Recensione: Kill’em All

Di Abbadon - 22 Gennaio 2003 - 0:00
Kill’em All
Band: Metallica
Etichetta:
Genere:
Anno: 1983
Nazione:
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90

Esattamente 20 anni fa, nel 1983, nel Nord della California stava succedendo qualcosa. Mentre in Europa stava pian piano dissolvendosi l’effetto della New Wave of British Heavy Metal (NWOBHM),
che aveva portato alla ribalta gruppi come Judas Priest, Iron Maiden e compagnia, e di fatto consacrando il genere dell’heavy metal nel senso più classico del termine, nella Bay Area di San Francisco e nel resto della California si stavano agitando le acque. Stavano infatti nascendo le prime band che avrebbero portato sulle scene un nuovo tipo di Metal, veloce, aggressivo, un pò grezzo forse, ma di enorme impatto, ovvero il Thrash.

Proprio nel 1983 una di queste nascenti band, i Metallica del danese Lars Ulrich e dell’americano James Hetfield, misero sul mercato il primo album di una carriera irripetibile e controversa, ovverosia Kill’Em All. L’album è di immediato impatto, nonostante le  iniziali difficoltà economiche della band (che dovette farsi finanziare di 8000 dollari per le registrazioni del
disco), e riscuote un grande successo, che getta le basi per i seguenti capolavori targati Metallica.

Tecnicamente Kill’em All non è un album devastante, anzi è piuttosto grezzo e dal sonoro alquanto ruvido, tuttavia il talento musicale di musicisti quali James Hetfield, Cliff Burton, Kirk Hammet (che sostituì un altro grande talento, ovvero Dave Mustaine, il quale per questo album ha fatto parecchio, ma trovando il modo di litigare con gli altri Horsemen), e
anche di Lars Ulrich (che però tecnicamente non è al momento al livello dei suoi compagni), è tutto da vedere, i riff si susseguono a una velocità vertiginosa, e gli assoli sono coinvolgenti. Il cantato è buono anche se si nota subito che James, la cui voce è chiaramente diversa da quella degli album seguenti (era ancora un ragazzino), dovendo cantare ad un ritmo
forsennato ha la tendenza a mangiare spesso qualche parola. I Temi dell’album sono essenzialmente espressione di sentimenti di vendetta, odio e sfida verso tutti, e anche il titolo dell’album è piuttosto eloquente, Ammazzali tutti.

Kill’Em All è composto da dieci tracce, che poco hanno a che vedere l’una con l’altra come liriche, ma musicalmente sono abbastanza simili, ovvero
rapidissime, con la netta prevalenza delle due chitarre sugli altri strumenti (salvo anesthesia),  con una batteria molto tenuta in disparte, e con Cliff che il suo lavoro sporco di basso lo fa e lo fa davvero alla grande. L’album si apre subito con una intro che a me fa immaginare l’apertura di un sipario, e anche il titolo (“Hit the Lights”) e il testo la dicono lunga sul ruolo della canzone, che ha proprio il dovere di aprire l’album e la storia dei Metallica. La track è rapida, accattivante e carica di rabbia, purtroppo però proprio qui si denota la già citata tendenza di Hetfield di mangiarsi le parole. Comunque è un piacere ascoltarla perchè è una canzone che dà davvero la carica e imbandisce la tavola per il pezzo successivo, ovvero “The Four Horsemen” (che diventerà anche uno dei soprannomi che sono stati affibbiati al gruppo). The Four Horsemen inizia subito in modo tirato,
anche se non è veloce come la canzone precedente, ma i riff che la contraddistinguono la rendono paradossalmente ancora più incalzante. Ci sono diversi cambi di ritmo durante la song, passando in progressione
da velocità, a medio andare, a lentezza, per poi tornare alla velocità. Sono presenti anche due assoli, stupendo in particolare quello che chiude la canzone. Terza composizione di Kill’em All è “Motorbreath”,
pezzo secondo me meno bello dei precedenti, in quanto un po ripetitivo a lungo andare, ma comunque di buon impatto e discretamente potente, anche se non al livello delle precedenti. In “Jump in the Fire” praticamente
viene eseguita per tutta la durata del pezzo la stessa sequenza di note, però la song non risulta noiosa perche a parte la discreta velocità , la tonalità degli strumenti sposa alla perfezione la tonalità vocale di James che se non deve correre a manetta con le parole, ha davvero una voce convincente. Inoltre la canzone ha un gran bell’assolo centrale di chitarra, forse uno dei migliori dell’ album stesso. Però finita Jump in the Fire, un minuto di silenzio
per favore, perchè Cliff Burton esegue “Anesthesia-the pulling teeth”, unico pezzo strumentale del cd, e lo fa a modo suo. Il basso di Cliff, sia normale che quando distorto esegue una melodia non tanto pulita ma orecchiabile al massimo, precisa e da brivido, per quasi due minuti, prima dell’irrompere degli altri strumenti, sempre però guidati dal bassista, che fa davvero la differenza e che crea qui le basi del suo futuro mito. Sesta track è Whiplash, canzone veloce allegra, sveglia, ma a mio avviso, nettamente inferiore come musiche alla media dei pezzi di Kill’em All, che ne fanno
forse la peggior canzone di questo album, sebbene sia su discreti livelli. Phantom Lord (che apre il lato B per i possessori della musicassetta), si apre in modo cupo, a me ricordando quasi una ambientazione da tetro castello infestato da spettri (che caso eh… Phantom Lord… uhmm), sfociando poi in un pezzo però rapido e molto ritmato (anche se in effetti alla lunga stancante) che presenta Hetfield in uno stupendo Scream quando urla ” and bow to THE PHANTOOOOOM LOOOOOOOOOOOOORRRRDD”. Bello anche l’assolo centrale.
La terzultima e la penultima canzone sono forse, assieme a The Four Horsemen le due migliori dell’intero disco, nonchè le più lunghe,
ovvero “No remorse” e “Seek and Destroy”. I due pezzi sono completamente differenti l’uno dall’altro, in quanto il primo rapidissimo,
con assolo iniziale pantagruelico, e che esprime in modo perfetto il titolo della canzone. anche i Riff sono eccellenti e la base strumentale
anche se si ripete per buona parte della canzone non pare affatto ripetitiva, pur nella sua semplicità. Invece Seek and Destroy è completamente
l’opposto. E’ con tutta probabilità il pezzo più lento di tutto il Cd, ma paradossalmente è quello più aggressivo, potente e cattivo,
complici l’eccellente miscela voce/strumenti e una azzeccatissima melodia trainante. Sono comunque ambedue da sentire assolutamente. Infine Kill’em All, degna base di una band destinata a fare la storia del Metal indipendentemente dal genere, è chiuso dalla canzone più violenta
del Cd, ovvero Metal Milita, una vera e propria esplosione sonora, forse pure troppo per gli ascoltatori più “moderati”.

Kill’em All si chiude così, in maniera davvero splendida, e non ricordo nemmeno che è indispensabile per chiunque ami il metal di avere il CD nella sua personale bacheca.

Riccardo “Abbadon” Mezzera

TrackList :

1) Hit The Lights     4:17
2) The Four Horsemen  7:08
3) Motorbreath        3:03
4) Jump in the fire   4:50
5) Anesthesia         3:27
6) Whiplash           4:06
7) Phantom Lord       4:52
8) No Remorse         6:24
9) Seek and Destroy   6:50
10) Metal Militia     6:06

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