Recensione: The Fall Of An Empire

Di Roberto Gallerani - 3 Gennaio 2007 - 0:00
The Fall Of An Empire
Band: Fairyland
Etichetta:
Genere:
Anno: 2006
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
70

Cori altisonanti e maestose orchestrazioni introducono questo nuovo lavoro dei francesi Fairyland, band capitanata dal bravo tastierista Philippe Giordana accompagnato dai suoi valorosi cavalieri Max Leclerq alla voce che sostituisce Elisa (ex Dark Moor), Thomas Cesario al basso, Anthony Parker alla chitarra e Pierre-Emmanuel Desfray alla batteria.
Già dalla copertina dell’album, davvero bella, si capisce subito il genere proposto dalla band: un power metal melodico infarcito da sinfonie e cori di rhapsodiana memoria. Sin dal loro esordio i Fairyland si erano mossi su queste coordinate che, se da un lato lasciano a desiderare in termini di innovazione, dall’altro mostrano una band decisamente capace sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista compositivo. Come detto precedentemente, alla voce troviamo Max Leclercq (ex Magic Kingdom) il quale, pur non possedendo grandi doti canore, offre una ottima prestazione interpretativa, migliorando notevolmente l’impressione non proprio esaltante che aveva fornito con la sua ex band.
Una nota di merito va fatta per l’interno del booklet, curato nei minimi dettagli compresa la narrazione del concept trattato dal gruppo, e che mostra i musicisti non in fotografia ma ridisegnati dal bravissimo Gonzalo Ordonez come guerrieri e angeli mistici.

In The Fall Of An Empire, i nostri tentano di distanziarsi un po’ da quanto già fatto dal combo triestino, presentandoci pezzi con strutture complesse e una sezione ritmica che non si basa solo sulla velocità della doppia cassa. Un esempio è sicuramente la bellissima Awakening, song sicuramente tra i migliori dell’intero album, caratterizzata da una melodia dal grande impatto emotivo e da un intermezzo corale coinvolgente; altrettanto riusciti sono la title track posta in apertura e la sognante Eldanie Uellë. Interessanti sono i pezzi più heavy oriented mentre la suite finale è una vera chicca. Anche le orchestrazioni convincono di più rispetto l’esordio, dando l’impressione di esser più “vere”.
Ciò che invece non convince di questo album, a mio modo di vedere, o meglio di sentire, sono i suoni della chitarra e della batteria, troppo freddi e sintetici, che fanno perdere alle canzoni quel pathos fondamentale che si tenta di trasmettere quando si offre un lavoro basato sul fantasy dove, la componente “pathos”, è come minimo fondamentale!
Come mio solito fare, trattandosi di un concept, non commento track by track; si può comunque affermare che tutto il disco si presenta ben suonato, con qualche calo e alcuni picchi, ma che nel complesso riesce a rimanere su egregi livelli qualitativi.

Un lavoro quindi che convince in parte; per chi già conosceva questa band, all’inizio come me potrà rimaner deluso dalla scarsa immediatezza dei pezzi, caratteristica che invece, con il tempo e gli ascolti, diventa un punto a favore dell’album. La qualità della band è evidente, molte sono le doti in loro possesso e di sicuro rispetto al primo lavoro si è fatto un passo in avanti a livello compositivo, iniziando a delineare un proprio stile e una proposta un po’ più “personale”. Peccato per i suoni, a mio avviso, poco coinvolgenti ma il prodotto è questo, prendere o lasciare. Io personalmente prendo, come dovrebbero fare tutti gli amanti del genere; per chi cerca invece innovazione o non ne vuol sapere di guerre tra demoni, uomini ed elfi, allora può passare oltre.

Roberto “Van Helsing” Gallerani

Tracklist:
1. Endgame
2. The Fall Of An Empire
3. Lost In The Dark Lands
4. Slaves Forlorn
5. The Awakening
6. Eldanie Uellë
7. Clanner Of The Light
8. To The Havenrod
9. The Walls Of Laemnil
10. Anmorkenta
11. In Duna
12. The Story Remains
13. Look Into Lost Years
14. Across The Endless Sea (bonus track)

Ultimi album di Fairyland