Recensione: Law And Persecution

Di Enzo - 3 Gennaio 2007 - 0:00
Law And Persecution
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Genere:
Anno:2006
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80

Giunti al loro secondo disco in studio i napoletani Nameless Crime partoriscono un altro ottimo disco di US Power Metal alla vecchia maniera, la stessa maniera che forgiò band come Vicious Rumors, Metal Church e compagnia varia. Dopo un debut album davvero notevole la band riesce a migliorare il proprio sound sia dal punto di vista del songwriting sia da quello strumentale. Infatti se nel debut vi era ancora qualche incertezza e qualche calo compositivo di troppo qui queste incertezze scompaiono definitivamente. Infatti l’album è un concentrato di musica iperpotente, spaccasassi, veloce e tecnica.
Il disco non ha cedimenti, le canzoni che lo compongono denotato una grandissima grinta. I ritmi di Mr.Stone, tuonante e dal riff meraviglioso inaugurano questo lavoro nel migliore dei modi. La voce di Fabio Manda è all’altezza della situazione ed ottima per il genere suonato mentre la chitarra ritmica di Tuccillo dona potenza a tutto il componimento. Troviamo poi anche canzoni più cadenzate come la Vicious Rumors oriented Wish To Fly Away, forse uno dei migliori pezzi del disco e dove l’anima Power della band salta più in evidenza rispetto al resto del full lenght anche grazie a bellissimi e coinvolgenti ritornelli. Bifore The Storm strizza l’occhio al più incontaminato Thrash Metal d’impatto con un Marco Ruggiero che ci regala uno splendido assolo chitarristico mentre nella title track Law And Persecution dallo scoppiettante (e quasi “Exciter ispired”) andamento è la splendida interpretazione del singer accompagnata dalla perfetta batteria di Iovino a fare la differenza. Il disco non sembra avere particolari punti deboli, la potenza non va assolutamente scemando con il proseguio delle canzoni, anzi, trova nuova linfa vitale nei ritmi di Sons Of Liberty 8ottima prova al basso di Lanzuise), un componimento davvero esaltante e che denota anche grande creatività compositiva grazie ai suoi numerosi ed intriganti cambi di tempo intenti a spezzare il ritmo serrato di questa canzone. Roadside Bison riporta la band napoletana tra le lande americane grazie ai suoi testi ed alla sua ferrea ritmica Heavy/thrash. Il disco è concluso da Vesuvius LXXIX A.D., un lunghissimo brano di 9 minuti dove Ruggiero, Tuccillo e gli altri ragazzi del gruppo mettono in risalto le proprie origini nonché le proprie abilità tecniche andando a creare un brano articolatissimo, dallo sfondo epico, dai riffing sempre intelligente e riuscito.

La produzione dell’album è buona anche se un tocco più “retrò” avrebbe dato un impatto ancor più convincente alle canzoni. Il booklet è bello e ricco. La Powerzone Records che ha stampato il lavoro in questione si rivela ancora una volta lungimirante e coraggiosa nel proporre al mercato musicale questi gruppi italiani di grandissima qualità. Ripagarla e supportare la scena italiana con un acquisto di questo ottimo prodotto dovrebbe essere il minimo per ogni amante di questa musica.

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