Recensione: Fight Them All

Di Carlo Passa - 6 Settembre 2020 - 10:10
Fight Them All
Etichetta:Frontiers Music
Genere: Heavy 
Anno:2020
Nazione:
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70

L’iconografia non mente; e a guardare la copertina del secondo disco dei francesi Rising Steel già ci si immagina il suo contenuto. L’orgoglioso guerriero cornuto che vuole combattere tutti fa presagire un solido heavy metal quadrato, privo di sbavature, sfumature troppo raffinate e, soprattutto, sperimentazioni.
Così è, in effetti. La band di Grenoble, approdata alla Frontiers, confeziona undici brani tanto canonici e derivativi quanto ben suonati e prodotti. Se i riff e il drumming sono le componenti più pesanti della proposta dei Rising Steel, richiamando esplicitamente il thrash più groovy e, nello specifico, il modello dei Testament, nel complesso la musica e le melodie di Fight Them All si assestano tra i Metal Church e i Nevermore, purtroppo non intravedendo mai il dinamismo di quei grandi nomi.
Ecco, Fight Them All si ascolta volentieri, ma non lascia molto e, nell’odierno accumulo ossessivo di uscite, con tutta probabilità andrà a perdersi. Proprio la pesantezza dei riff e gli arrangiamenti a tratti forzatamente thrash penalizzano le linee melodiche, che qualche volta risultano irragionevolmente claustrofobiche. Peccato, perché la band ha buoni numeri e la voce di Fabrice Cassaro, pur nella totale canonicità del genere, dimostra una certa padronanza di sé e, al netto dell’accento francese, andrebbe meglio valorizzata proprio con melodie più originali e, in ultima istanza, belle.
Davvero qui si può pescare nel mazzo dei brani senza correre il rischio d’incocciare in troppe variazioni, sia di qualità che di sostanza. Il pezzo d’apertura, Mystic Voices, già dice tutto: buon ritornello (plurime volte ascoltato altrove), serratissimo riffing, batteria roboante, strofa pesante. Tutto qui: e potrebbe ampiamente bastare se la scrittura fosse di miglior qualità.
Ma non mi lamento, se la buona Blackheart mi fa rimpiangere i Nevermore che mai più rivedremo e Malefice mi riporta ai primi anni ottanta, tra speed metal e proto-thrash. E mi concedo anche un poco di headbanging con Led By Judas, che odora di sale prove rumorosissime e, in sostanza, è ben rappresentativa di quel sottosuolo che è la linfa stessa della comunità metallica.
Alla fine, i Rising Steel mi stanno simpatici. Si sente che ci credono e questo conta in un disco che non si può che definire heavy metal. Se la vostra cervicale vuole permettersi di trovare un’occasione per essere messa alla prova, Fight Them All fa per voi. Certo, esce con circa 30-35 anni di ritardo nel gran libro della storia, ma è pur vero che se tutti contribuiamo a scriverlo, non tutti possiamo permetterci di definirne la struttura.

 

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