Recensione: Back In The Ring

Di Fabio Vellata - 6 Luglio 2006 - 0:00
Back In The Ring
Band: Vengeance
Etichetta:
Genere:
Anno: 2006
Nazione:
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75

In un epoca musicale costellata da ritorni eccellenti e pompose reunion, è bello constatare come anche qualche gruppo di minor fama o richiamo abbia ancora l’occasione di proporre la propria musica oggi come tanti anni fa.
E’ questo il caso degli olandesi Vengeance, band attiva sin dagli albori degli anni ottanta, autrice sin quì di ben otto prove discografiche alla quale va attribuito il merito di aver portato alla ribalta nel corso degli anni, artisti del calibro di Arjen Lucassen (straordinario mastermind dei grandiosi Ayreon) e Ian Parry, già singer di Elegy e Consortium Project, che abbiamo recentemente apprezzato in veste solista.

L’approccio musicale che Leon Goewie ed i suoi compagni offrono a chi vorrà ascoltare la loro nuova fatica è tutto da scoprire ed apprezzare: il genere proposto risulta in grado di solleticare gli appetiti di tutti i fans di certo rock molto genuino e diretto, volto a scomodare paragoni eccellenti con AC / DC, Krokus ed UDO su tutti e più in generale votato alla causa dell’immediatezza più “sanguigna” ed alquanto verace.
Nota informativa, collaborano alla realizzazione di questo nuovo album anche il figliol prodigo Arjen Lucassen, Michael Voss (già con Casanova, Mad Max, Demon Drive e Silver) e Matt Sinner, storico frontman dei Sinner ed acclamato membro fondatore dei Primal Fear (nonchè nuovo dirigente della stessa MTM).

Il cd si apre con la debordante ed anthemica title track, confermando quanto appena specificato, in un vortice di ritmiche tambureggianti, chitarre roventi e robuste melodie, il tutto “condito” dalla voce caratteristicamente roca di Goewie, sguaiata e urlante come nella migliore tradizione.
Potentissima la resa sonora che amplifica a dismisura i toni bassi, conferendo al platter doti ritmicamente fulminanti, garantendo velocità e freschezza ed una incredibile facilità di assimilazione.
“No Mercy”, “Mind Over Matter” e “Holy Water” sono autentiche “scoppole” dal volume incontrollato che, con una veste tanto demodè e di antica radice, sanno divertire pur con tutti i relativi limiti generati da una originalità sicuramente scarsa e da un aspetto così apertamente derivativo.
Più particolare “Captain Moonlight”, dall’incedere meno focoso, è un pezzo che come un lapillo di lava eruttato da un vulcano, giunge a noi direttamente dal cuore degli anni ottanta, offrendo quali punti a proprio favore un ritornello di assoluta efficacia e ritmiche cadenzate ancora una volta di prontissima presa.
“Bad Attitude” è un brano che si incastona perfettamente nello stile prediletto dai Vengeance: hard rock dalla struttura semplice e quasi elementare, dotato di grandissima energia, diretto come un Eurostar e godibile come un sorso di birra fresca.
Il discorso è assimilabile anche per le successive “Had Enuff” e le cadenzate, ironiche e divertite “Now And Then”, “Cowboy Style” e “Rip It Off”, canzoni che non vogliono affatto favorire pensieri profondi o voli pindarici, quanto piuttosto del sanissimo e genuino divertimento nella più sincera e gustosa tradizione rock n’roll.
Immancabile anche la solita ballata di turno, intitolata “Evelyn”, posta in chiusura a suggellare una prova encomiabile e di buon livello.

E’ effettivamente sempre gradevole imbattersi di tanto in tanto in prodotti di questa natura, basati su di un hard rock senza fronzoli e fedelissimo a se stesso, privo di qualsiasi pretenziosità e proprio per questo così divertente e simpatico.
Qualcuno potrà sostenere la teoria che i Vengeance siano probabilmente dei romantici ancorati a stilemi ormai antichi, tuttavia è impossibile non allargarsi in un grande sorriso ascoltando dischi come “Back In The Ring”, in grado di rinverdire fasti passati ed un suono che, grazie ad una progressiva riscoperta, sta poco a poco ritornando a guadagnare posizioni ed estimatori.
Nulla di originale certo, ma talmente diretto ed immediato da risultare a tratti irresistibile.

Per concludere un consiglio:
sarebbe davvero un delitto ascoltare questo dischetto a basso volume, i livelli, per entrare pienamente nello spirito, devono essere necessariamente alti.
Come è abitudine dire in questi casi: “PLAY IT LOUD!!!”

Line Up:

Leon Goewie – Voce
Barend Courbois – Basso
Peter Bourbon – Chitarra
Hans in ‘t Zandt – Batteria

Special Guests:

Arjen Lucassen – Chitarra
Michael Voss – Chitarra, Tastiere, Back Vocals
Matt Sinner – Back Vocals

Tracklist:

01. Back In the Ring
02. No Mercy
03. Mind Over Matter
04. Captain Moonlight
05. Holy Water
06. Bad Attitude
07. Had Enuff
08. Now And then
09. Cowboy Style
10. Rip It Off
11. Evelyn

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