Recensione: Fears Apocalypse (Reissue 2023)

Di Andrea Bacigalupo - 14 Maggio 2023 - 8:30
Fears Apocalypse (Reissue 2023)
Band: Phrenesy
Etichetta: WormHoleDeath
Genere: Thrash 
Anno: 2023
Nazione:
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65

Prendi una birra e divertiti ad ascoltare ‘Fears Apocalypse”. Non si può dire di no ad un invito del genere! Prendiamo una bottiglia, stappiamo e mettiamo su questo secondo album dei brasiliani ‘Phrenesy’, uscito per la prima volta l’anno scorso ed ora ristampato da WormHoleDeath.

La band non è di primo pelo: si è costituita nel 2003 a Brasilia ed ha pubblicato il primo Full-Length, ‘The Power Comes from Beer’, nel 2013.

Come si può intuire dal titolo dell’album di debutto, i Phrenesy improntano la loro attitudine sul buonumore generato da: aggregazione, musica ed alcool. Alla sana voglia di divertirsi affiancano però delle tematiche più serie e, nei loro testi, parlano anche di problemi politici, sociali e religiosi. Scuola Tankard, insomma, anche se il loro stile è più ispirato dal Thrash Metal Bay Area di Metallica, Exodus e Death Angel che non dalla corrente tedesca.

La canzoni che compongono ‘Fear Apocalypse’ sono dieci.

Il sound è granitico, pieno di riff d’assalto e compatti, con una voce ruvida che, nell’insieme, ci sta (anche se, quando vuole essere troppo aggressiva, esagera procurandosi qualche inciampo), cori da rivolta ed assoli lunghi e roventi. Questi sono i Phrenesy, anzi sono un po’ di più dei Phrenesy, visto che nell’album suonano anche quattro chitarristi ospiti appartenenti alla scena underground brasiliana e che qui si occupano, egregiamente, delle parti soliste su ‘Lost Generation’ (Rodrigo Shakal dei Mofo), ‘Bring It On’ (Felipe Chendes degli Alto Extermínio), ‘Mistakes’ (Sara Abreu degli Estamira)  e ‘The Truth Is All There’ (Marco Mendes dei Device).

L’album è pieno di energia positiva e la band, sul piano tecnico, ha dei buoni numeri.

E’ il songwriting a rappresentare il punto debole: sette brani su dieci hanno, grosso modo, lo stesso tiro, velocità, velocità e … velocità puntata in avanti … i cambi di tempo ci sono, ma, per quanto siano incisivi, una maggiore varietà non avrebbe guastato. Anche perché quando questa c’è, con la band che esce dal proprio clichè, il risultato non è mica male: ‘Mistakes’, ‘Vultures’ e ‘War For Beer’, meno spedite ma comunque potenti e solide, tirano fuori un gran potenziale, soprattutto l’ultimo pezzo, avvincente e carico di parecchia adrenalina.

In definitiva ‘Fear Apocalypse’ è un album che mette in evidenza tante buone caratteristiche di questi cinque ragazzi, che ci invitano a bere birra e ad essere amici ma anche a riflettere sulla cruda realtà. Diciamo che questa ristampa sancisce un buon ritorno, che viene comunque giudicato positivo nonostante in qualche punto emerga un po’ di piattezza. Aspettiamo, dunque, il prossimo lavoro.

L’album è stato prodotto presso l’Estúdio Fusão di Cotia, San Paolo, Brasile mentre la sua copertina è stata disegnata da Jacqueline Sales (@Jackie_ilustra).

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