Recensione: Velarium

Di Valeria Campagnale - 11 Maggio 2026 - 10:00
Velarium
Band: Ashen Sun
Genere: Gothic 
Anno: 2026
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
70

Con il progetto Ashen Sun, Johnny Hagel riemerge dalle ombre con una consapevolezza creativa che sembrava rimasta latente dai tempi dei primi Tiamat e dell’esperienza Sundown. L’EP “Velarium”, pubblicato il 27 marzo 2026 per Desert Plain Records, non è soltanto il ritorno di un veterano della scena svedese, ma la codificazione di un isolamento iniziato nel 2024 e trasformato in materia sonora. Hagel abbandona ogni velleità corale per rifugiarsi in una stanza chiusa, dove il dark gothic rock si spoglia delle sovrastrutture moderne per riscoprire una freddezza elettronica che ammicca alla cold-wave e alle atmosfere cinematografiche degli anni ’90.
L’opera si sviluppa come un requiem lineare e senza speranza, inaugurato dal cinismo claustrofobico di “Black Thoughts”, dove la ripetizione lirica diventa una gabbia mentale specchio di un’alienazione sociale ormai irreversibile. Questo senso di asfissia si sposta poi sul piano dell’intimità violata in “Desperate Vows”, trasformando il concetto di devozione in una sostanza tossica che consuma chi resta ancorato al passato. Musicalmente, il disco mantiene una coerenza rigorosa, sorretta da beat corposi e synth dal sapore vintage che, pur sfiorando le sonorità di The Scarred People”, riescono a mantenere una spigolosità autentica, evitando la trappola di una produzione troppo levigata.
Il cuore del lavoro batte in scenari di distruzione collettiva e ciclicità inesorabile. Se “Ashes of the World” scatta un’istantanea brutale di un collasso post-bellico popolato da automi umani, la successiva “An Ever Turning Wheel” cristallizza l’idea di un destino che macina ogni preghiera in un movimento perpetuo verso l’oscurità. È una discesa che trova il suo compimento nella title-track, dove il tramonto dell’ecosistema naturale e quello dell’anima convergono in un ultimo, disperato contatto umano sotto un sole che sanguina cenere. L’epilogo è affidato alle frequenze eteree di “Dreaming of the Dead”, un brano che dissolve il confine tra veglia e lutto, suggerendo che il vero riposo sia un’illusione preclusa a chi porta ancora addosso il peso dei propri fantasmi. “Velarium” si impone così come un’opera densa e necessaria, capace di ricollegarsi alla tradizione gotica più pura senza risultarne una semplice imitazione.

Ultimi album di Ashen Sun

Band: Ashen Sun
Genere: Gothic 
Anno: 2026
70