Recensione: Klagebilder

Di Fabio Vellata - 26 Settembre 2006 - 0:00
Klagebilder
Band: Crematory
Etichetta:
Genere:
Anno: 2006
Nazione:
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76

Interrotto il sodalizio con la Nuclear Blast e ritornati sotto le ali della Massacre (etichetta già responsabile della pubblicazione dei loro primi quattro dischi), i veterani Crematory, una delle entità maggiormente rilevanti del panorama gotico europeo e mondiale, tornano prontamente a ribadire la propria leadership nel settore con un cd interamente cantato in lingua madre, così come non accadeva dal 1996, anno in cui venne realizzato l’omonimo “Crematory – Das Deutsche Album”.

Sostanzialmente la miscela che il gruppo teutonico è fiera di offrirci è rimasta immutata rispetto alle precedenti prove per la Nuke, “Believe” e “Revolution”: un metallo gotico estremamente cromato e darkeggiante, alimentato da robusti riffs di chitarra e con evidenti riferimenti, in più episodi, all’ EBM ed all’elettronica tipicamente mittel-europea, il tutto poi supportato dal caratteristico ed abrasivo idioma germanico, perfetto per le atmosfere intrise di oscurità ed umori autunnali che pervadono, come da copione, l’intero percorso descritto dalle varie tracce.
Sono ormai lontani gli anni dei sorprendenti “…Just Dreaming”, “Illusions” e del più recente “Act Seven”, apici compositivi, a detta di chi scrive, di Felix e compagni, tuttavia il mestiere e la classe innata del combo tedesco sono stati mezzi sufficienti per la realizzazione di un prodotto di buona qualità che appare certamente superiore al precedente “Revolution”, disco che si era rivelato piuttosto scialbo ed impalpabile.

Le canzoni interessanti e riuscite sono in buon numero e distribuite in maniera omogenea lungo i 50 minuti di durata; qualche calo di tono, fisiologico e naturale, è comunque rilevabile, non tanto sgradevole ad ogni modo, da non consentire un più che felice scorrimento del cd, che scivola in bello stile senza particolari intoppi, lasciandosi ascoltare ed apprezzare piacevolmente.

Uscito da oltre un mese, il platter si rivela essere molto più adatto alle stagioni ed ai climi che il calendario ci sta prospettando all’orizzonte: la fioca luce autunnale, il pulsare ritmico della pioggia, l’atmosfera uggiosa e plumbea, sono tutte immagini che si compenetrano felicemente con le sensazioni veicolate da brani come “Kein Liebeslied”, “Kaltes Feuer” (dall’incipit in chiaro stile EBM… “tunz tunz” dirà qualcuno…!), “Der Morgen Danach”, “Ein Leben Lang” e “Spiegel Meiner Seele”, tracce di estrazione darkeggiante a cui perviene, quale supporto, un fitto tessuto di riffs chitarristici di notevole profondità ed un immancabile tappeto tastieristico, atto a conferire l’aura evocativa e più propriamente “goth” tipica di questa forma d’espressione musicale.
Non mancano i pezzi più pesanti e rocciosi, retaggio dell’ antica appartenenza dei Crematory alla scena metallica: “Die Abrechnung”, “Hoffnungen”, “Warum” e “Das Letzte Mal” ne sono immediato esempio, laddove le consuete keys passano leggermente in secondo piano per dare maggior spazio al martellare ritmico e “rotondo” della sei corde ed al growl di Felix, ricreando uno stile di potenza e d’impatto che va a sfiorare più volte le peculiarità della musica dei “cugini” Atrocity, altra grossa band del settore spesso alle prese con sonorità di questo genere.

Tirando le somme, “Klagebilder” è dunque un album che, pur non aggiungendo nulla a quanto sinora espresso in quindici anni di carriera, segna il ritorno dei Crematory ad un livello compositivo di buona qualità.
Il disco, pur non potendo essere catalogato come un capolavoro, ha numerosi aspetti d’interesse e promette qualche soddisfazione a chi apprezza il German Gothic Metal: le atmosfere sono ritornate ad essere piene e tangibili nella loro gotica elettricità e l’ascolto non appare per nulla sgradevole o annoiante.

Un valido acquisto, che risulterà senz’altro adeguato per salutare con stile l’arrivo, ormai prossimo, della stagione autunnale.

Tracklist:

01. Klagebilder
02. Die Abrechnung
03. Hoffnungen
04. Kein Liebeslied
05. Kaltes Feuer
06. Der Morgen Danach
07. Warum
08. Höllenbrand
09. Nie Wieder
10. Ein Leben Lang
11. Der Nächste
12. Das Letzte Mal
13. Spiegel Meiner Seele

Line Up:

Felix – Voce
Matthias – Chitarra / Voce
Harald – Basso
Katrin – Tastiere / Samples
Markus – Batteria / Programmings

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