Recensione: The Dark River of Soul

Di Marco Donè - 21 Aprile 2022 - 6:00
The Dark River of Soul
Band: Moonrise
Genere: Death 
Anno: 2021
Nazione:
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55

The Dark River of Soul” è il secondo lavoro dei veneti Moonrise e arriva a dieci anni di distanza dal debutto “Under the Flight of Crows”. La formazione della provincia di Padova è dedita a un death metal di chiara matrice scandinava, sia per quanto riguarda l’impatto, che la melodia. I Nostri ci regalano quaranta minuti di pura aggressione sonora, in cui le chitarre del duo Silvestri-Zanin ricoprono un ruolo fondamentale nell’economia dell’album. I due axeman traggono forte ispirazione dalla lezione impartita dalla scena svedese nei primi anni Novanta e, in questo modo, durante l’ascolto, incontriamo riff graffianti, in cui la melodia va a ricoprire un ruolo fondamentale. “The Dark River of Soul” può poi contare sull’ottimo drumming di Fabio Bacchin, sempre pronto a valorizzare l’operato delle chitarre. Il batterista si mette a completa disposizione della struttura canzone, alternando velocità e potenza, a parti rallentate. Un aspetto che permette di far emergere sia la pesantezza delle composizioni, che il lato melodico delle stesse.

Da quanto fin qui scritto, quindi, si direbbe che “The Dark River of Soul” sia un disco ben confezionato, coinvolgente, dotato di un gran tiro. Ma è veramente così? Eh, entrando nel dettaglio dell’album ci rendiamo presto conto che non tutto gira alla perfezione. A partire dalla produzione, che non rende giustizia alle varie composizioni. A risultare particolarmente penalizzate sono proprio le chitarre, che in più di qualche frangente si rivelano “sacrificate”, messe un po’ in secondo piano da batteria e voce. Le canzoni, poi, seppur ben strutturate, faticano a lasciare il segno. Risultano caratterizzate da alcuni passaggi degni di nota, che colpiscono, eccome, l’ascoltatore, alternati ad altri meno convincenti. Questo aspetto viene poi accentuato dalla prova al microfono di Marco Beltrame che, pur potendo contare su una voce possente e abrasiva, pecca in dinamica, non riuscendo a fare la differenza. L’impressione che si ottiene da “The Dark River of Soul” è di trovarsi al cospetto di una band che non riesce ancora a esprimere al meglio le potenzialità di cui dispone. Un vero peccato.

The Dark River of Soul” si rivela quindi un lavoro interessante – consigliato ai fan del genere – ma a cui manca quel guizzo per colpire a dovere l’ascoltatore. Un lavoro che sottolinea le potenzialità di una formazione solida, che deve però lavorare ancora un pochino per affinare la propria proposta. I Moonrise hanno le idee ben chiare in testa, sanno cosa vogliono fare e dove vogliono arrivare. Siamo quindi fiduciosi che non tarderanno a correggere il tiro e a sistemare quegli aspetti che al momento limitano un po’ la proposta. Crediamo in voi, deathster.

Marco Donè

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