Recensione: Taetra Philosophia
Quando si parla degli Abysmal Grief le luci si spengono e nell’aria arriva sempre un piacevolissimo odore di zolfo, lapilli, incenso e compagnia luciferina andante. Siamo giunti al sesto album e a festeggiare quasi sei lustri di una carriera che non ha mai conosciuto cedimenti artistici; i nostri, dopo quattro anni di silenzio, si accasano presso Avantgarde Music e ci consegnano Taetra Philosophia, con data di uscita ufficiale il 25 dicembre 2025. L’uso dei giorni simbolici è una costante per gli Abysmal Grief e ormai un vero e proprio marchio di fabbrica assieme alla loro musica, perfettamente distintiva e riconoscibile.
Quando si preme play sembra sempre di tornare a casa, si sa già quello che si andrà ad ascoltare e anche che la qualità sarà sempre di medio-alto livello. Questa è una band che si riesuma dalla tomba solo quando ha qualcosa di buono da dire, ed è un modus operandi corretto. I primi due brani del lotto, Deus Cornatus e la titletrack, sono eccellenti e particolarmente ispirati nonostante l’uscita di un elemento fondamentale alle pelli come Lord of Fog, qui sostituito da Regen Graves.
Il disco poi presenta una parte centrale qualitativamente inferiore rispetto all’accoppiata iniziale: Ambulacrum Luctus è sorretta da un riffing settantiano che relega in secondo piano le tastiere perdendo un po’ di mordente, Lumen ad Urnam un intermezzo strumentale francamente inutile e Corpus Mortuum un brano molto lento e soffocante, discreto ma che rimane un po’ troppo accartocciato su se stesso.
Speculum Fractum supera i nove minuti, è il brano più lungo del lotto e riporta anche l’opera ai livelli delle due tracce iniziali. C’è molta differenza quando negli Abysmal Grief sono protagoniste le tastiere e quando no, e Taetra Philosophia ne è un perfetto esempio. Chiude poi le ostilità Lamentum, un secondo intermezzo strumentale ancora più inutile di Lumen ad Urnam; si sarebbe potuto magari mettere un brano in più, male non avrebbe fatto.
Stiamo comunque parlando di un buon lavoro ma non perfetto, non siamo di certo ai livelli del bellissimo Blasphema Secta, ma Taetra Philosophia è un’opera che si lascia comunque ascoltare e ci fa iniziare questo 2026 nel più funereo dei modi.
