Recensione: All or Nothing

Di Andrea Bacigalupo - 18 Luglio 2020 - 21:26

Interessante percorso artistico quello di Roberto Gambuti, meglio conosciuto come Mr Sleazy, polistrumentista di Sanremo (IM) che si era fatto conoscere nel 2012 con l’album ‘The Sleazy Attraction’, interamente suonato da lui e con la partecipazione di un vocalist diverso per ogni singola traccia.

Poi la svolta, Roberto comincia ad arruolare musicisti e da ‘one man band’ passa ad essere un gruppo vero e proprio, i Mr Sleazy, con musicisti stabili, la cui formazione odierna comprende ben otto elementi più un sassofonista in sede live.

I Mr Sleazy suonano un classico Hard Rock con bagliori metallici, il cui ceppo originario è da ricercarsi nella Old School anni ’80 di Dokken, Motley Crue, Bon Jovi, Skid Row, Quiet Riot con qualcosa anche dei Dio più melodici, quella roba lì insomma, che sa di ondate di folla che si diverte, di anticonformismo e di capelli tremendamente voluminosi ed increspati (… l’uso smodato di lacca ha fatto dei veri disastri in quegli anni …).

Soprattutto, quella dei Mr Sleazy è tanta buona musica, come dimostra ‘All or Nothing’, il nuovo album reso disponibile dal 10 luglio 2020 attraverso l’infaticabile Volcano Records.

Il lavoro è composto da nove brani tirati e carichi di quell’energia esplosiva che fa venir voglia di correre e di sentirsi liberi.

L’anima del Rock ‘n’ Roll, in poche parole, estratta a forza attraverso un songwriting immediato ma completo, composto con scrupolo e determinazione da chi fa di passione e professionalità una cosa sola.

Un lavoro diretto e senza fronzoli, ma curato nei dettagli, con tanto di tastiere riempitive che esaltano le melodie senza privarle della loro carica elettrica e cori trascinanti, resi ancora più forti e compatti dalle due voci femminili (come i Motley Crue ci hanno insegnato, del resto).

Un sound che pesca dal passato, dunque, ma con una buona dose di personalità che lo rende accattivante e colmo d’interesse.

L’opener ‘Lets Go!’ dà una carica immediata, con il suo carattere potente e deciso ed il refrain anthemico. Il palco chiama a gran voce: quello che suonano i Mr Sleazy non può essere confinato solo in un lettore, deve esplodere verso la folla. Il verso “Tearing down the wall ‘Cause it’s time for rock n roll” racchiude tutta la loro essenza.

Kind of Love’ è dura come il ferro appena forgiato, con la sua andatura cadenzata intrisa di sofferente determinazione e l’assolo che ne amplifica l’emozione accompagnando il refrain.

Something I Don’t Know’ è un fiume in piena che non trova ostacoli, mentre il ritmo marziale ad alto tasso metallico di ‘Love Me or Kill Me’ è determinato, come il titolo.

Thrill Me’ è senza freni mentre ‘Thing Aren’t Always What They Seem’ è la classica ballad, un po’ scontata nella realtà, sono pochissimi gli album Hard Rock che non ne contengano almeno una che spezzi il ritmo. Ce ne freghiamo: il brano è bello, carico di quel malinconico dolore che, almeno una volta, abbiamo sentito tutti. Ci sta.

Lonely Days for a Lonely Heart’ ha un’atmosfera epica, con le tastiere un po’ più presenti del solito ed un refrain aperto e luminoso. E’ un brano che si distingue e mette in luce altre doti artistiche della band che piacciono.

Pretty Ladyboy’, decisa e muscolosa, anticipa il pezzo di chiusura, quello che dà il titolo al disco: ‘All or Nothing’, ‘tutto o niente’, è una dichiarazione d’intenti espressa attraverso un avvincente Rock ‘N’ Roll con tanto di pianoforte alla Little Richard (R.I.P., senza di lui e pochi altri, forse, tutto questo non ci sarebbe stato) che infiamma l’anima.

In definitiva questo secondo album, o forse è meglio dire il primo, visto che non è più il progetto di un singolo individuo ma il risultato di un lavoro di squadra, colpisce nel segno. Si ascolta più che volentieri, mette la giusta carica ed evidenzia una band coesa ed affiatata che può fare parecchia strada. Attendiamo con vivo interesse gli sviluppi futuri. Per ora, molto bravi!

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