Recensione: Parole Denied – Tokyo 2017

Di Carlo Passa - 8 Dicembre 2018 - 9:00
Parole Denied – Tokyo 2017
Band: Alcatrazz
Etichetta:
Genere: Hard Rock 
Anno:2018
Nazione:
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80

Il Giappone ha sempre amato gli Alcatrazz. Non a caso il bellissimo Live Sentence del 1984 fu registrato al Nakano Sun Plaza di Tokyo: ben 33 anni dopo la band registra ancora da quelle parti un nuovo disco dal vivo, questa volta intitolato Parole Denied – Tokyo 2017.

L’evento non è da poco. Graham Bonnet, infatti, è riuscito a riunirsi, almeno per una sera, con gli ex sodali Jimmy Waldo e Gary Shea, ai quali ha accostato Mark Benquechea e Conrado Pesinato della Graham Bonnet band, nel bel mezzo del cui tour nel Sol Levante è stata inserita la data degli Alcatrazz che abbiamo ora la buona sorte di rivivere attraverso questo Parole Denied – Tokyo 2017.

Gli Alcatrazz sono una di quelle band che hanno lasciato il segno pur nella penuria di pubblicazioni e nell’effimera esistenza. Autori di tre dischi tra il 1983 e il 1986, riuscirono nel non semplice intento d’imporre la propria musica rispetto ai nomi che la incarnavano e, al contempo, d’identificarsi con personalità rispetto ai propri modelli e inevitabili confronti. Graham Bonnet veniva dall’esperienza nei Rainbow di Ritchie Blackmore e si era circondato di giovani e decisamente promettenti chitarristi: prima l’ex Steeler Yngwie Malmsteen, poi Steve Vai, già membro della band di Frank Zappa. I riferimenti rainbowiani furono innegabili, ma vennero declinati con una personalità straordinaria che fece di No Parole from Rock N’ Roll prima e quindi di Disturbing the Peace due gioielli incastonati nella storia dell’hard rock degli anni ottanta.

Poi il silenzio, interrotto solo da una raccolta del 1998 e un breve tour (ovviamente in Giappone) nella tarda primavera del 2007. E adesso ecco una nuova testimonianza live, che ci presenta una band in gran forma.

Al netto dell’innegabile qualità delle canzoni, la prestazione lascia davvero piacevolmente stupiti di come queste possano essere ancora rese al meglio da un gruppo di musicisti non certo rodato da anni di convivenza sui palchi, eppure estremamente coeso. Il confronto con Live Sentence non è ragionevole: quel disco suonava fresco, dinamico, proiettato al futuro, ed era il frutto di una band che aveva, quasi inaspettatamente, trovato una propria cifra e la sparava a un pubblico adorante come solo quello giapponese poteva essere. Parole Denied – Tokyo 2017 è un’altra storia: una storia che parla dell’eternità di certi pezzi e, grazie a Dio, della voce di quel Graham Bonnet che sa rispettare la loro e la propria età.

Ascoltate Ohayo Tokyo, oppure God Blessed Video: avrete un manuale dell’hard rock heavy e melodico che fece da ponte tra gli anni settanta e gli ottanta. Jet To Jet, forse la composizione degli Alcatrazz più vicina ai tardi Rainbow, è un pezzo di una modernità schiacciante, così come lo sono Hiroshima Mon Amour e la conclusiva Island in the Sun. Tutto è suonato alla grande e suona alla grande: la produzione è presente, ma minimale, facendo un ottimo lavoro di pulizia, senza intaccare quella presenza dei suoni che è quanto si chiede a un live.

A compendio del CD live, il secondo dischetto raschia dagli archivi di Graham Bonnet e regala alcune bonus track e versioni demo del 1985 di canzoni poi pubblicate su Dangerous Games. La chicca è Emotion, precedentemente non pubblicata, che è una splendida ballad arricchita dalla chitarra di un giovane, ma già riconoscibile e definito Steve Vai: realmente una perla. La qualità delle registrazioni è altalenante, ma proprio in questo sta il loro fascino: i suoni provengono da una sala di registrazione tanto lontana nel tempo e sono splendidamente caldi. In tempi di suoni standardizzati e, dunque, freddi, ascoltare la ricca povertà del suono analogico sottoprodotto è un piacere non da nostalgici passatisti ma semplicemente da amanti del rock, che si commuovono a sentirsi avvolti dalla sincerità di questi regali d’archivio.

Insomma, il CD che include gli estratti dall’archivio è bellissimo. Godetevi Blue Boar oppure Ohayo Tokyo prive di quella patina produttiva che si pose su molti dei dischi di quegli anni: la voce di Graham Bonnet in quest’ultima è di un valore altissimo. Commuovetevi con Emotion e chiedetevi come mai un pezzo notevole come Set me Free fosse stato relegato a bonus track.

Con Parole Denied – Tokyo 2017 gli Alcatrazz soddisferanno la vostra voglia (e necessità) di rock vero, e di qualità. Per i più attempati tra voi sarà un bellissimo viaggio alla riscoperta di una band eternatasi e bruciatasi in poco tempo; per i più giovani, il disco rappresenterà la porta d’ingresso d’eccellenza nel mondo di una band e, più in generale, di un tempo che ha così tanto contribuito a porre le solide basi di quanto sarebbe venuto dopo.

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