Recensione: Post-Modern Zibaldone

Di Alessandro Di Clemente - 21 Gennaio 2005 - 0:00
Post-Modern Zibaldone
Band: Lesion
Etichetta:
Genere:
Anno: 2004
Nazione:
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65

I Lesion sono una band (o meglio un duo tutto fare) di Napoli.
Formatisi nel 1999 esordiscono solo a fine 2004 con questo promo (ancora in versione “raw-mix”) di ben diciotto pezzi.
L’originalità è la caratteristica predominante di questo combo ed infatti è difficile accostare la proposta di questi ragazzi a quella di bands più note.
Partendo da una solida base death metal (U.S.A. oriented), i Nostri adottano una progressione che va a toccare il black sinfonico, il thrash, elementi quasi folk (grazie all’uso di strumenti acustici, quali la chitarra ed il mandolino).
Il cocept musicale (e rispettivamente quello lirico) si basa su un tema circolare, grazie al quale, alla fine dell’ascolto del cd, si riparte dal punto in cui ci si era fermati.
Ogni tema componente lo Zibaldone ha un esplicito richiamo al brano precedente e a quello successivo (rispettivamente all’inizio e alla fine di ogni canzone, se di canzone si può parlare).
Ed è principalmente per questo motivo che risulta impossibile, e forse inutile, descrivere ogni singolo passaggio.
Il concept lirico segue fedelmente quello musicale (o viceversa): in un’ambientazione post moderna (da qui il titolo) i Lesion tentano di descrivere cosa puo’ provare l’Umanità in generale in un futuro remoto in cui il potere dell’Uomo viene messo in secondo piano rispetto a quello di un’entità predominante.
Come si rapporta L’Uomo a ciò che lo circonda? Questo è l’interrogativo a cui i Lesion tentano di dare una risposta (sonora e lirica).
Il risultato è lungi dall’essere pienamente soddisfacente, vuoi per i repentini cambi di atmosfera, di tempo e di sonorità. La strada è quella giusta, non fossilizzarsi in un contesto usato ed abusato, ma variare tra differenti nature. Purtroppo il concept è pretenzioso e non di facile resa ed i continui stop and go che caratterizzano il cd alla lunga rendono l’ascolto difficile…
…forse è proprio quello che i Nostri volevano ottenere: uno straniamento emozionale, una lesione (appunto) sonora e sensazionale (delle sensazioni).
Credo, comunque, che una maggiore omogeneità sarebbe stata di maggiore effetto, è pur sempre metal, musica d’impatto contraddistinta da forti e ben riconoscibili emozioni.
I Lesion sono sulla buona strada, forti di un background così variegato (in alcuni passaggi mi hanno ricordato gli ottimi Sadist di “Tribe”), e certo questo (essendo anche il primo parto della band) sembra essere un ottimo punto da cui partire per migliorare alcuni aspetti ancora acerbi (ergo arrangiamenti più focalizzati,  intenti più chiari e  composizioni più compatte).
Il potenziale esiste (ottima “Class ‘A’ Human, la migliore), attendiamo prossime releases.

p.s.: per contatti e- mail  generoso_immediato@hotmail.com

Tracklist:

1. Begin/End Part I: Medley
2. Useless Thoughts
3. Interlude I: Theme From “L’eroica”
4. Shadows, Shadows Part I
5. Corale For Orchestra
6. Shadows, Shadows Part II
7. Amorphous Forms
8. 3 Seconds Of Silence
9. Lento E Maestoso
10. The Passage I
11. Interlude II: Seeming Past/”L’intuizione”
12. Class ‘A’ Human
13. Interlude III: The Passage II/Young Woman’s Theme
14. Life’s Longing Moments
15. Lento E Maestoso Variazione n.II
16. The Man Who Winds Up The Clock…
17. Interlude IV: Recitativo
18. Begin/End Part II: Theme Of Strange Flowers

 

 

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