Recensione: Insanitude

Di Matteo Pedretti - 14 Novembre 2020 - 0:01

I Scent Of Darkness sono una band di Torino attiva dal 2018. Il progetto si sviluppa intorno al chitarrista e compositore Gianluca Moreo (ex Vereor Nox), coadiuvato nella realizzazione di “Insanitude” da Lorenzo Telve (basso e voce). Nell’album, uscito per Masked Dead Records di Brescia, sono riconoscibili elementi Funeral Doom, specialmente nelle malinconiche melodie di chitarra, ma i ritmi non esasperatamente lenti e l’atmosfera, pesante ma non claustrofobica, rendono la proposta complessivamente più affine al Doom/Death.

In effetti è sufficiente un primo ascolto per capire che i Scent Of Darkness si muovono nel solco tracciato nella prima metà degli anni Novanta dai lavori dei cosiddetti “Peaceville Three” (Paradise Lost, Anathema e My Dying Bride), anche se nei quattro pezzi di “Insanitude” sono rintracciabili elementi distintivi. I passaggi vocali dal sapore ritualistico della opener “Reborn” richiamano alla mente i maestri del Doom nostrano Abysmal Grief, mentre “Trust Issues”, con Gray Ravenmoon degli Hateful Desolation alla voce, incorpora una buona dose di Gothic metal. “Crowded Solitude”, forse il passaggio più quadrato, conduce alla chiusura affidata a “Whispers from Nowhere”: un brano articolato (ma non sempre organico nel suo fluire) di oltre dieci minuti, con numerosi cambi di tempo, un cantato a tratti teatrale e lugubri tastiere.  Fedeli al genere, le atmosfere del disco sono a dir poco plumbee e le liriche affrontato temi quali abbandono, depressione e solitudine.

Il lavoro di registrazione e missaggio è più che discreto; la prestazione tecnica dei musicisti è buona. L’elemento che più di ogni altro sembra in grado di infondere personalità a questi brani è rappresentato dalla varietà di registri vocali utilizzati: potenti growl, passaggi puliti, scream al limite del Black e parti quasi recitate. Un punto debole risiede, invece, nell’eccessiva somiglianza degli incipit delle composizioni: tre pezzi su quattro si aprono infatti con malinconici arpeggi di chitarra, a discapito della loro riconoscibilità.

I Scent Of Darkness sono una realtà interessante e da tenere monitorata: devono sicuramente aggiustare il tiro, apportando qualche correttivo soprattutto in termini di organicità del suono e originalità, ma complessivamente “Insanitude” dimostra che c’è del buon materiale su cui lavorare.

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Genere: Death  Doom 
Anno: 2020
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