Recensione: Holy-er Than Thou Vol 11

Di Fabio Vellata - 19 Febbraio 2008 - 0:00
Holy-er Than Thou Vol 11
Band: AA. VV.
Etichetta:
Genere:
Anno: 2008
Nazione:
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70


Tradizione ormai consolidata da tempo, ecco giungere la nuova compilation promozionale (assolutamente gratuita, in regalo ai primi 5500 utenti che eseguiranno un ordine al mailorder della label) della Holy Records, etichetta francese specializzata in forme musicali estreme. Come di consueto, cinque sono i gruppi scelti dal roster della label transalpina, rappresentati, ognuno, da due brani tratti dai cd recentemente prodotti.

I trait d’union che da sempre accomunano gli artisti sotto contratto con la Holy, sono originalità e spiccate doti in termini di estro creativo, aspetti senza dubbio più che evidenti nel songwriting delle bands qui proposte.
Ciò che maggiormente colpisce, è l’eterogeneità dell’offerta, in grado di spaziare dal dark metal più soffuso e d’atmosfera degli Yearning, passando dal black intransigente e furioso dei Balrog, alla musica “operistica” dei Chaostar, per terminare con il complesso gothic/death dei Misanthrope (tra le migliori realtà del settore sin dai primi anni novanta) ed il metalcore vagamente “fearfactoriano” degli svedesi Ominous, unica band tra quelle sin qui citate, a non avere alcun nuovo ellepì all’attivo.

Da mettere senza dubbio in evidenza la maestria del primo gruppo rappresentato, i finlandesi Yearning.
Autori dell’interessante ‘Merging Into Landscape’, album edito nel novembre dello scorso anno, i nordeuropei propongono un’ottima miscela di tonalità gotico-romantiche frammiste a sprazzi dalla palpabile atmosfera dark, senza tuttavia mai perdere in orecchiabilità e risultando godibili sin di primo acchito.
Meno immediati, ma ugualmente validi, i francesi Misanthrope, sono ormai da tempo un’istituzione negli ambienti gothic/death più underground e ricercati. Rimasti in voga tra alti e bassi (gli esordi con ‘Variations On Inductive Theory’, restano un autentico “cult”), sono recentemente tornati sul mercato con un nuovo concept intitolato ‘Irremediable’, platter che, unendo al genio, la solita teatralità del singer de l’Argilière, promette di riportare in alto il nome del gruppo.
Interessanti quindi anche gli Ominous, swedish act che agli esordi del nuovo millennio aveva saputo capitalizzare la lezione di Fear Factory e Messhugah, realizzando un paio di cd di qualità più che discreta, mentre alquanto complessi e di difficile catalogazione appaiono i greci Chaostar.
Musica operistica, ambientazioni da “colonna sonora” e ben poca elettricità, rendono l’offerta atipica e del tutto elitaria, riservata ai più “open minded” tra gli ascoltatori.
Poco da dire infine sui feroci Balrog: black decisamente alla vecchia maniera, squadrato ed intollerante che un po’ ricorda i primi Dornenreich ed Ancient. Priva di grosse variazioni e giustamente minimale a livello di suono, la proposta del combo d’oltralpe risulta comunque dotata di un pizzico di quel fascino grezzo e primordiale, tipico delle prime produzioni del genere.

Una selezione di gruppi, eterogenei e multiformi dunque, per una label che, come già sottolineato, ha sempre cercato di differenziarsi, offrendo qualcosa d’originale e diverso dal solito.

Resta, per concludere, da risolvere un unico interrogativo finale.
Con l’avvento di Myspace, Youtube e dei nuovi mezzi di diffusione, compilation promozionali di questo tipo hanno ancora ragione di esistere…?

Nota: il voto è da riferirsi all’effettivo valore delle canzoni presenti sul cd e non già all’utilità del dischetto recensito, per la quale, una valutazione “neutra” (il classico “S.V.”) sarebbe in tal caso più che adatta.

Tracklist:

01. Return – Yearning
02. October Rain – Yearning
03. The Left Hand Of God – Balrog
04. Antithesis Of Existance – Balrog
05. Underworld Act 1 – Chaostar
06. As Hope – Chaostar
07. Le Passager Du Hasard – Misanthrope
08. Névrose – Misanthrope
09. A Piece Of Humanity – Ominous
10. Blind Without Sight – Ominous
 

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