Recensione: 2WO
Era il 2017 quando usciva “XXenty“, primo, buonissimo album dei Mindfeels – emanazione del progetto westocoast Dejanira – gruppo che si proponeva da esordiente sul piccolo ed angusto palcoscenico AOR di casa nostra. Un debutto decisamente brillante ancorché acerbo, che aveva messo in evidenza le qualità di una band dal netto profilo underground e con il sapore elitario di un qualcosa fatto con esclusiva passione per un genere musicale raffinato e costruito con eleganza.
Nove anni per avere un secondo capitolo, finalmente concretizzato in questo inizio 2026, sempre sotto l’attenta supervisione di un’etichetta votata alla qualità come Art of Melody / Burning Minds.
Senza troppi preamboli, “2WO” conferma i Mindfeels come una delle realtà AOR più solide e consapevoli emerse dalla scena italiana negli ultimi anni, ma evita accuratamente qualsiasi effetto speciale superfluo, puntando piuttosto su scrittura, arrangiamenti e coesione d’insieme. Il secondo album del quartetto guarda ancora alle muse elettive ascrivibili al mondo Toto / Westcoast, filtrandole però con una misura tutta europea e una cura produttiva che valorizza i dettagli senza appesantire il risultato complessivo.
L’avvio con l’intro “Out Of Spin” prepara in pochi istanti il terreno sonoro: tastiere ariose, un suono pulito ma non freddo, un’attenzione all’atmosfera che torna come filo conduttore lungo l’intero lavoro. “We Will Make It” porta subito al cuore del disco, con un AOR positivo e molto melodico, sorretto da linee vocali immediate e da una sezione ritmica dal passo controllato, che preferisce il respiro alla frenesia. “Fading Lights” abbassa i toni e mette in luce il lato più introspettivo della band: struttura più raccolta, spazi lasciati agli strumenti, una malinconia sottile che emerge soprattutto nel lavoro delle tastiere e nelle armonizzazioni vocali.
Nel segmento centrale, “Again In The Wind” e “Something New” mostrano la crescita del songwriting: il primo brano gioca su dinamiche più ariose, il secondo inserisce piccole deviazioni melodiche e soluzioni armoniche che, pur restando nell’alveo dell’AOR classico, indicano la volontà di non limitarsi al compitino di genere. “Flying Away From This World” apre il panorama sonoro, con arrangiamenti quasi cinematografici e un senso di “viaggio” che ben si sposa con il nome stesso della band. “Here With Me” e “The Other Side Of You” riportano il focus sulle canzoni vere e proprie, tra midtempo dal taglio radiofonico e refrain pensati per funzionare sul lungo periodo più che sulla prima impressione. In questo contesto spicca in particolare “The Other Side Of You”, impreziosita dagli interventi di Michael Kratz e Kasper Viinberg, già noti agli appassionati di Westcoast scandinava. Il dialogo vocale tra Gilardino e Kratz aggiunge un ulteriore livello di profondità melodica, mentre il tocco di Viinberg a tastiere e piano sottolinea il lato più soffice e crepuscolare del brano, rendendolo uno dei momenti più compiuti e “internazionali” del disco, perfettamente in linea con l’estetica di Art Of Melody / Burning Minds. E dei Mindfeels stessi.
La parte finale conferma l’impostazione di fondo: “Passengers” e “Dreamland” insistono sul versante più evocativo e melodico, mentre “You Can’t Let It Go” e “Run Away” offrono un leggero incremento di spinta, sempre tenuto sotto controllo da una produzione che evita compressioni eccessive e mantiene facilità d’ascolto ad ogni livello. La chiusura con “The Wait” è coerente con il tono generale dell’album: un brano intenso, riflessivo, costruito per lasciare un senso di compiutezza e invogliare al riascolto, più per clima che per facile slogan.
Sul piano artistico, “2WO” restituisce l’immagine di una band solida, concentrata sulla qualità della scrittura e sull’equilibrio tra tecnica ed espressività. Buonissima la voce di una sicurezza come Davide Gilardino, ed evidenti le qualità tecniche di Luca Carlomagno (Chitarre), Roberto Barazzotto (Basso) e Italo Graziana (Batteria).
La cura negli arrangiamenti è evidente, così come l’attenzione all’incastro tra voce principale, cori e tastiere, elemento che spesso fa la differenza in un ambito come l’AOR / Westcoast. Allo stesso tempo, chi cerca un impatto immediato o soluzioni più spigolose potrebbe percepire una certa prudenza: i Mindfeels preferiscono l’eleganza all’azzardo, la coerenza alla sorpresa.
È una scelta precisa, che rende “2WO” un album concreto, “pulito”, maturo, suonato bene e pensato per durare nel tempo, più che per stupire al primo passaggio.
https://www.mindfeelsmusic.com
https://www.facebook.com/Mindfeelsmusic
