Recensione: Aghast Insane

Di Alessandro Calvi - 28 Maggio 2004 - 0:00
Aghast Insane
Etichetta:
Genere:
Anno: 2004
Nazione:
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75

Gli Aghast Insane nascono nel 2000 e nella loro prima incarnazione scrivono tre dei brani contenuti in questo loro primo demo omonimo. Dal gruppo se ne va il batterista e il gruppo si ferma per circa un anno cercando nel frattempo di trovare nuovi elementi. Solo dopo diversi cambi di formazione e l’inserimento di alcuni nuovi membri, riescono a raggiungere la stabilità. Il gruppo ricomincia così a comporre e giunge infine alla decisione di incidere quanto fatto fino a quel momento. Nasce così il demo che ho ora tra le mani.

Il disco si apre con un brano strumentale di chitarre acustiche e sottofondo di violini, è un brano lento e a tratti dolce che solo nel finale tende ad accelerare di più, quasi a fare da preludio per ciò che ci aspetta. La seconda traccia, che riporta il nome stesso del gruppo, riparte proprio dagli arpeggi e i ritmi dell’Ouverture per poi andare a cambiare radicalmente.
Dal punto di vista dell’attitudine a un primo ascolto accosterei gli Aghast Insane ai Nevermore. Dal punto di vista della musicalità e delle linee vocali i due gruppi non hanno praticamente nulla in comune. Quello che li accomuna secondo me è l’attitudine: la capacità di passare da momenti più lenti, quasi dolci o tristi, ad altri con chitarre elettriche distorte e batteria di doppia cassa di tipica scuola thrash.
Tornando a parlare nello specifico delle canzoni, al quarto posto della scaletta di questo demo troviamo il brano probabilmente più interessante dell’intero lotto, brano che risponde al nome di Cherudek. Il titolo e il testo naturalmente sono ispirati al romanzo e all’opera letteraria dello scrittore di fantascienza Valerio Evangelisti. Scrittore che dopo aver raggiunto un successo mondiale con traduzioni in decine di lingue, influenza sempre più anche la scena musicale: prima i nostrani Time Machine hanno dedicato 2 dischi al personaggio dell’Inquisitore Eymerich, protagonista dei romanzi di Evangelisti. Ora anche questi giovani Aghast Insane si sono ispirati al libro forse più complesso dello scrittore bolognese per quella che è probabilmente la loro canzone migliore e anche più matura ed equilibrata dal punto di vista del song-writing.
Con la successiva The Embrace of the Shrike si tende ad accellerare sempre più, l’inizio è affidato a un intro quasi più di sapore heavy classico, ma ben presto chitarre, basso e batteria accelerano fino a trasformare la song in un vero e proprio schiacciasassi.

Critiche a quest’album ce ne sono poche da fare, la produzione è buona per un demo. Le chitarre secondo me suonano piuttosto bene, qualcosa si potrebbe fare per migliorare un po’ il suono della batteria che, almeno per il mio gusto personale, ho trovato poco pieno e non sufficientemente incisivo. La realizzazione grafica della confezione del cd invece è decisamente sopra alla media. Da questo punto di vista però dovrebbero forse curare un po’ meglio la propria immagine, a essere sincero quando mi sono trovato per le mani il loro cd mi aspettavo quasi fosse un gruppo punk, poi per fortuna sono stato confutato dall’ascolto.

Per concludere direi che ci troviamo di fronte a un gruppo giovane ma che è già stato capace di tirare fuori delle belle cose. Le basi mi sembra ci siano tutte, con una maggiore esperienza e probabilmente anche dei testi più elaborati e profondi credo saprebbero farsi valere sul serio. Per inciso in chiusura un’ultima nota positiva: sul sito della band sono disponibili da scaricare tutti i brani che compongono questo demo. Nelle intenzioni della band, l’acquisto del cd dovrebbe essere compiuto solo una volta ascoltatolo e apprezzatolo tutto, in caso contrario non si saranno spesi soldi per comprarlo a scatola chiusa.

Tracklist:
01 Ouverture, Come and Play with Us
02 Aghast Insane
03 Alone
04 Cherudek
05 The Embrace of the Shrike
06 Untitled5

Alex “Engash-Krul” Calvi

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