Recensione: You Are Next

Di Andrea Bacigalupo - 23 Aprile 2024 - 8:30
You Are Next
Etichetta: Area Pirata
Genere: Punk  Rock 'n' Roll 
Anno: 2024
Nazione:
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70

La lista delle persone che vorresti veder morte! Non giriamoci intorno, ognuno di noi ne ha una, magari breve, magari composta da persone che non si conoscono direttamente ma che si pensa, comunque, che debbano morire: i tiranni che scatenano guerre e massacri, gli assassini di vittime innocenti, chi fa male ai bambini … e magari un po’ ce ne vergogniamo, perché, in fondo, questi pensieri ci fanno sentire quasi come loro. Ma è più forte di noi … c’è sempre qualcuno da odiare fino alla morte!

… Ecco … Mi hanno colpito inizialmente per il loro nome i Death Wishlist, punk band nata all’alba del 2023 a Viareggio ed al debutto discografico con ‘You Are Next’, disponibile dal 19 aprile di quest’anno tramite Area Pirata.

Devo dire che se non fosse per il loro monicker, ed anche perché ho visto ‘Margini’, film del 2022, che attraverso la storia di vita di una Punk Band di Grosseto riesce a dare una buona idea sia di quello che è il movimento della zona, anticonformista e che non riesce ad adeguarsi agli stereotipi, sia del contesto territoriale e sociale in cui si muove, forse i Death Wishlist mi sarebbero passati di fianco senza che me ne accorgessi.

Confesso: ascolto poco la musica Punk, quasi niente direi: qualcosa di Agnostic Front, Bad Brains, GBH, Gang Green, D.R.I., Bad Religion … e senza approfondire, più che altro band con sonorità affini al Thrash Metal, ed in comune con tante band Thrash i Deat Wishlist hanno le provocazioni: critiche sociali, considerazioni personali, attacchi ai politici ed ai religiosi … non ho, quindi, potuto fare a meno di ascoltare questo ‘You Are Next’: “Tu sei il prossimo”, più chiaro di così…

Ho perciò deciso di scrivere due righe su quest’album, basandomi solo sul suo ascolto e su quello che mi ha dato, senza l’esperienza per fare paragoni.

It’s Only Fuckin’ Rock ‘N’ Roll”: utilizzando un concetto un po’ alla Lemmy, così si riassume ‘You Are Next’.

Dieci pezzi tirati e crudi, carichi di quell’anima Punk che rende tutto schietto e sovversivo, ma con dentro anche un abbondante punta di Hard Rock stradaiolo che, da una parte, li “sgrezza”, dall’altra ne amplifica ulteriormente l’energia.

Il tiro privilegiato è quello veloce ma non velocissimo, con i brani che “rotolano” sfrenati senza raggiungere l’estremo, con una forma canzone classica dotata di melodie orecchiabili e canterine ed una voce ruvida e prepotente senza essere troppo disturbante.

Di fatto, la forza di questo disco è proprio la sua facile assimilazione: quasi tutti i brani rimangono bene in testa e ti fanno venir voglia di cantarli.

Qualche pezzo è più sfacciatamente Punk, come ‘Some Kind of Justice’, qualche altro è un po’ più solido, come la dura ‘Your Ego in Total Control’, mentre la sofferenza che scaturisce da ‘You Belong Me’ lo fa uscire dall’ordinario (non so perché, la sua carica mi ha fatto venire in mente Lenny Kravitz), in generale è tutto energico, spinto ed esplosivo, divertente e coinvolgente.

Buona la registrazione in presa diretta, che produce un sound grezzo ma non troppo sporco, senza tanti orpelli, stratificazioni (eccetto alcuni assoli per non indebolire la ritmica), doppie voci od altri riempimenti sonori ma neanche riverberi od ovattamenti affossanti, tutto suona onesto, gradevolmente live.

In più, si sente bene il pregevole lavoro asincrono delle chitarre: si usa dire che il punk “si può suonare con tre accordi” per identificare la sua caratteristica di essenzialità, beh! Qui ce ne sono un po’ di più …

Tirando le somme, per i motivi detti all’inizio, non riesco a fare paragoni, però direi che i Death Wishlist hanno dei buoni numeri e ‘You Are Next’ è un album concreto, che, pur non inventando niente di nuovo, dice parecchio. Intanto che aspettiamo il prossimo lavoro speriamo di riuscire a vederli dal vivo. Molto bravi!

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