Recensione: Radio Neurora

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Stopper 72 è il monicker dietro il quale si cela Gabriele Colandrea, chitarrista e polistrumentista romano.
Colandrea era un componente, a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, della band La Claque di Dafne, la quale proponeva un ombroso ed affascinante post-punk molto vicino alle migliori suggestioni del decennio precedente, testimoniato dal mini LP “Fonetica Libera Trance” del 1996. Il meglio della loro espressione artistica è raccolto anche in “Drei”, CD pubblicato del 2010.

Stopper 72 è, invece, un progetto strumentale costituito da tracce che, nell’omonimo lavoro del 2006, fanno già intravedere influenze  composite che vanno dall’elettronica alla psichedelia , pur  mantenendo qui  echi della new wave cara alla Claque.
Con “Roibeard” del 2013, Stopper 72 si muove più decisamente verso una musica libera dagli schemi,  percorrendo sentieri più sperimentali che, spesso, si protendono verso suggestioni progressive (intesa qui, sia chiaro, come musica non prigioniera di alcuno steccato e ben lontana da certi narcisismi estetici e strumentali in cui talora tale genere indulge).
 

Il recente “Radio Neurora”, infine, è il lavoro più maturo di Gabriele, e prosegue ed affina le suggestioni del predecessore, affascinando l’ascoltatore con  cinque brani di grande atmosfera e ricchi di spunti creativi ed originali, tutti giocati sull’ alternanza di suoni ora rarefatti ora pieni,  di ombre sonore  e improvvise esplosioni di luce.

Esempi paradigmatici di quanto sopra descritto sono La Mia Autopsia (nella quale ad arpeggi iniziali seguono un’esplosione sonora arrembante e carica di tensione, ma anche momenti più liquidi, con echi post-rock e progressive) e Quando Grondavo Idee (in cui suoni di radio e di voci, atmosfere elettroniche sospese e ambient ed arpeggi elettrici dagli umori wave, s’avvicendano con esplosioni sonoro incentrate sulla chitarra elettrica).

Tra i brani più interessanti del lotto troviamo La Felicità T'Insegue Con Un'Accetta In Mano, (lungo ed articolato, nel quale s’evidenziano i suoni tesi e a volte quasi volutamente disturbanti di basso e chitarra e in cui, tra suoni avantgarde,  elettronica, percussioni ed echi di voci parlanti, ecco che la chitarra insegue un assolo psichedelico e quasi classic rock ), e Il Nulla ad Ostia  (nella quale convivono ancora wave, prog e avantgarde con momenti grintosi e addirittura prog-metal).

All’energia di Il Nulla ad Ostia si contrappone, peraltro, la leggiadria di Quattro Inverni, tutta giocata su arpeggi e rarefazione.

“Radio Neurora” è, in definita, un album intelligente, mai banale (anche i titoli dei brani sono da incorniciare, al pari della confezione particolarmente curata), ricco di spunti e che, pur grondando idee (per citare un titolo del CD) non convenzionali, resta comunque piacevole ed atmosferico all’ascolto, perlomeno di orecchie allenate ai suoni “altri” .


Francesco Maraglino


 

 
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