Recensione: Addicted

Di Alberto Fittarelli - 13 Dicembre 2009 - 0:00
Addicted
Etichetta:
Genere:
Anno: 2009
Nazione:
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82

Possiamo anche evitare di ricordare quanto sia folle la mente di Devin Townsend: al di là della sua non semplice storia personale, come facciamo a definire un musicista che sforna un disco ogni 6 mesi e mantiene la qualità altissima?

Sì, perché il Devin Townsend Project – così timbra ora i propri dischi – ha scodellato due dischi nel solo 2009, diversissimi tra loro, eppure entrambi splendidi. Ki non toccava nemmeno da lontano il metal, appoggiandosi a certo pop/ambient psichedelico e vicino addirittura alla new wave… eppure era piaciuto a tanti, tanti metallari accaniti e fanatici del suo modo di vedere il mondo e cantarlo, prima che di un genere musicale definito.
Addicted torna oggi a rassicurare invece chi del volto metal di Devin non può proprio fare a meno. Descritto dal suo creatore come “un misto tra gli Ocean Machine e l’album Physicist” (due dei suoi progetti più riusciti), questo disco si prende l’ingrato compito di far compiere il passo del gambero a Townsend, tornando per la prima volta indietro a soluzioni già sperimentate in precedenza.

Ma, visto che sappiamo bene quanto questo sia alieno alla personalità del canadese pazzo, secondo voi ci è riuscito pedissequamente? Ovviamente no. Addiction è un album che contiene anche molto di nuovo.

Prima di tutto, e lo si sente sin dalle prime note della title-track che apre l’album: Addiction è un album assolutamente solare. Non molle, non fiacco, solare. Le emozioni che esprime sono (quasi) totalmente positive, leggere, e la melodia sostenuta dal muro di chitarre e batteria non fa che enfatizzarne l’ampiezza. In questo senso, la potenza di suono serve solo a convogliare l’energia, come ci dice lo stesso Devin, “la quantità di vita che volevo contenere in quest’album”.
A onor del vero dobbiamo anche dire che la pur ottima Addicted! non è il capolavoro dell’album: retta da uno dei tanti ritornelli perfetti che adornano il disco, si basa sostanzialmente su un riff basilare e cadenzato, lasciando le soluzioni chitarristiche migliori ai pezzi seguenti.

Universe in a ball! (i punti esclamativi sono d’obbligo per tutti i brani, e ritorniamo al discorso della vitalità portata al massimo possibile) già mette in luce maggiormente il grandioso drumming di un session di lusso – seppur ancora poco conosciuto – come Ryan Van Poederooyen, affezionato collaboratore del nostro Devin. Ma è con Bend it like Bender! che l’album esplode davvero in tutte le sue potenzialità: una strofa “normale”, quasi anonima, lascia improvvisamente spazio a un ritornello pop/dance (!!!) dove la voce della ancora fantastica (se i pezzi sono quelli giusti) Anneke van Giersbergen (ex-The Gathering, come sa chiunque). Un chorus da cantare, un beat di batteria da ballare, e saluti al metallaro duro e puro. Eppure, forse il capolavoro dell’album: un pezzo totalmente asservito al suo refrain, tanto che le parti che lo intervallano sono ridotte al minimo strumentale e vocale (Devin interviene solo in background) ma che non riesce a stufare.
E ora che l’album è definitivamente sbocciato e Anneke con esso, la seguente Supercrush! non fa che confermarne la qualità: mid-tempo di respiro cosmico, con una strofa da brividi della olandese e il contrasto con la voce di Devin sul ritornello. Cassa e basso pulsante fanno il resto, insieme a delle tastiere quasi “disneyane” (e se fa sorridere leggerlo, aspettate di aver sentito come il tutto suoni bene nell’insieme!).

Altri gioielli del disco sono brani come Resolve!, uno dei più vicini al pop/metal di Physicist, con qualche accento prog che in questo caso male non fa, e di nuovo con un ritornello vincente cantato in coppia; e soprattutto la ballata In-Ah!, dove Devin torna a prendere possesso totale del microfono e a toccare la corde giuste con poche note e un testo elementare. L’uovo di colombo, insomma.

Addicted è quindi, banalmente, il solito gioiello di Devin Townsend: cambia leggermente moniker, cambia ospiti, ma tale resta. Il suo acquisto è un imperativo morale, goderne è un diritto fondamentale.

Alberto ‘Hellbound’ Fittarelli

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Tracklist:

1.    Addicted!    05:36    
2.    Universe in a Ball!    04:09    
3.    Bend It Like Bender!    03:37    
4.    Supercrush!    05:13    
5.    Hyperdrive!    03:36
6.    Resolve!        03:12    
7.    Ih-ah!        03:45    
8.    The Way Home!    03:14    
9.    Numbered!    04:55    
10.    Awake!        09:44    

Line-up:

Devin Townsend – Vocals, Guitar
Anneke van Giersbergen – Vocals
Mark Cimino – Guitar
Brian Waddell – Bass
Ryan Van Poederooyen – Drums

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