Recensione: Fire Doll + Mirage [Lp]

Di Stefano Ricetti - 9 Maggio 2026 - 7:30
Fire Doll + Mirage [Lp]
Etichetta: F.O.A.D. Records
Genere: Heavy 
Anno: 2025
Nazione:
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74

Solo in Giappone, di band con il nome Genocide ve ne sono quattro, senza contare tutte le altre presenti nell’intera area asiatica.

Misteri del Sol Levante e dintorni.

Dei Genocide Nippon ci si è occupati di recente. Oggi è la volta dei Genocide Chiba, gruppo attivo dal 1981 al 1988.

Band aggressiva, ben preparata, autrice di un heavy metal robusto di stampo melodico.

Pare incredibile che nel corso della propria carriera abbiano inciso solo due demo, nonostante una proposta di assoluto valore.

Soprattutto in un Paese come il Giappone, notoriamente affamato di Metallo, basti ricordare quanti sold out hanno realizzato da quelle parti band che da noi non andavano oltre il pubblico dei club di media grandezza, senza contare ovviamente gli sfracelli in termini di presenze inanellati dai colossi del genere.

Altro mistero del Sol Levante.

A stanare i Genocide di Chiba, città dalla quale provengono, ci ha pensato la F.O.A.D. Records che in due ellepì distinti fra loro ha raccolto tutto quanto inciso nella storia dai nipponici: Fire Doll del 1986 per la prima volta in vinile con l’aggiunta di una bonus track e Mirage, un lavoro sinora inedito, realizzato in studio anch’esso nel 1986 arricchito da una traccia apparsa nella compilation Hungry Days del 1987.

I due lavori dei Genocide Chiba richiamano a più riprese cose dei nostri Vanadium e Sharks, con addentelli ai Pretty Maids e ai Keel, quindi heavy metal di base con svisate melodiche all’occorrenza, senza disdegnare il lavoro delle tastiere. Il cantato è in giapponese. Nella formazione spicca la presenza del bassista Kazuaki Someno, già negli omonimi Genocide Nippon, che si completa poi con Shougo Hata alla batteria, Tsuyoshi alla chitarra e Mac alla voce.

Venendo alla musica contenuta dentro Mirage, “Holy Knight” è un pezzo fottutamente anni Ottanta nel costrutto e nel tiro e va a costituire l’highlight della doppia uscita F.O.A.D. Nella possente “Get Out From My Way” i giapponesi mostrano i muscoli, così come nella seguente “Fire Doll” sebbene con risultati più scontati. Intrigante “Mirage”, traccia ariosa a segnare la cifra melodica dei ‘Chiba.  Per quanto afferente il demo 1986, la stessa “Fire Doll”, verace ma ancora acerba, paga dazio in termini di resa sonora rispetto alla versione ufficiale dello stesso anno. “Still” spicca per il buon lavoro della chitarra, “Rock’N’Roll Believer” poggia su di un riff sentito già migliaia di volte ma che non annoia mai. “Cry” è il lento di turno, peccato per l’esecuzione penalizzante decisamente fuorigiri tipica di una band che vuole strafare e si chiude con “Kizuna”, traccia senza infamia e senza lode.

Ad arricchire le due pubblicazioni in vinile, che escono separatamente, va ulteriormente sottolineato, degli inserti formato A4 contenenti molte foto della band con informazioni in lingua madre e lo scan originale del demo Fire Doll.

Genocide Chiba: una modalità di riscoperta del Metallo del Sol Levante andando oltre gli usuali Loudness, Anthem e Vow Wow….

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

Genocide Chiba, Fire Doll, 1986 

 

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