Intervista Red Fang (Bryan Giles)

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Intervista Red Fang (Bryan Giles)

Quattro album in otto anni, vari tour a supporto di band importanti ed un grande numero di concerti.
Questo sono i Red Fang, band proveniente da Portland, Oregon, e dedita ad uno Stoner Metal estremamente coinvolgente e divertente.
In questi giorni sono in tour con i Mastodon e, pochi giorni prima della data italiana, abbiamo colto l'occasione per intervistare il chitarrista e cantante Bryan Giles.

Ciao Bryan, come stai?

Sto bene, grazie.

Avete iniziato questo tour con i Mastodon circa una settimana fa, come sta andando? Come sono I vostri rapporti con i Mastodon?

Sta andando molto bene, siamo già andati in tour con loro nel, mi pare, 2012 per un mese negli Stati Uniti ed andò molto bene; non avevano nessuno ad accompagnarli nel tour europeo e quindi ci chiesero di seguirli anche lì, rispondemmo subito, “Sì, cazzo!” perché era un’ottima opportunità per noi, un sacco di gente ci scoprì in quel contesto.

Poter essere di nuovo qui con loro è fantastico, loro sono bravissime persone, super ospitali, ti fanno sentire davvero a casa, quindi siamo contenti!

Essendo americani ovviamente avete suonato molto negli Stati Uniti, ma avete girato molto anche qui in Europa; quali sono le principali differenze tra i due continenti dal punto di vista di una band in tour?

Per noi, qui abbiamo un autista che è ottimo, negli Stati Uniti abbiamo un nostro furgone da 15 posti e facciamo a turno per guidarlo.
Qui è molto più comodo, abbiamo questo bus con 9 posti letto: in America se devi fare un lungo viaggio significa che ti devi svegliare presto, non dormi, ti aspetta una lunga giornata al volante e poi lo show, qui se ti dicono che ti aspetta un lungo viaggio pensi, “Bene, più tempo per riposare!”.
Questa direi che è la differenza più grande per me.

Il vostro ultimo album, “Only Ghosts”, è uscito un anno fa; avete suonato molto in suo supporto suonando dal vivo molte canzoni nuove, cosa pensi dell’album oggi?

Ne sono molto contento, al momento è il nostro album preferito, penso che ogni volta che pubblichiamo un nuovo album questo diventi il mio preferito perché rappresenta il tipo di musica che ci interessa in quel momento, ma mi piacciono tutti, sono tutti miei bambini, mi piacciono tutti per motivi diversi.

Per quest’album avete lavorato con Ross Robinson, un produttore noto principalmente per il suo lavoro con band Nu Metal, come mai l’avete scelto e com’è stato lavorare con lui?

Volevamo provare a registrar fuori dalla nostra città in modo da poterci concentrare ancora meglio sull’album, ne abbiamo parlato con la nostra manager in modo che potesse mettere insieme una lista di produttori che secondo lei avrebbero funzionato.
Ross è stato il primo con cui abbiamo parlato, è venuto ad incontrarci ed effettivamente per la sua esperienza col Nu Metal ho pensato, “Ehm, non so se sarà la persona adatta”, ma dopo averlo incontrato mi ha convinto, è una persona incredibilmente intensa, crede davvero nella musica, completamente, è quasi una religione per lui.
È stato fantastico, un’esperienza molto intensa che non scambierei per nulla al mondo.

Prima di “Only Ghosts” avete pubblicato un paio di EP con alcune cover; non avete pensato di includerne qualcuna anche nell’album?

Non l’abbiamo ancora fatto, io non sono completamente contrario, ma quando abbiamo scritto l’album volevamo concentrarci sul creare la nostra musica.
Le cover sono molto divertenti, penso che possano essere una gran cosa fintantoché cerchi di farci qualcosa di nuovo: se decidi di fare una canzone dei Motörhead e la fai uguale a come l’hanno fatta loro…che senso ha? L’hanno già fatta perfettamente loro, se la fai uguale non puoi che fare peggio.
Quindi a meno che tu non faccia una versione Reggae di ‘Ace of Spades’, una cosa che penso nessuno dovrebbe fare, un’idea terribile [ride]…ma, insomma, hai capito quello che dico.

