Recensione: Evil All Its

Di Lorenzo Bacega - 11 Ottobre 2011 - 0:00
Evil All Its
Band: Adamas
Etichetta:
Genere:
Anno:2010
Nazione:
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50

Primo full length ufficiale per gli Adamas, sestetto umbro (proveniente più nello specifico dai dintorni di Spoleto) formatosi nell’aprile 2007 per volontà di Luigi ed Eugenio Castellani, due fratelli intenzionati a mettere in piedi una band thrash metal. Una volta completati i ranghi con l’arrivo del tastierista Francesco Tili, del bassista Alessandro Patrizi e dei chitarristi Mattia Celesti e Alessandro Burelli, il gruppo si dedica quindi alla stesura dei pezzi che vanno a comporre il primo EP autoprodotto – dal titolo Exarco, dato alle stampe nel 2008. A due anni di distanza da questa uscita vede finalmente la luce il tanto agognato album di debutto degli Adamas, dal titolo Evil All Its, dato alle stampe nel corso del 2010 tramite BPA Records.

Composto da sole sette tracce (per un minutaggio complessivo che si attesta intorno ai trenta primi di durata), questo Evil All Its rimane legato a sonorità tipicamente thrash metal, per un sound caratterizzato da riffoni granitici, partiture piuttosto semplici e lineari, e sporadiche melodie orecchiabili. Sugli scudi  troviamosoprattutto il lavoro svolto dalla coppia di chitarristi Mattia Celesti e Alessandro Burelli, ottimi sia in fase di riffing che negli assoli. Complessivamente buona anche la prova offerta dalla sezione ritmica – magari non troppo fantasiosa a livello di soluzioni stilistiche proposte ma decisamente solida e ordinata – composta da Alessandro Patrizi al basso e da Eugenio Castellani alla batteria, mentre invece alla voce troviamo Luigi Castellani, cantante abbastanza simile a livello di timbro vocale al ben più blasonato Dave Mustaine, più a suo agio nelle parti tirate che in quelle più lente e riflessive. Chiude infine la formazione il tastierista Francesco Tili, artefice in questa occasione di una prestazione priva di particolari sbavature sotto il profilo esecutivo, ma, come vedremo più nel dettaglio in seguito, nel complesso poco convincente.
Lavoro estremamente compatto e potente, questo Evil All Its ci riconsegna delle tracce oltremodo solide, complessivamente ben suonate e impreziosite inoltre da un missaggio – ad opera di Andy LaRoque (Death, King Diamond) – che risulta davvero ottimale sotto ogni punto di vista. Le cattive notizie giungono però da un songwriting eccessivamente macchinoso, che risulta ancora troppo acerbo, piuttosto carente a livello di personalità e globalmente poco efficace: la maggior parte dei pezzi proposti infatti non riesce purtroppo a lasciare il segno, perdendosi continuamente tra richiami (di matrice Megadeth, soprattutto) un po’ troppo evidenti e fraseggi privi di mordente. A ciò si aggiungano inoltre alcune soluzioni stilistiche piuttosto rivedibili, come ad esempio le onnipresenti tastiere di Francesco Tili, che, specialmente all’interno di una proposta musicale di questo tipo, finiscono inevitabilmente per risultare un po’ troppo forzate e decisamente fuori contesto. C’è poco da dire riguardo alle singole tracce, perlopiù banali e poco interessanti: si pensi ad esempio all’accoppiata iniziale, composta nell’ordine da Baghdad, Singin’in the Raid e Bitch Night, due brani che scivolano via in maniera abbastanza anonima senza incidere a dovere, oppure al lento Pics from Life, pezzo davvero poco convincente che non riesce mai a decollare come si deve. L’unico episodio veramente degno di nota può essere considerato l’up-tempo Revenge… Best Served Cold, senza alcun dubbio la canzone più tirata e movimentata di tutto il disco, che si segnala per delle melodie particolarmente azzeccate.

Insomma, non rimane altro da aggiungere. Questo Evil All Its è a tutti gli effetti un disco abbastanza scialbo e banale, decisamente carente quanto a personalità e con una serie di idee piuttosto scarse e perlopiù mal sviluppate. Un’uscita francamente poco esaltante e senza dubbio trascurabile questa ad opera degli umbri Adamas, anche se siamo assolutamente certi che, considerata soprattutto la giovane età del gruppo, ci saranno tutte le possibilità in futuro per dare alla luce un album ben più riuscito e coinvolgente di questo. Staremo a vedere.

Da segnalare inoltre la presenza all’interno del disco di una traccia multimediale, due video (non live) delle canzoni Baghdad, Singing in the Raid e Bloody Bridge e varie immagini che ritraggono la band in sede live.

Lorenzo “KaiHansen85” Bacega

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Tracklist:
01. Baghdad, Singin’in the Raid
02. Bitch Night
03. Adamas
04. Pics from Life
05. Still Alive
06. Bloody Bridge
07. Revenge… Best Served Cold

Line Up:
Luigi Castellani – Vocals
Mattia Celesti – Guitars
Alessandro Burelli – Guitars
Francesco Tili – Keyboards
Alessandro Patrizi – Bass
Eugenio Castellani – Drums
 

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