Recensione: Briseld
I Nifrost sono un progetto nato nel 2005 in Jølster (Norvegia) venuto alla ribalta solo negli ultimi anni grazie a due dischi molto apprezzati: Blykrone (2019) e Orkja (2021). Proprio grazie a quest’ultimo, i norvegesi hanno iniziato a definire il loro sound, dandosi una precisa identità nel panorama black.
La Norvegia, si sa, è una terra magica, ricca di un’intrinseca pagana poesia che diventa musa di diversi gruppi, attingendo a questa vasta ed originale cosmogonia ed i Nifrost seguono questa via rifacendosi a questo background culturale. L’artwork è una foto panoramica di un paesaggio che richiama proprio alla tradizione musicale di riferimento, in cui predomina il colore rosso, il colore del sangue. Briseld si compone di otto brani per un totale di 40 minuti di ascolto, con una proposta musicale che sicuramente farà stropicciare gli occhi ai fans dei Borknagar e degli Enslaved: un black metal molto massiccio e pesante, che richiama il Nord e le sue atmosfere, in cui la ruvidità viene addolcita dalle linee melodiche, che sfruttano un terreno fertile, ovvero quello intrapreso dalle band di riferimento. Anche le linee vocali sono del tutto simili a quelle proposte da Grutle Kjellson e Håkon Vinje, giocando con il dualismo tra growl, nei versi, e clean, nel ritornello, che spesso risulta particolarmente azzeccato e orecchiabile. E questo aspetto è decisamente chiaro nella title track, che apre il disco, quanto in Aldri nok – dal grande impatto emozionale – che nella più ruvida Livskraft. Un altro aspetto del genere, a cui i Nifrost restano fedeli, è quello di saper creare delle atmosfere che riescono a far leva sull’ascoltatore, con sonorità che portano la sua mente in un fiordo norvegese, nel suo verde, e tra le sue acque pure e gelide, in grado di toccare l’animo scandinavista che è dentro ogni blackster. Tuttavia, i Nifrost non rinunciano a momenti in cui i riff diventano ruvidi e solidi come ghiacciai eterni, come ad esempio in I stormens auge e Ei stille liding, momenti in cui si assapora il lato più puramente black, in cui tutto diventa oscurità.
Briseld è un lavoro compatto, omogeneo, capace di sfiorare il cuore di chi l’ascolta, conducendolo per mano in un mondo così lontano, così diverso dal nostro. Non si tratta di un disco rivoluzionario, e probabilmente neanche vuole esserlo; tuttavia, riesce a ritagliarsi uno spazio e la giusta attenzione nel suo genere, mostrando un ulteriore passo in avanti dei Nifrost nel loro sound, proseguendo il percorso evolutivo intrapreso con Orkja e definendolo in modo migliore.
