Recensione: Reasons for the Slaughter

Di Andrea Bacigalupo - 23 Settembre 2023 - 22:22
Reasons for the Slaughter
Band: Tyranex
Etichetta: GMR Music Group
Genere: Thrash 
Anno: 2023
Nazione:
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80

Nuovo album per gli svedesi Tyranex dal titolo ‘Reasons for the Slaughter’, disponibile dal 22 settembre 2023 tramite GMR Music Group.

Devo dire che il precedente ‘Death Roll’, del 2017, mi era piaciuto parecchio per cui, appresa la notizia dell’uscita, mi ci sono buttato subito senza indugio.

La storia della band continua ad essere travagliata: dal 2005, anno di nascita, non solo si è trasferita diverse volte, prima da Stoccolma alla città industriale Västerås ed ora nella patria del Melodic Death Metal Göteborg, ma ha subito una continua rotazione di musicisti, arrivando addirittura, all’epoca del già citato ‘Death Roll’, ad un avvicendamento di tre su quattro, con la sola eccezione della frontwoman e fondatrice Linnea Landstedt, che è da sempre presente. Ed oggi, in questo nuovo lavoro, troviamo un nuovo chitarrista (Will Tomao) ed un nuovo bassista (Martin Petersson).

Cosa non cambia è il genere: uno Speed/Thrash violentissimo sparato ad alzo zero senza pietà, debitore della Old School tedesca dei soliti Kreator e Destruction, ma condito con una buona dose di ricerca melodica svedese, quella che riesce a rendere scorrevole anche l’acciaio arroventato.

A parte il primo pezzo introduttivo, un’inquietante e surreale overture per archi e temporale, che sa tanto di apertura concerti e suonata dai brasiliani Alexey Kurkdjian (Violino e compositore), Luiz Amato (violino e viola) e Adriana Holtz (Violoncello), le otto canzoni che compongono ‘Reasons for the Slaughter’ sono un siluro dietro l’altro.

Da qui in avanti potrei copiare la recensione di ‘Death Roll’, la linea è quella … però questo album è più maturo e c’è stata una forte crescita in tutto quello che sono i Tyranex.

Prima di tutto la voce, elemento principale su cui è imperniato il loro sound: già piena di grinta la feroce Linnea è ulteriormente migliorata come tonalità ed interpretazione; è diventata una voce importante, a mio parere tra le migliori Thrash Vocalist (perlomeno tra quelle che conosco) e non solo femminili. È il marchio distintivo dei Tyranex.

È migliorato il songwriting: potente e furioso, con riff letali che cadono a cascata uno dietro l’altro, linee melodiche taglienti e scambi di assoli ben bilanciati. La maggior parte delle canzoni sono essenzialmente veloci e dirette, tirate in faccia come un secchio di lava bollente, ma all’interno della tracklist non mancano quelle, sempre potenti, ma un po’ più elaborate, che dimostrano che la band è maturata anche se richiedono più attenzione. Parliamo di ‘Full Circle’, più disperata che collerica, la cui ipervelocità viene spezzata da un interludio melodico di Twin Guitars e da cori spettrali, di ‘Megalomania’, veramente un po’ megalomane nel suo incedere, portatrice d’ansia con i suoi estremi cambi di tempo e la trasformazione della ferocia in potenza epica e della conclusiva ‘Wipe Out’, una marcia in avanti che diventa un assalto frontale all’arma bianca.

La produzione è più curata, con gli strumenti ben calibrati e non svalutati dalla presenza di una voce dominante. Tra l’altro, l’album è stato prodotto, oltre che dagli stessi Tyranex, anche da un personaggio che di musica estrema se ne intende: Lawrence Mackrory dei Darkane (ospite in ‘Megalomania’ come Larry Lethal), che ne ha curato anche il mixaggio e la masterizzazione.

Insomma, i Tyranex vogliono uscire dalla mischia e con questo ‘Reasons for the Slaughter’, quarto Full-Length della loro carriera (o meglio della carriera di Linnea, visti i trascorsi), sono in grado di riuscirci.

Ci vuole un po’ più di stabilità, però. Auguriamo loro di trovarla e speriamo di vederli suonare anche da noi. Molto bravi!

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