Recensione: Once Sent from the Golden Hall [Reissue]

Di Daniele Balestrieri - 1 Settembre 2010 - 0:00
Once Sent from the Golden Hall  [Reissue]
Band: Amon Amarth
Etichetta:
Genere: Folk - Viking 
Anno: 2009
Nazione:
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100

Tutto ebbe inizio da qui.

“Ora, Sauron preparava la guerra contro gli Eldar e gli Uomini di Ovesturia, i fuochi della montagna vennero ridestati; e, scorgendo da lontano il fumo diOrodruin, e resisi conto che Sauron era tornato, i Nmenrean diedero al monte un altro nome, Amon Amarth, cio monte sorte.? (Il Silmarillon – Gli anelli di potere e la terza et).

Nel grigio elfico Sindarin fu forgiato il nome: Amon Amarth. A voler ripercorrere fedelmente gli eoni del tempo, due anni prima, nel lontano 1996, conobbe le luci della ribalta il demo “Sorrow Throughout the Nine Worlds” vero e proprio precursore della proposta musicale di Hegg e soci. Ma pur vero che possiamo ritenere “Once sent from the golden hall” la scintilla che da ormai dodici anni ha infiammato il pianeta e che ha portato lamusica e la mitologia norrena a picchi raggiunti in precedenza solo da Quorthon e da Bathory fino a quando, come spesso accade, i discepoli s’innalzaronosuperando il maestro. Prima, solo silenzio, infinito silenzio: ginnugagap.
I figli di Migarr erano spesso costretti a vagare in un’oscurit densa e castrante in cui il solo genio letterario di J.R.R. Tolkien ha saputo aprire unvarco fatto di luce e conoscenza, di riscoperta e di orgoglio, doti fino ad allora perse nel distratto mondo materiale. Tolkien soffi sulla polvere dellamemoria, Ace Brje Thomas Forsberg apr il passaggio e indic la strada, gli Amon Amarth amalgamarono il tutto dando al mito forma e sostanza, costruendostrutture musicali di valore emotivo eccezionale, rifinite da testi di pura arte skaldica.

Entrare nel mondo degli Amon Amarth equivale all’essere catapultati metaforicamente in un mondo fatto di miti e di leggende, di incantesimi e ancestralimemorie. “Once Sent from the golden hall” l’album delle mille emozioni, dei flashback, dei contrasti marcati e violenti. Un album in cui si passarapidamente dalla violenza cieca dell’opener “Ride for vengeance” al crescendo maestoso di “The dragons flight across the waves” al lamento poetico ecommovente del guerriero morente che “Without fear” chiede ad Odino di essere portato a casa, oltre il Bifrst, nel palazzo dalle cinquecento e quarantaporte. Rapidi come nel turbine infinito del tempo, ebbri di sangue e di conquiste, celebriamo il trionfo planetario della band con la possente “Victoriousmarch”, brano dall’intro colmo di pathos pronto a deflagrare in una decisa affermazione di potere.

Non c’ ombra, n respiro. “Friend of the suncross”, “Abandoned” e la granitica “Amon Amarth” hanno la forza e l’impeto di un manipolo di berserkir che si abbatte, nudo e furente, sulmuro di scudi dell’avversario, della vittima designata, di chi stato tanto distratto o sciocco da non mettersi al riparo dalle folate di sangue ed odio concui gli svedesi hanno infarcito il platter. “Once sent from the golden hall” fu un terremoto, un cataclismatico squarcio in un mercato diviso tra thrash bay area, true norwegian black metal, e un marasma di commercialit ad uso e consumo di una platea spesso distratta dalle troppe uscite musicali, annoiata e mortificata da gruppi e dischi fotocopia. Alla band di Hegg il merito di riaccendere la passione, l’interesse – anche con iniziative commerciali inevitabili tra cui, non ultima, troviamo questareissue – e di far conoscere storie e leggende lontane ad un pubblico sempre maggiore, avido di conoscenza a cui, con molta probabilit, il power fatto diepiche battaglie, da guerrieri e draghi alle volte melenso ed impersonale, non bastava pi. Grazie alla mitologia norrena e ad una cultura ricca diaffascinati e geniali modi di raccontare la vita e la fede, l’ascoltatore ha potuto iniziare il proprio personalissimo viaggio alla scoperta di un ‘io’ interiore che, spesso, pu non aver nulla a che spartire con i racconti, ad esempio, di Snorri Sturluson o le canzoni di Quorthon.

qui che, a mio avviso,si pu trovare il significato della recensione di questo doppio disco. Non certo per sopperire a delle lacune od a delle dimenticanze, e di sicuro non peraggiungere nulla a quanto detto riguardo alle canzoni contenute nel disco. Non avrebbe alcun senso. Il senso sta nel testimoniare il ruolo di comprimari attori che gli Amon Amarth hanno avuto in una parte, nemmeno troppo sommersa di nicchia, della culturaeuropea e, di riflesso, in quella mondiale. Non dico che l’ostentazione fiera del Mjllnir sul petto di individui ad ogni latitudine e longitudine sia fruttodei dischi di questi cinque ragazzi – ne posso di certo affermare che tutti quelli che lo portano lo facciano per qualche ragione che non sia la puraemulazione – ma di certo una buona parte di “colpa” i nostri ce l’hanno: innegabile.
La recensione vuole dire grazie a chi, volente nolente, ha contribuito (e lo continua a fare da quei lontani anni novanta) alla crescita di migliaia diindividui su questo pianeta.

La musica non fatta di sole note: la musica spirito, scoperta, sacrificio e sudore, sogni e speranze; la musica pu esserel’unico vero mezzo di comunicazione di massa capace di unire genti e culture apparentemente distanti tra loro. E non solo: questo tipo di musica, inparticolare, pu far crescere l’individuo nella sua forma pi intima e personale. Pu fare luce sulle radici, pu far prendere pi cognizione di s inrelazione al mondo. O, altrimenti, pu essere semplicemente il picco del death melodico svedese, sparato a tutto volume dalle casse dello stereo. Comesempre, a voi la scelta.

Daniele Peluso

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Tracklist:

01. Ride for vengeance
02. The Dragon?s flight across the waves
03. Without fear
04. Victorious march
05. Friends of the suncross
06. Abandoned
07. Amon Amarth
08. Once sent from the golden hall
09. Siegreicher Marsch (Victorious March)

Tracklist Bonus CD (live at Bloodshed over Bochum 28.12.2008)

01. Ride for vengeance
02. The Dragon?s flight across the waves
03. Without fear
04. Victorious march
05. Friends of the suncross
06. Abandoned
07. Amon Amarth
08. Once sent from the golden hall
09. Siegreicher Marsch (Victorious March)

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