Recensione: Slaughter & Apparatus: A Methodical Overture

Di Alberto Fittarelli - 14 Febbraio 2007 - 0:00
Slaughter & Apparatus: A Methodical Overture
Band: Aborted
Etichetta:
Genere:
Anno:2007
Nazione:
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84

Poco dopo l’uscita del loro DVD The Auricular Chronicles tornano i belgi Aborted col nuovo, atteso album, il primo su Century Media.
Il contratto con la Listenable, che li aveva scoperti e lanciati, era terminato
col suddetto DVD, ed il successo commerciale di The Archaic Abattoir ha fatto
squillare più di un campanello ai piani alti dell’etichetta tedesca, che non ha
perso l’occasione di accaparrarseli.

Vi aspettavate che una label così grossa potesse portare ad un ammorbidimento della musica dei nostri? Pensateci meglio.

Perché, nonostante gli avvicendamenti improvvisi e forzati in line-up, con il solo cantante
Sven rimasto a fare da bandiera (e leader), gli Aborted se ne escono con un disco che recupera sì una certa melodia ed il senso per le sperimentazioni, ma che risulta anche decisamente più violento del predecessore. Non solo sono meno i fraseggi swedish, quelli vicini ai Carcass di
Heartwork, ma i tempi di batteria si sono fatti furiosi, rimandando a
Goremageddon e anche oltre: merito del batterista Dave Haley (Psycroptic, The Amenta), una vera macchina dietro le pelli!

Il disco è però vario ed accontenta tutti i palati: troverete parentesi dal sapore industrial/death (la bellissima
Avenious), aggressioni brutal (la prima The Chondrin Enigma, The Spaying Séance, ma in generale è il disco stesso ad avere quest’impronta) ed interventi estemporanei che non potrete non riconoscere: quelli di
Jeff Walker (si parlava giusto di Carcass…) su due pezzi. Insomma, l’ennesima evoluzione, che per una volta non vuol dire ‘svendita’, di quello che – lo ribadiamo – è
uno dei pochissimi gruppi davvero creativi del death metal europeo odierno: che non ha paura di mettere in scena addirittura qualche tastiera di sottofondo
(And Carnage Basked In Its Ebullience) senza per questo perdere un’oncia di violenza, e che si merita di diventare davvero grande.

Si potrebbe dire molto sul valore di un gruppo che, vistosi ripetutamente
rivoluzionato, riesce comunque a progredire con passaggi tanto netti: ma in fin
dei conti ce ne importa davvero qualcosa? Prendete nota dell’unica cosa davvero
fondamentale per quanto riguarda gli Aborted: perdeteveli e tra qualche anno non
potrete dire “io c’ero quando usciva…”.

Alberto ‘Hellbound’ Fittarelli

Tracklist:

1. The Chondrin Enigma 04:20
2. A Methodical Overture 03:25
3. Avenious 04:41
4. The Spaying Séance 04:25
5. And Carnage Basked In Its Ebullience 03:10
6. The Foul Nucleus Of Resurrection 04:13
7. Archetype 03:12
8. Ingenuity In Genocide 03:42
9. Odious Emanation 03:37
10. Prolific Murder Contrivance 03:07
11. Underneath Rorulent Soil 04:51

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