Recensione: Animal

Di Matteo Lavazza - 6 Marzo 2004 - 0:00
Animal
Band: Easy Rider
Etichetta:
Genere:
Anno: 2004
Nazione:
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65

Quinto disco per gli spagnoli Easy Rider, band nata nell’ormai piuttosto lontano 1990, anche se sinceramene è la prima volta che sento parlare di loro. La biografia presente sul sito della loro label parla di Progressive Heavy Metal, ma francamente di Prog ne ho sentito davvero pochissimo, anzi proprio nulla a dire la verità, infatti fin dall’iniziale “Vision” si possono già capire quelle che saranno le coordinate musicali che la band seguirà, cioè un Heavy Metal classico che mi ha ricordato molto da vicino i Saxon del periodo “Unleash the Beast”, anche per via della voce del cantante americano Ron Finn che ha più di un punto di contatto con quella del grande Byff.
Il gruppo riesce ad essere decisamente convincente nelle canzoni più cattive, come per esempio “Chasing Demons”, un brano giocato su ritmi veloci e su un flavour oscuro che dona al tutto una certa originalità, “Casting the Shadow of Sin”, che si muove più o meno sulle coordinate di “Chasing Demons” con un pizzico di eticità in più, la groovy “Sacrifice”, dove i due chitarristi danno secondo me i meglio di loro sia in fase ritmica che in quella solista, oppure “A New Day”, davvero pregevole per le melodie e i vari cambi di tempo che la caratterizzano.
Ho trovato piuttosto banale e scontata invece “Future Kill”, una canzone che alterna parti arpeggiate ad altre distorte e veloci, senza però riuscire a convincere ma lasciando solo una sensazione di già sentito francamente fastidiosa.
Da segnalare anche la conclusiva “The Dream Lives On”, song divisa praticamente in due parti, la prima decisamente azzeccata grazie a riff molto ben costruiti ed ad una linea vocale molto ben studiata, la seconda invece è una sorta di lento troppo mieloso e scontato per risultare apprezzabile.
I suoni di questo “Animal” sono davvero molto buoni, anche se forse un po’ più di potenza sulle chitarre avrebbe fatto si che il disco potesse rendere in maniera migliore.
Tecnicamente la band non fa nulla di particolarmente impegnativo, ma i musicisti mettono a disposizione delle esigenze delle varie canzoni le loro capacità, il che non è poco.
Gli Easy Rider hanno confezionato un lavoro molto ben fatto, di certo non è un disco che farà la storia del Metal, però se cercate del buon “metallone” sano per poter fare un po di headbanging potrebbe essere l’acquisto giusto.

 

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