Recensione: Machinae Supremacy
I Machinae Supremacy sono da sempre una delle bands più originali che ci siano nella scena metal e soprattutto nel power metal; con il loro sound particolarissimo che loro stessi definiscono “SID Metal”, come un mix tra il power metal e la SidStation che prende il nome dal chip SID del vecchio pc Commodore 64. Per chi ancora non conoscesse questo gruppo attivo da oltre 25 anni (sono stati fondati nel 2020), il loro sound è un originale incrocio tra il power metal e la musica elettronica, con suoni estremamente particolari, a cui si aggiunge qualche tocco alternative a contribuire nel rendere immediatamente riconoscibile un loro brano, dato che sostanzialmente nel mondo metal non esistono gruppi simili (forse solo i vecchi Synthphonia Suprema potrebbero essere accostabili). Piaccia o non piaccia, questo particolare tipo di power metal dimostra come con il talento e la giusta fantasia compositiva si può ancora dire qualcosa di innovativo e particolare. La band ha alle spalle una lunga carriera, costellata di compilation, EP, singoli, colonne sonore di videogames, live album e ben 8 LP, di cui questo omonimo “Machinae Supremacy” è l’ultimo, autoprodotto ad inizio marzo 2026. Anche questa volta abbiamo prova della miopia del music business che ci ammorba quotidianamente con immondizie musicali, mentre poi simili realtà di talento fuori dal comune sono costretti all’autoproduzione pur di far sentire la propria musica! Il full-length, infatti, è pieno zeppo di potenziali hits, canzoni in grado di farci saltare dalla sedia e farci innamorare di questo sound così particolare e unico. Così, di getto, verrebbero in mente la fantastica “Definition (Change The Ending)”, scelta per la realizzazione di un singolo prima dell’uscita dell’album, canzone che racchiude tutti gli elementi tipici del sound targato Machinae Supremacy: ritmo, effetti elettronici, assoli di chitarra di gusto, melodie vocali sopraffine ed un’orecchiabilità di fondo che conquista immediatamente.
Ma sono tante, come detto, le canzoni valide di questo disco che, a voler trovare un difetto, è meno immediato dei suoi predecessori e necessita di ripetuti ascolti per essere compreso ed assimilato nella sua totalità. La prestazione canora di Robert Stjärnström è, come sempre, eccellente grazie ad una notevole espressività, nonostante la sua ugola non sia delle più raffinate; indubbiamente i numerosi effetti che utilizza contribuiscono al risultato ottimale. A proposito di effetti, come non citare le tastiere di Andreas Gerdin? Vera e propria arma principale di questa band. Accanto a lui la chitarra solista del talentuoso Jonas Rörling ricama assoli di gran gusto, mentre la sezione ritmica assicura la consueta prestazione di qualità. Tornando alle canzoni spettacolari di questo album, andrebbero citate l’ottima opener “Pendulum”, dotata di un coretto in grado di ficcarsi immediatamente in testa, la ritmata “Restless And Wicked”, come anche il primo singolo estratto dall’album, risalente ad ottobre 2023, “Warriors, Pt. 1 (Final Stage)”
Ancora, andando avanti con la tracklist, occorre segnalare anche la ritmata “Always Fight Evil”, la lunga e splendida “Legends” (forse il pezzo migliore del disco!), l’altro singolo estratto dalla tracklist “Fate Of All”, fino alla conclusiva “Weapon Of Choice” che suggella un album semplicemente strepitoso. I Machinae Supremacy, con questo loro album omonimo, confermano di avere qualità fuori dal comune, un sound immediatamente riconoscibile e sicuramente originale ed innovativo; dispiace davvero che un simile gioiello possa passare inosservato solo perché il music business costringe questo gruppo dal talento smisurato all’autoproduzione!

