Recensione: Metal DEMOns: Next To Demolition

Di Daniele D'Adamo - 9 Aprile 2011 - 0:00
Metal DEMOns: Next To Demolition
Band: AA. VV.
Etichetta:
Genere:
Anno: 2010
Nazione:
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70

Ottima anzi eccellente l’idea della webzine Metal DEMOns di dare spazio, fra le altre attività, ai demo prodotti dalle più disparate band nostrane che ricercano il fantomatico, primo contratto discografico. Ancor più interessante è stato l’impegno di raccogliere queste sudate autoproduzioni in una compilation contraddistinta dagli stili eterogenei (death, prog, thrash, power, heavy, hard rock, ecc…) che, oggi, il metal esprime.

Sto scrivendo della raccolta “Metal DEMOns: Next To Demolition”, pubblicata l’anno scorso e costruita con l’aiuto di quattordici band autrici di altrettante canzoni spazianti fra i generi più su elencati; ben ordinate con la regola di mettere all’inizio gli act dediti al metal estremo per poi passare, via via, a quelli figli di AC/DC e compagni. Metal estremo che, tuttavia, scompare ben presto una volta passato il duo Housemaster/Deformachine, per dar spazio all’heavy e ai generi a esso più vicini con definizione, quindi, di un’opera dal taglio classico.

Alcuni di questi gruppi sono già stati recensiti su TrueMetal.it con risultati generalmente lusinghieri (Dragonia, Deformachine,Lykaion,On-Off e Seven Horizons). Altri no, ma per ciò colmiamo la lacuna trattando, allora, almeno un loro pezzo.

“Metal DEMOns: Next To Demolition”, come ci si poteva aspettare, presenta una notevole discontinuità qualitativa fra il suono delle diverse band. Circostanza ovvia, anche e soprattutto perché la materia di cui si tratta è formata da autoproduzioni, frutto della passione e del sacrificio di ogni singolo ensemble. Malgrado quest’endemico difetto, tutti i pezzi si lasciano ascoltare con piacere, poiché esenti da mancanze tecniche. Dai Dragonia ai Discordia, i relativi musicisti sanno tenere bene in mano i loro strumenti; regalando quindi complessivamente un CD alla fine coerente nel dimostrare che, anche se di demo si tratta, la qualità della registrazione, del missaggio e della produzione non è poi così lontana da quella tipica del professionismo o, almeno, del semi-professionismo.    

Passando alle canzoni – come già scritto più su per Dragonia, Deformachine, Lykaion, On-Off e Seven Horizons si rimanda alle corrispondenti recensioni – non può che colpire, all’inizio, il thrash trascinante degli Housemaster che, con la loro “Fields Of Fear”, mostrano uno stile ancorato ai stilemi di base del genere, ben interpretato con un piglio personale dal forte sapore di groove. Ancora thrash con i Jewis Juice, anche se il sound di “Human Ferocity” rimanda di più alla possanza dell’U.S. power degli anni ottanta (un genere duro a morire, quindi!). Stile, questo, che è ripreso in toto dagli Adamas con “Still Alive”, baciata dal valore aggiunto fornitagli dalle potenti partiture delle tastiere. Con i Teodasia si passa a una sorta di heavy/gothic assai melodico, impreziosito da una female vocal che rende “Loosing My Breath” una canzone accattivante, priva di stuccature pesanti ma anzi comprensiva di alcuni delicati passaggi folk. Gli Hyper Dimension cominciano il discorso di competenza per il prog: “Prejudice”, a mio parere la migliore canzone del compact disc, è pregna di una melodica delicata e trasognante, basata su di una solida base metallica. Il tutto, sottolineato dalla stupenda voce del cantante cui si somma l’eccellente solo di chitarra. Unico neo, il cordone ombelicale che li unisce ai Dream Theater, ancora da tagliare: ci sarà tempo, per far ciò. I Sour Wine, seppure in modo assai diverso dai loro immediati predecessori, proseguono il tentativo di rimpolpare la formula base dell’heavy indirizzandola verso il prog, impostando “Whisper” su un azzeccato contributo vintage delle tastiere e sul un lavoro dissonante eseguito dalla sei corde. Heavy puro, invece, per i ‘maideniani’ Windrow, fautori di un genere che risale alle sorgenti della N.W.O.B.H.M.: “Dangerous Game” evidenzia bene quest’attitudine, grazie anche a un bel ritornello e all’umore un po’ malinconico che ammanta il suono delle chitarre. Gli Jennifer Scream si dimostrano, invece, dei discreti discepoli di Mötley Crue e figli (“Party Time”), per una saga che, forse, ha già raccontato tutto quello che poteva raccontare. Chiudono i Discordia con “Scintilla”, brano – senza infamia né lode – di melodic hardcore, parente di gente come The Offspring et similia.

Compilation nel complesso più che discreta, “Metal DEMOns: Next To Demolition” regala oltre un’ora di metal di qualità, riuscendo a essere in questo omogenea. Non ci sono, infatti, punti deboli o peggio tappabuchi, fra gli act italiani. Tutti i complessi hanno espresso le proprie peculiarità e potenzialità a prescindere dalle loro possibilità economiche e quindi realizzatrici. Da supportare al 100% perché, qui dentro, qualcuno che possa fare il ‘grande salto’ c’è!

Daniele “dani66” D’Adamo


Track-list:
1. Dragonia – “Gods Wish You To Die” – 4:23
2. Housemaster – “Fields Of Fear” – 3:30
3. Deformachine – “Putrid” – 4:46
4. Jewis Juice – “Human Ferocity” – 2:47
5. Lykaion – “My Last Song” – 3:35
6. Adamas – “Still Alive” – 3:45
7. Teodasia – “Loosing My Breath” – 4:28
8. Hyper Dimension – “Prejudice” – 6:17
9. Sour Wine – “Whisper” – 5:33
10. Windrow – “Dangerous Game” – 5:16
11. On-Off – “I’m A Shooter” – 4:28
12. Jennifer Scream – “Party Time” – 3:34
13. Seven Horizons – “The System Is Dead” – 6:48
14. Discordia – “Scintilla” – 3:23    

All tracks 62 min. ca.

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