Recensione: Humanary Stew – An Alice Cooper Tribute

Di AliceCooper - 3 Maggio 2002 - 0:00
Humanary Stew – An Alice Cooper Tribute
Band: AA. VV.
Etichetta:
Genere:
Anno:1998
Nazione:
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75

Humanary Stew… ovvero un tributo al grandissimo Alice Cooper.
In ques’opera improba si sono cimentati alcuni dei maggiori musicisti di Hard Rock e Heavy Metal odierni, con risultati alterni.

Passiamo in rassegna ogni canzone: Under my wheels, con Joe Elliott dei Def Leppard alla voce, è  accettabile, ma niente di trascendentale… School’s Out è qui proposta con un improbabile Dave Mustaine alla voce… la resa del cantante dei Megadeth non è certo delle migliori, ma può andar bene per farsi due risate… Con No More Mr. Nice Guy arriviamo a uno dei pezzi più riusciti del tributo… Slash alla chitarra inventa virtuosismi da brivido, e Roger Daltrey dei Who alla voce fa il resto… imperdibile! Signori, ora giù il cappello… Welcome To My Nightmare, il pezzo per eccellenza… cantata da Ronnie James Dio! Un’interpretazione semplicemente splendida, tutto e perfetto, Dio è un Dio in terra, e Steve Lukather e Randy Castillo (chitarre e batteria) elevano il brano alla massima potenza! Incredibile!!! Vince Neil dei Motley Crue si lancia in un’ottima versione di Cold Ethyl… credo che questo pezzo, oggi, dovrebbe suonare esattamente così! Amanti del “True Metal”… ecco Bruce Dickinson e Adrian Smith!!! Metà Iron Maiden per una Black Widow da paura… classe da vendere… bellissima! Go To Hell, visti i protagonisti (Dee Snider e Zakk Wylde), prometteva di meglio… in realtà è pulita, ben suonata, ma niente di trascendentale. E ora, rincresce dirlo… l’orrore dell’album. Billion Dollar Babies viene letteralmente stuprata da un Phil Lewis assolutamente incapace di dare al pezzo quella musicalità necessaria per comprendere le intenzioni di Alice Cooper. Inascoltabile! Per fortuna, subito dopo, ecco l’Interpretazione con la I maiuscola, il pezzo migliore del CD… Glenn Hughes (e chi non lo conosce) rivolta Only Women Bleed con una classe e una melodicità che solo lui poteva dare. La canzone guadagna enormemente perfino rispetto all’originale… e l’acuto che ci regala Glenn Hughes a metà canzone è qualcosa di meravigliosamente inconcepibile! FANTASTICA!!!! Don Dokken si diverte parecchio, invece, durante l’immortale Eighteen… buon lavoro, piacevole. Per concludere, ecco Elected, con Steve Jones dei Sex Pistols… per carità, l’impegno c’è… ma ci si aspettava qualcosina di più.

Insomma, se amate Alice Cooper e non siete troppo schizzinosi questo lavoro può piacere… in generale, comunque, meglio gli originali…

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