Recensione: The Chainheart Machine

Di Alessandro Di Clemente - 8 Ottobre 2002 - 0:00
The Chainheart Machine
Band: Soilwork
Etichetta:
Genere:
Anno: 2000
Nazione:
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75

Seconda prova per i nostri svedesi dopo l’esordio di Steel Bath Suicide. The Chainheart Machine è un concentrato di velocità e potenza, caratteristiche peculiari dei Soilwork che in certi frangenti per rendere le canzoni più variegate non si fanno scrupoli ad utilizzare melodie vincenti ed avvincenti. La perizia tecnica dei nostri è ben nota a tutti: riffs di chitarra eseguiti con perizia chirurgica, soli al fulmicotone, una batteria che pesta dal principio alla fine.
Direi che l’intero album si assesta su ottimi livelli ma in particolare sembrano essere più ispirate la title-track, Millionflame, Spirits Of The Future Sun e Room No. 99, probabilmente per quel discorso di inserimento di parti melodiche che variano maggiormente la, altrimenti, staticità delle composizioni death metal.
The Chainheart Machine, parte sparata con un riff molto At The Gates per giungere ad un ritornello melodico di sicuro impatto.
Millionflame ha un’ intro di doppia chitarra di chiara matrice metal classica, un po’ sullo stile Arch Enemy, e come gli Arch Enemy proseguono la canzone appesantendo i riffs ma mantenendoli sempre orecchiabili; un sapiente uso delle tastiere a fare da tappeto nel ritornello è la ciliegina sulla torta di questa composizione.
Spirits Of The Future Sun è una song che ha un inizio lento con le due chitarre armonizzate a là In Flames primo periodo per poi procedere mai troppo velocemente; anche in questa canzone avverto non poco l’influenza “Arch Enemy-iana”, probabilmente anche per il tappeto di doppia cassa durante le strofe, prerogativa della band di Michael Abbott.
L’ultima composizione di quest’album è Room No. 99: strofa in classico stile Soilwork, tirata e cattiva, pre-ritornello atmosferico e ritornello malinconico. Un interludio, con un solo melodico, triste, molto ben fatto, condisce una canzone interessante già di per se.
Un ottimo secondo album per una band dall’indubbio valore che darà il meglio di se con le releases a venire, in particolare Natural Born Chaos, in cui ha lasciato da parte i classici schemi death osando qualche sperimentazione.

Tracklist:

1. The Chainheart Machine
2. Bulletbeast
3. Million Flame
4. Generation Speedkill
5. Neon Rebels
6. Possessing the Angels
7. Spirits of the Future Sun
8. Machine Gun Majesty
9. Room No. 99

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