Recensione: Awesome Anthems Of The Galaxy
Dopo aver inserito nel 2002 sull’album “Condition Red” una bonus-track costituita dalla cover di “Crazy” di Seal (singolo di successo uscito a settembre 1990 come estratto dal debut album del cantante inglese, amico di Jannik Sinner), sono stati in tanti a chiedere a Piet Sielck di ripetere l’esperienza di realizzare delle cover di pezzi pop, metallizzandole a dovere. Così, dopo quasi ¼ di secolo il chitarrista/cantante tedesco ha deciso con i suoi Iron Savior di rilasciare questo “Awesome Anthems Of The Galaxy”, full-length di circa 70 minuti di durata in cui sono inserite ben 17 cover di brani pop/rock usciti negli anni ’80. Ecco quindi che abbiamo canzoni di Jermaine, fratello di Michael Jackson, del grande Phil Collins, degli A-ha, di Eurythmics, Pet Shop Boys, Alphaville, Frankie Goes to Hollywood, Irene Cara, Blondie, tanto per citare i più famosi. L’album si apre con la cover di “Fame” di Irene Cara, pezzo famosissimo per essere stato la sigla della serie-tv “Saranno famosi”, irrobustito a dovere e scelto per un visualizer video.
Dopo la poco conosciuta “All I Need Is A Miracle”, del gruppo inglese Mike and the Mechanics, uscita nel 1985, arriva uno dei “pezzi forti” dell’album, uno di quei brani che da soli valgono l’acquisto del cd e mi riferisco alla splendida “When The Rain Begins To Fall”, risalente al 1984, in cui Jermaine, il fratello maggiore di Michael Jackson, duettava con Pia Zadora, resa in modo eccellente dagli Iron Savior. Subito a ruota arriva un’altra delle canzoni “toste”, quella famosissima “Maniac” di Michael Sembello che era nella colonna sonora del film “Flashdance”, qui resa ancora più dura di quanto già non fosse l’originale. Dopo due capolavori in cui Piet Sielck esce vincitore, purtroppo dobbiamo annotare una caduta non da poco, con la cover della meravigliosa “Take On Me” degli A-ha e per un semplice motivo: la voce di Morten Harket è semplicemente inarrivabile per il volenteroso Piet, al cui confronto esce con le ossa rotte. Forse sarebbe stato meglio scegliere una cover di un gruppo diverso, magari la mitica “Shout” dei Tears For Fears o l’altrettanto mitica “Wild Boys” dei Duran Duran, tra le canzoni che meglio si prestano ad essere “metallizzate”…
Arrivano poi altri pezzi fantastici per chi, come questo umile recensore, ha vissuto la sua adolescenza negli anni ’80, canzoni come “Relax” dei Frankie Goes to Hollywood (che all’epoca fu addirittura censurata in parte del testo!), “What A Feeling” di Irene Cara, “Against All Odds” del mitico Phil Collins (purtroppo adesso in gravi condizioni di salute) sono semplicemente ricordi meravigliosi ed emozionanti. La tracklist scorre piacevolmente tra canzoni più o meno famose, fra cui non si può evitare di citare la stupenda “Suburbia”, qui resa in maniera superba, o anche “Forever Young” degli Alphaville, tra i primi gruppi ad utilizzare all’epoca l’elettronica in maniera massiccia (qui sostituita dalle chitarre), per la quale è stato realizzato un singolo con tanto di video.
Il full-length arriva fino alla fine, con altre cover di pezzi piacevoli, fra cui bisogna citare la mitica “Call Me” della splendida Blondie (canzone che fu coverizzata anche dai Labyrinth, nel primo indimenticabile EP “Piece Of Time”). Si arriva alla fine soddisfatti e con la voglia di pigiare ancora una volta il fatidico “play”, perché obiettivamente questo disco di cover è davvero piacevole, soprattutto se si ha avuto la fortuna di vivere sulla propria pelle gli anni ’80! Ritengo infatti “Awesome Anthems Of The Galaxy” degli Iron Savior indicato per un pubblico di metallari “meno giovani”, mentre credo non sia particolarmente adatto ai metalheads nati dopo gli anni ’80, a meno che questi non vogliano farsi incuriosire da una carrellata di pezzi risalenti a quell’epoca d’oro della musica…






