Recensione: Heavy metal fire

Di Eugenio Giordano - 6 Agosto 2003 - 0:00
Heavy metal fire
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Anno:2003
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75

L’uscita di questo mini cd è un momento importante nella carriera dei tedeschi Stormwarrior che con alle spalle un cd d’esordio oggi sono chiamati a bissare quanto di buono avevano dimostrato di saper fare in passato. Il gruppo aveva abbracciato la causa del power epico, sulla falsa riga di gruppi storici tedeschi che hanno certamente influenzato molto gli Stormwarrior ma in questo nuovo mini cd i nostri si rivelano per quello che sono, dei metallari inguaribili che amano il metal classico senza compromessi e catalogazioni di sorta. Infatti questo lavoro sembra figlio della tradizione integerrima degli anni ottanta, lontana da doppie casse imperanti, linee vocali ipermelodiche, anzi qui è dato largo spazio a ritornelli anthemici, riff poderosi e trascinanti e un suono compatto e maestoso tipico del metal nella sua incarnazione più strettamente fedele e ortodossa. Si parte con la potenza trascinante della splendida “heavy metal fire” che sprigiona una energia incredibile e che dal vivo garantirà al gruppo un responso di tutto rispetto, anzi credo che suciterà davvero un enorme successo, qui gli Stormwarrior non vanno a cercar fronzoli e colpiscono duro in maniera eccelente. La successiva “warrior” è più movimentata ma comunque lontana dal power rimanendo salda negli stilemi classici basati su un riffing azzeccato e linee vocali molto vibranti e convincenti, insomma una nuova prova di classe da parte del gruppo. Ancora una volta vincente anche “thy laste fyre” è l’ennesima botta di vita per chiunque tra voi sia innamorato di suoni ortodossi e fedeli ai canoni del metal, anche qui il refrain del ritornello è trascinante anche son molto elaborato, ma vi garantisco una potenza assoluta. Conclude il quarto brano “odinn’s warriors” che conferma in pieno quanto detto fin qui, il lavoro dei nostri rimane saldamente ancorato al classico senza lasciare nessuna concessione a generi di sorta o mode del momento, insomma metallo per metallari e niente altro, questa è l’arma vincente del gruppo. A questo punto troviamo la ristampa del primo singolo degli Stormwarrior “spikes and leather” che pur soffrendo di un suono impreciso resta in mente per la solita roboante potenza del ritornello e per i riff della strofa vagamente priestiani. Segue la devastante “storm of victory” che si rivela molto ben calibrata nella sua semplicità, in effetti se cercate brani articolati e complessi resterete molto delusi da questo disco perchè qui non si bada molto al dettaglio ma ci si concentra sul risultato finale, certamente in modo efficace. Le danze sono chiuse dalla trascinante e grezza “attack of the metal hellstorm” che assalta definitivamente i timpani del povero ascoltatore senza concedergli scampo, anche qui la produzione non è eccelsa ma forse il risultato del brano è ancora più emozionante grazie a queste piccole imprecisioni, comunque siamo sempre nel metal classico. In definitiva una prova di tutto rispetto per questi ragazzi tedeschi, spero solo che la direzione del gruppo segua in futuro questo stile e si lasci alle spalle il power del disco d’esordio, credo che la scena odierna non se ne faccia nulla di una ennesima band power mentre invece è un vero picere scoprire che qualcuno è ancora legato ai vecchi stilemi e concetti che hanno reso il metal inconfondibile e indistruttibile lungo tutti questi anni. Per me bravissimi.

1 heavy metal fire

2 warrior

3 thy laste fyre

4 odinn’s warriors

5 spikes and leather

6 storm of victory

7 attack of the metal hellstorm

 

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