Recensione: EP’15 [EP]

Di Roberto Gelmi - 2 Marzo 2015 - 10:00
EP’15 [EP]
Etichetta:
Genere: Heavy 
Anno: 2015
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
63

Nati nel 2008 e già noti con il moniker Meres of Twilight, i senesi Skullbreakers, dopo alcuni cambi di line-up, oggi sono una band heavy metal ormai conosciuta in ambito underground per la riproposizione di cover storiche del genere (Iron Maiden, Judas Priest, Black Sabbath, Motorhead, Dio). Trionfatori due anni fa nel concorso “All the Rock”, agli inizi del 2015 pubblicano il loro primo EP d’inediti.
Ispirati alle gesta dei citati mostri sacri, cui si aggiungono di dovere anche i Gamma Ray, il combo italiano propone quattro tracce incentrate su battaglie ed eventi storici, con un’attenzione specifica ai testi. Complessivamente il loro sound e trademark può ricordare i Sabaton per le tematiche e i defunti connazionali Bejelit per l’approccio heavy.

Si parte con un intro epico e violento (con scalpiccio possente di cavalli e clangore di spade), seguito dall’incipit maideniano di “Hill of Montaperti”, brano che tratteggia lo scontro svoltosi nei pressi di Siena nel 1260. La scelta non pare casuale (non solo per la provenienza geografica della band): la battaglia in questione per certi versi rappresentò (con quella successiva di Campaldino) la fine degl’ideali cavallereschi medievali, considerata la comparsa di mercenari stranieri (tedeschi, a favore di Manfredi di Svevia, in aiuto dei ghibellini toscani, poi vincitori), nel quadro di una lotta fratricida che mieté la vita di circa diecimila guelfi italiani in un solo scontro. Lo stesso Dante cantò il sangue italiano sparso invano, scagliandosi contro il trionfo della viltà e l’asservimento di Firenze all’Impero (Divina Commedia, Inferno, Canto X, 85), e gli Skullbreakers citano il sommo vate facendogli eco nei testi: «Chase the Guelphs, in the Arbia waters they will drown». A livello musicale il sound proposto è ruvido e corposo, arricchito da alcuni assoli di chitarra gustosi. Le linee vocali sono aggressive, il basswork pulsante, così l’assolo di chitarra a metà brano, con in aggiunta un sapido tremolo picking. Nel finale non manca una parte corale simil-Hammerfall.
Hastings 1066” ci riporta, invece, allo scontro tra Normanni e Sassoni, che vide trionfare in Britannia (dopo la fine dell’eptarchia a opera dei Vichinghi) Guglielmo di Normandia, sovrano le cui gesta furono poi immortalate nel famoso Arazzo di Bayeux. La battaglia tra Norsemen e Saxons ha del solenne, di qui passa la storia inglese che tutti noi abbiamo letto in Ivanhoe e che ha posto le fondamenta dell’Inghilterra moderna. Il riffing resta sostenuto e tagliente, mentre Luca Palmieri alterna momenti grintosi ad altri più sguaiati, puntando tutto sul pathos e fa bene viste alcune incertezze tecniche. L’assolo di chitarra questa volta presenta vaghi sentori malmsteeniani. La canzone termina con una sfuriata finale e relativa accelerazione, che anticipa l’attacco baldo di “Blood Over Blood” è un altro brano quadrato e cruento, che si rifà alla “truce leggenda di una strage dei Tolomei compiuta proditoriamente dai Salimbeni durante una rustica merenda che ivi sarebbe stata imbandita nel corso del 1300”. Un tocco di colore rosso sangue in un contesto godereccio, binomio vincente! I rimandi ai Judas Priest sono inequivocabili, l’assolo della 6-corde da manuale.
Chiude l’EP la cover live di “Jawbreaker”, storico brano dei testè menzionati Priest da Defenders Of The Faith. Luca Palmieri sfodera un acuto tenuto nel finale dimostrando coraggio, ma deve ancora migliorare nella padronanza del falsetto.

In definitiva un EP più che sufficiente, che divertirà i fan dell’heavy metal di ogni età, grazie alle sonorità nostalgiche che riesce a ricreare. Tra i difetti macroscopici la produzione delle chitarre (da curare meglio), la scarsa originalità messa in campo e alcune imprecisioni al microfono. Difetti, tuttavia, non così pregiudicanti vista la giovane età della band. Auguriamo ogni bene agli Skullbreakers!

 

Roberto Gelmi (sc. Rhadamanthys)

Ultimi album di Skullbreakers

Genere: Heavy 
Anno: 2015
63