Recensione: The Bruised Romantic Glee Club

Di Giorgio Giusti - 19 Ottobre 2020 - 12:23
The Bruised Romantic Glee Club
Etichetta: Autoprodotto
Genere: Progressive 
Anno: 2006
Nazione:
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83

Un saggio amico e conoscitore della “buona musica” mi segnalò tempo addietro The Bruised Romantic Glee Club di Jakko M. Jakszyk, poi sapete come vanno le cose… Mi son detto “quando ho un momento lo ascolterò” e intanto ne è passato di tempo. Non è che proprio non sapessi nulla di Jakko, ricordo le sue band di appartenenza e/o militanza (King Crimson, 21st Century Schizoid Band) e le sue innumerevoli collaborazioni (Steven Wilson, Level 42, Steve Hackett, ecc), ma onestamente non mi ero mai soffermato più di tanto nello specifico sulle sue opere.

Poi mi sono deciso a scoprirlo, in questo progetto, The Bruised Romantic Glee Club i cui membri, solo per citarne alcuni, rispondono ai nomi di: Robert Fripp, Gavin Harrison, Mel Collins, Dave Stewart. Non cosa da poco, che dite? Le aspettative sono decisamente alte.

È un doppio CD, probabilmente ormai abbastanza introvabile, ma certamente valido. Tutte le canzoni sono di qualità, con una menzione particolare per un buon numero di brani del primo CD dove c’è classe, dinamismo e melodia, oltre ad alcuni spunti che ricordano David Sylvian, o i Gentle Giant. L’album a volte rasenta il pop, ma è un tipo di pop colto e sicuramente non qualcosa di apertamente facile o commerciale e Jakszyk cura anche i testi che non sono mai banali. Il secondo CD contiene invece cover di classici prog, tra cui “Islands” (dei già citati King Crimson) e “Nirvana for Mice” di Henry Cow, giusto per citarne solo un paio. Jakko le veste di abiti eleganti dando loro rinnovata bellezza.

In definitiva un disco prezioso con grandi musicisti coinvolti, quasi regale nel suo incedere, un album prog che rende omaggio a un passato glorioso e allo stesso tempo si sente moderno. Ascoltando The Bruised Romantic Glee Club inevitabilmente ci si sofferma a pensare che “la classe non è acqua”. Probabilmente Jakszyk non ha inventato nulla di eclatante, ma chi ha detto che ogni volta bisogna farlo?

Uno dei punti di forza semmai è anche il canto di Jakko, artista dalla voce riconoscibile e sopraffina, oltre al suo modo di suonare la chitarra davvero superbo, un tocco unico. Gli amanti del prog\rock ameranno questo album, l’unica pecca è la sua reperibilità, ma per chi lo troverà sarà una gran bella soddisfazione. Cos’altro aggiungere? The Bruised Romantic Glee Club è un’opera regale, impeccabile, da scoprire assolutamente.

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