Recensione: Fallen Dimension
Bisogna dare atto ai Rexoria del fatto che, nel corso degli anni, hanno saputo migliorare costantemente; se, infatti, le basi di partenza dei primi due full-lengths erano solo sufficienti, già con il precedente “Imperial Dawn” avevano saputo farsi apprezzare non poco e c’è da essere certi che anche con questo nuovo album, intitolato “Fallen Dimension”, sapranno raccogliere consensi in giro tra i fans del power metal. Bisogna precisare che il gruppo svedese dei fratelli Gustavsson definisce il proprio sound come “Royal Metal”, in quanto caratterizzato da forza, eleganza e capacità di emozionare. Si potrà essere d’accordo con questa visione, come anche no, fatto sta che il power suonato dai Rexoria ricorda vagamente i White Skull, anche e soprattutto per la somiglianza dello stile canoro della cantante Frida Ohlin con quello della mitica Federica “Sister” De Boni, mentre la parte più melodica potrebbe far venire in mente i Temperance, fatti i dovuti paragoni per l’assenza di voci maschili. Che, a voler essere pignoli, in due pezzi di questo album ci sarebbero anche, dato che bisogna annoverare la presenza degli ospiti Mike Andersson dei Tungsten (nell’ottima “Dominion”) e di Johnny Gioeli (Axel Rudi Pell ed Hardline, nella conclusiva “Heart Of Sorrow”); proprio quest’ultima traccia è stata anche scelta per la realizzazione di un video.
Si tratta del primo lavoro in cui figura un bassista vero e proprio (in passato di questo strumento se ne occupava Jonas Gustavsson), individuato in Adam Nordquist, entrato nel gruppo due anni fa e che si fa anche sentire nitidamente in sottofondo. Come detto, l’album saprà farsi apprezzare tra i fans del power metal, grazie ad una certa orecchiabilità, ad una notevole attenzione per le melodie e ad una buona dose di potenza, esaltata dalla voce rauca e sporca della cantante che però dimostra di essere anche molto versatile e di saper avere anche un approccio molto più moderato, come ad esempio nella predetta “Heart Of Sorrow”, ballad romantica che chiude il disco. Pezzi di valore ne abbiamo parecchi; bisogna citare nuovamente “Dominion” (la traccia in cui c’è Mike Andersson), dato che obiettivamente è tra i migliori della tracklist, assieme all’accoppiata infuocata d’apertura “Metallic Rain” ed “Awakening”, ma anche le veloci “Malleus Maleficarum” e “Wasted Land”, nonché la ruffiana “Break The Wave”, altra canzone scelta per un videoclip. Quello che conta, soprattutto, è che non ci sono passi falsi o fillers che dir si voglia ed il songwriting si dimostra convincente ed efficace, anche per via di un minutaggio mai eccessivo. Non siamo ancora sui livelli di eccellenza dei grandi nomi del power metal internazionale, ma è indubbio che questo “Fallen Dimension” dei Rexoria è un album di livello qualitativo superiore alla media che si lascia ascoltare e riascoltare anche più volte molto piacevolmente, a patto di essere fans del power metal e di questo tipo di sonorità.
