Recensione: The House Of Atreus – Act II

Di Simo Narancia - 2 Febbraio 2002 - 0:00
The House  Of Atreus – Act II
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Anno: 2000
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85

Con questo “House of Atreus – Act II” i Virgin Steele proseguono e concludono il concept sulla dinastia degli Atreidi già iniziato sul primo atto. E lo fanno con un doppio Cd della durata complessiva di circa 90 minuti.
A livello stilistico non cambia niente rispetto all’immediato passato e come sul precedente “House…..Act I” ritroviamo i nostri impegnati tra sfuriate metalliche piene d’energia e passaggi sinfonici di grande levatura.

Per la precisione i pezzi più dinamici e potenti sono concentrati in prevalenza sul primo Cd mentre quelli più orchestrati , al limite del classico, nel secondo.
L’ascolto dell’album può risultar quindi un po’ difficile, soprattutto per quanto riguarda i testi , ma ci regala un DeFeis letterato e ispiratissimo.

Nel “primo lato” trovano quindi spazio canzoni come “Wings of Vengeance”, “The Voice as Weapon” o “Wine of Violence” potenti e tirate come i VS ci hanno da sempre abituato. Ma non si posso trascurare nemmeno i bellissimi intermezzi come
“Hymn to the Gods of Night” o l’ariosa “Moira”.
Il primo Cd si chiude con le lunghe “A Token of my Hatred” e “Summoning the Power”: la prima più fresca e dinamica la seconda invece più drammatica e pesante.

Il “secondo lato” si apre sulla falsa riga del primo con i primi tre pezzi ma le cose cambiano rapidamente con le tracce successive. Infatti dalla song n°4 alla n°8
troviamo una serie di brevi canzoni di stampo classico, difficili da descrivere, ma credetemi se vi dico che sono una più bella dell’altra. Inoltre è in brani come questi che “scopriamo” tutta l’espressività di DeFeis.
Successivamente “When the Legend Die” inizia con voce e piano per poi diventare elettrica e risultare un bel pezzo delicato e, a tratti, epico al tempo stesso.
Prima della suite finale trova spazio “Fantasy and Fuge in D Minor”: quattro bellissimi minuti di piano e orchestrazioni un po’ difficili da digerire al primo colpo.
Il finale è , come anticipato, dato dalla lunga “Resurrection Day” che dopo un inizio acustico si trasforma in un pezzo arioso e “vincente” sulla scia di pezzi come “Veni ,Vidi, Vici”. Emozionante.

Un disco per chi oltre ad apprezzare la musica “take away” ha voglia di confrontarsi con qualcosa di più pensato e intelligente. Anche se qualcuno forse li preferiva di più in passato, sono convinto (e spero) che piacerà a molti.
Lunga vita ai Virgin Steele!

Tracklist:
01) Wings of vengeance

02) Hymn to the gods of night

03) Fire of ecstasy

04) The oracle of Apollo

05) The voice as weapon

06) Moira

07) Nemesis

08) The wine of violence

09) A token of my hatred

10) Summoning the powers

11) Flames of thy power (from blood they rise)

12) Arms of Mercury

13) By the gods

14) Aeropagos

15) The judgement of the son

16) Hammer of the winds

17) Guilt of innocence

18) The fields of Asphodel

19) When the legends die

20) Anemone

21) The waters of Acheron

22) Fantasy and fugue in D minor

23) Resurrection day

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