Recensione: Outer Space

Di Fabio Vellata - 2 Agosto 2022 - 0:19

Seconda uscita discografica per Vincenzo Grieco, esperto e quotato chitarrista romano gia conosciuto su queste pagine in occasione del buon debutto datato 2019.

Anni di esperienza, talento ed una incontenibile fascinazione per il rock blues schietto e sincero, sono nuovamente gli ingredienti che contribuiscono a doppiare con pieno merito gli esiti verificati tre anni fa.
Rock fatto con anima e cuore, denso e “sentito”: chiamarlo rock blues “cantautoriale” ha una valida ragion d’essere.
All’interno delle note suonate ed interpretate da Grieco è facile reperire un po’ tutto l’immaginario della musica a stelle e strisce tipica dei gloriosi decenni di fine secolo. Tuttavia, se gli anni ottanta sono una suggestione fuggevole, i nineties di Pearl Jam, Alice in Chains, Counting Crows e Screaming Trees restano invece in risalto pieno.
Scolpendo con forza ogni solco di questo nuovo cd, diventano pietra angolare di un viaggio affascinante in quell’universo di fine millennio che ha rappresentato forse l’ultimo picco di assoluta creatività del mondo hard and heavy.

Chitarre ruvide, atmosfere un po’ cupe e canzoni che, proprio come succedeva negli anni novanta, prediligono una struttura diretta e scevra da aggiunte inutili.
C’è, come ovvio, molta chitarra. Non si rilevano però follie auto-incensatorie o svolazzi buoni a buttare in faccia all’ascoltatore un’abilità comunque palpabile ed assoluta.
La musica di Grieco è vera, tangibile, concreta, polverosa, diretta. A volte persino corpulenta e quasi pachidermica. Altre volte venata di Funky, cadenzata e ciondolante. Oppure, quando vuole, vellutata e romantica.
Con il denominatore comune, d’essere sempre dotata di un’anima genuina. E con il blues fuso al rock, a mantenere il ruolo di stella polare ed elemento cardine attorno cui ruotare il microcosmo di emozioni allestito dal guitar player romano assieme ai suoi compagni d’avventura. Giulio Giancristofaro (basso e voce) e Piero Eugenio Pierantozzi (batteria): con Vincenzo Grieco, il trio degli Exoplanets.

Outer Space” è un altro capitolo riuscito, pensato, scritto e messo su disco da un artista di qualità.
Forse un po’ demodé, tuttavia materiale verace ed autentico. Un prodotto dal profondo respiro “underground”, che si prende la libertà di esser se stesso e di non cercare consensi di facile commercio per poter affermare di esistere.

 

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