come accennato prima, di sicuro ci sarà un seguito. Dovrei riconfermare gli stessi cantanti ed aggiungerne qualcuno. Comunque non appena inizierò ufficialmente la stesura del nuovo disco sarai il primo a saperlo, ok?

E per quanto riguarda il tuo progetto solista invece? C’è qualcosa in programma sotto questo punto di vista?

Qualcosa in programma c’è, ma per ora solo nella mia mente. Conto di iniziare a buttare giù qualcosa prima della fine dell’anno, intanto ho già confermato alcuni ospiti internazionali che andranno ad arricchire il lavoro.

Altri eventuali progetti per il futuro?

Salvo cambiamenti, a Giugno verrà pubblicato un doppio cd in beneficenza per il Giappone su cui sono stato chiamato come guest insieme ad altri artisti di fama internazionale. In più sarò presente sul nuovo di Michele Luppi. Attualmente sto lavorando nel mio studio “S.F. Studio” con bands che si affidano a me per la realizzazione dei loro lavori.

Ok, questa era la mia ultima domanda. Grazie per il tempo che ci hai dedicato Simone, a te un’ultima battuta per chiudere questa chiacchierata come preferisci.

Prima di salutarti vorrei presentare il resto della line-up e gli endorsement che con tanta pazienza ci sponsorizzano. Al mio fianco c’è anche Davide Perruzza alla chitarra, Andrea De Paoli (Labyrinth) alle tastiere, Andrea Casali al basso e Marco Aiello alla batteria. Ringrazio anche le case di strumenti che ci sostengono: ESP Guitars e Backline, Brunetti Amps, InTuneGuitarPics e la FT Elettronica (ottimi pedali costruiti interamente a mano), Ufip Earcreated Cymbals e la Schecter Guitars. Eccoci giunti ai saluti: ringrazio tutti i lettori che sono stati in nostra compagnia e vi invito ad ascoltare il disco e a scrivermi per sapere il vostro parere, sarò ben lieto di rispondere a tutte le vostre e-mail!

 

 

Lorenzo “KaiHansen85” Bacega