Recensione: Born To Thrash (Live in Germany)

Di Andrea Bacigalupo - 10 Maggio 2020 - 14:32
Born To Thrash (Live in Germany)
Etichetta:Nuclear Blast
Genere: Thrash 
Anno:2020
Nazione:
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80

Sono sempre stato affezionato a quel ‘Live Without Sense’ che i Destruction misero sul mercato nel lontano 1989.

Era il loro primo live ufficiale e riassumeva i primi anni di attività, dal 1984 al 1989, presentando una formazione già sostanzialmente modificata rispetto agli esordi, quella di ‘Release From Agony’, che aveva visto la sostituzione di Tommy Sandmann con Oliver Kaiser alla batteria e l’ingresso del chitarrista Harry Wilkens come quarto elemento, scelto per dare ancora maggiore compattezza al loro sound già granitico.

Sono passati trentuno anni da allora ed è passata tanta acqua sotto i ponti quanto quella di un fiume in piena.

I Destruction di oggi vogliono dimostrare di essere ancora forti e coesi, mettendo in commercio la registrazione dell’esibizione tenutasi il 10 agosto 2019 al Party San Festival di Schlotheim–aerodromo Obermehler, Germania, in compagnia di Hypocrisy, Testament, Legion of the Damned  e decine di altre band.

Born To Thrash (Live in Germany)’ è il titolo del platter, reso disponibile via Nuclear Blast nel formato digitale dall’8 maggio 2020 e poi in CD e vinile dal 17 luglio.

Come diceva Macchiavelli, la storia si ripete: come all’epoca di ‘Release From Agony’ la formazione passa da tre a quattro elementi, rafforzata dal reclutamento del chitarrista Damir Eskić e vede l’ingresso di un nuovo batterista: Randy Black (Annihilator, Primal Fear, W.A.S.P.) al posto di Vaaver, nella band dal 2011.

Una formazione ben cosciente del ruolo storico che riveste e che troviamo unita in ‘Born To Perish’, ultimo lavoro in studio uscito il 9 agosto 2019, il giorno prima del concerto di Schlotheim.

In ‘Born To Thrash’ possiamo ascoltare i ‘nuovi’ Destruction suonare i propri classici, grazie ad una scaletta di dieci pezzi che li privilegia e li esalta.

Come da manuale la partenza è affidata alla mitica ‘Curse The Gods’ (da ‘Eternal Devastation’ del 1986) mentre il finale alla grandiosa ‘Bestial Invasion’ (da ‘Infernal Overkill’ del 1985), due capisaldi del Thrash non solo tedesco, ma mondiale.

Nel mezzo un’assassina ‘Mad Butcher’, una devastante ‘Total Desaster’, entrambe tratte dall’EP d’esordio ‘Sentence of Death’ del 1984, ed una maledetta ‘Life Without Sense’, di nuovo da ‘Eternal Devastation’.

La dice lunga il fatto che metà della set-list sia composta da brani tratti dai primi tre lavori: i Destruction cercano il collegamento tra gli inizi sfolgoranti ed presente e ci riescono: la loro esecuzione è massiccia e coinvolgente, con il nuovo chitarrista che dà la giusta marcia in più. Certo, la voce di Schmier risuona meno malvagia di un tempo ed il refrain di ‘Curse the Gods’ o l’urlo di ‘Mad Butcher’ sono più affidati all’esperienza che non alla spontaneità, ma contro lo scorrere del tempo nessuno può far nulla.

Il periodo anni ’90 viene saltato a piè pari, mentre il momento della rinascita, con il reingresso di Schmier, viene rappresentato da ‘The Butcher Strike Back’, brano emblematico in ‘All Men Break Loose’ del 2000 e da ‘Nailed To The Cross’, e ‘Thrash Till Death’ (entrambe da ‘The Antichrist’ del 2001), suonate con buon affiatamento e maestria.

Anche i lavori degli ultimi anni vengono trascurati, con in scaletta solo ‘Born To Perish’ e ‘Betrayal’, entrambi dall’ultimo album, ‘Born To Perish’ appunto.

Tirando le somma, ‘Born To Thrash (Live in Germany)’ mostra una band in buona forma, esperta ed esplosiva, che fa del palco il proprio elemento.

La storia dei Destruction continua … questo nuovo live è il modo migliore per ‘raccontarla’.

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