Recensione: Beyond The Waterfall

Di Fabio Vellata - 14 Dicembre 2007 - 0:00
Beyond The Waterfall
Band: Overtures
Etichetta:
Genere:
Anno:2007
Nazione:
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70

E’ ancora una volta la provincia goriziana a dare i natali ad una nuova, valida, proposta hard tricolore.
Dopo Headroller e Sacro Ordine (da cui è transitato anche il qui presente batterista Andrea Cum) è il turno dei più esperti Overtures, gruppo dalle interessanti qualità recentemente sbarcato su Videoradio, label (nota per essere una costola di RAI Trade) segnalatasi nella ricerca di giovani talenti in via d’affermazione, attivi nei più vari e disparati contesti musicali.

Hard rock multiforme e dalle numerose sfaccettature, è l’offerta messa sul piatto dal quintetto friulano, protagonista, con ‘Beyond The Waterfall‘, di un album d’esordio impossibile da definire banale e privo di personalità, sebbene provvisto di un sound ancora, in parte, migliorabile e bisognoso di qualche lieve correzione in sede di dinamismo e puro coinvolgimento.

Davvero numerosi e cospicui i riferimenti disseminati lungo l’intera durata del CD.
Come evidenziato nella stessa bio della band, non paiono azzardati accostamenti, all’apparenza inconciliabili, che vanno a scomodare termini di paragone talora molto differenti tra loro.
E innegabile, infatti, come il palese profilo elegante e ricercato di cui vengono ammantati i vari brani, favorisca il fulmineo inserimento nel filone progressivo di matrice più “heavy” (Dream Theater?), così come non possono essere taciute le notevoli doti di irruenza e baldanzosa sfrontatezza, tipiche dell’hard rock più verace e diretto di chiara scuola LosAngelina, riscontrabili in numerosi episodi.
Non sono rari inoltre, attimi epici e dilatati, non troppo dissimili dalle coordinate dell’heavy classico, miscelati ad improvvisi salti “temporali”, volti a condurre l’ascoltatore in un clima che potremmo definire quasi “seventies”.
Un bailamme d’influenze e fonti d’ispirazione notevole, che rende la proposta difficilmente catalogabile e da cui scaturiscono tracce dalla spiccata personalità come “Beyond The Waterfall” (un giro di chitarra tanto semplice quanto vincente), “Silent Observer” e “The Self Pitier”, in cui il rock diretto e schietto, va a fondersi con notevoli aperture epico-progressive, a cui si contrappongono pezzi dal sapore decisamente più meditato ed emozionale, quali “Toy” e “A Time Of My Life”, e passaggi in cui la pura esuberanza rockettara prende il sopravvento, incorniciando sensazioni ruvide e “stradaiole” (ma pur sempre velate di un che di elitario, raffinatamente dissimulato sottotraccia), così come riscontrabile in “Town Of Desolation”, “Faded Dream” e nella conclusiva “Hideout”, sorta di inno hard n’heavy di manifesto richiamo ottantiano.

Eclettismo e grande capacità di variare registro compositivo, sembrano dunque essere tra le principali virtù dei cinque goriziani, davvero abili nel far risultare la propria musica “viva” e cangiante, oltre che piacevoli intrattenitori, in possesso di capacità tecnico-strumentali davvero sopra le righe.

Beyond The Waterfall‘ si propone quindi come un esordio molto incoraggiante, fondato su di un ottimo livello di songwriting ed un tasso qualitativo di buona levatura che, qualora affinato ulteriormente e liberato dalle minime zone d’ombra attualmente presenti, potrebbe garantire soddisfazioni a raffica, regalando al pubblico, italiano e non, una nuova e scintillante band su cui puntare ad occhi chiusi.

Tracklist:

01. Beyond The Waterfall
02. Toy
03. Faded Dream
04. Town Of Desolation
05. Silent Observer
06. The Self Pitier
07. A Time Of My Life
08. Hideout

Line Up:

Michele Guaitoli – Voce
Marco Falanga – Chitarra
Daniele Piccolo – Chitarra
Luca Klanjscek – Basso
Andrea Cum – Batteria

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