Come dicevo prima avete suonato molto in supporto al nuovo album, ma avete suonato molto dal vivo per tutta la vostra carriera. Quali sono le sfide più grandi di andare in tour così tanto, o del andare in tour in generale?

Penso che la cosa più difficile avendo due vite diverse, la vita a casa e quella on the road, a volte sia difficile passare dall’una all’altra, quando sei on the road ti manca casa e tutte le piccole comodità, ma dopo che sei stato un mese in tour e torni a casa ti sembra di sentirti nel corpo di un altro perché le tue giornate diventano così radicalmente diverse.
Io amo questa vita, ho una moglie che mi supporta molto, se passo troppo tempo a casa mi chiede, “Non dovresti essere in tour?”, penso che gli piaccia quando sparisco per un po’ [ride].

Tre anni fa avete suonato al famoso Late Show with David Letterman; come Letterman stesso disse presentandovi, quello è stato il vostro debutto in televisione, quindi immagino sia stato un momento molto significativo per la band, com’è stata quell’esperienza?

Oh, è stato…terrificante per me, mi piace fare un’analogia dicendo che è come essere in coda per le montagne russe: sei terrorizzato ma non appena il giro è finito pensi, “Voglio farlo di nuovo!”.
È stato molto divertente, penso che la conseguenza più grande che ha avuto su di me è che mia mamma ha potuto vantarsi del fatto che suo figlio è stato in tv.

Mentre, soprattutto nel Metal, molti musicisti cercano di mantenere un’immagine molto serie, per voi è sempre stato l’opposto, in particolare nei vostri video.
Si tratta semplicemente di un diverso tipo di “personaggio” che vi siete costruiti, o è chi sono davvero i Red Fang, cazzoni e ribelli?

Be’, la maggior parte di quei video sono prodotti da Whitey McConnaughy, lui se ne esce con le idee e gira i video, sono molto divertenti da fare.
Sì, lui se ne esce con le idee e cerca di trovare un abbinamento tra queste idee e le band che sarebbero più adatte per portarle sullo schermo; penso che abbia vagamente modellato i personaggi di quei video sulle nostre personalità perché, sai, cazzeggiamo parecchio, è difficile trovarci in un momento serio perché, onestamente, quando sei on the road vuoi mantenere un’atmosfera rilassata, non vuoi parlare di cose deprimenti nel furgone tutto il giorno.
Quelli dei video sono personaggi, però potremmo dire che sono vagamente basati su di noi, sì.

Parlando di video, il video di “Wires” è uno dei video musicali più divertenti che conosca.
Come vi è venuta l’idea, c’è sempre lo zampino di McConnaughy? Ed è costato davvero 5000$?

Quella è sempre stata un’idea di Whitey, ce ne ha parlato e gli ho detto subito, “È fantastico, mi dici che devo distruggere roba con un’auto, grandioso!” [ride].
È stato molto divertente ed è costato considerevolmente di più di 5000$, se avessimo cercato di fare tutte quelle cose senza fare un video avrebbe potuto essere una somma di denaro accurata, ma fare un video non è una cosa economica…

Stavo guardando la vostra discografia e ho notato che, tra album, singoli ed EP, da quando avete cominciato non è passato anno senza che non pubblicaste qualcosa.
Questo è il primo anno in cui, per l’appunto, non esce niente targato Red Fang, possiamo aspettarci qualcosa per l’anno prossimo?

Sì, abbiamo registrato un 7” che contiene una canzone nuova e una cover, sarà pubblicato in collaborazione con la Bacon Skateboards…o Snowboards, cazzo, penso Snowboards…Skateboards? Cazzo, in ogni caso, comunque si chiamino [Bacon Skateboards N.D.R.] è un’iniziativa per beneficienza, compri il disco insieme ad uno skateboard.
Avrebbe dovuto uscire quest’anno ma le attese perché un disco venga stampato a volte possono essere davvero lunghe, comunque, all’inizio del prossimo anno dovrebbe finalmente uscire.

Questa era la mia ultima domanda, grazie della disponibilità e ti lascio questo spazio per salutare i nostri lettori.

 Stay safe!