Recensione: Cataclism
LORD CRUCIFIER are a ‘non-Satanic’ trio of Italian descent, currently based in the hellhole known as… Halifax! They play ‘Psychich Metal’ and write songs about incest and child murder
Quanto sopra apparve a mo’ di presentazione del gruppo italiano sulla bibbia Kerrang! che dedicò alla band un’intera pagina, nella seconda metà degli anni Ottanta, cosa non poi così usuale, all’epoca, per una rivista sciovinista come quella inglese.
Formazione dal passato oscuro, si formò alle nostre latitudini nel 1983 con il moniker Haze. Agli inizi si limitarono a scopiazzare gli idoli dell’epoca, ossia Black Sabbath e Judas Priest. Poi però avvenne la chiamata dagli inferi e sterzarono verso l’estremo, che portò anche al cambio del nome, per l’appunto Lord Crucifier, nulla di associabile né a Satana né all’occultismo ma semplicemente un moniker dal significato anti religioso.
Il Belpaese stava loro stretto, però, così come i nomi di battesimo, che resteranno ignoti. Si presentarono infatti sempre come Kar Mein (basso), Hun Gree (batteria), Cozy Spike (voce, chitarra). Nel 1985 presero armi e bagagli e si trasferirono in maniera definitiva in Inghilterra, precisamente ad Halifax nello Yorkshire, non di certo la città più allegra del mondo né la più ospitale, zona che per la cronaca darà poi i Natali ai Paradise Lost intorno al 1988.
Così ricorda quei primi momenti Kar Mein:
“This is a totally fucked up, shitty place. Halifax is just full of wankers and drunks. It was very hard for us”.
I ‘Crucifier non si fecero prendere dallo sconforto, però, e reagirono alla grande, lavorando per autosostenersi in varie forme, anche in strutture a supporto degli handicappati, secondo lo schema previsto dal Governo inglese. Allacciarono inoltre una fruttuosa frequentazione con il chitarrista Adam Lehan, che militerà negli poi negli Acid Reign e nei Cathedral di Lee Dorrian.
Ad Halifax faceva un freddo boia, talvolta non riuscivano nemmeno a imbracciare gli strumenti per le prove ma non mollarono il colpo. Alcuni demo e un disco ufficiale segnarono la loro traiettoria artistica per poi consegnarli per sempre all’oblio, inghiottiti dalle stesse fitte nebbie che li avevano generati, testimoni di un passato alquanto misterioso ma poggiante su di una storia con i controcolleoni. Di loro resteranno per sempre gli esordi di marca Thrash Black ruvida assimilabili a Venom, Bulldozer e Celtic Frost e le successive mutazioni verso soluzioni maggiormente strutturate che li porteranno a definire il loro genere Psychich Metal (Psychotic Thrash Metal), proprio dome fece Kerrang! per descriverli.
F.O.A.D. Records, inimitabile etichetta capace di dar luce alle gemme dimenticate della musica dura ha riesumato i Lord Crucifier in modalità sontuosa: dentro un doppio Lp in confezione gatefold ha racchiuso 18 tracce così suddivise: Cataclism Demo (1985), Myra’s Tape (1987), Who Do You Trust (1989) e tre inediti facenti parte del rehearsal/demo (1990). In buona sostanza tutto quanto inciso su demo dal gruppo. Come da tradizione della label piemontese, ad accompagnare il tutto un libro formato 30×21 centimetri di 24 pagine a colori allestito da Rich M. Walker (The Metalchemist), una vera e propria chicca contenente rare foto, flyer, manifesti di concerti ma soprattutto tantissime interviste alla band tratte da fanzine e magazine ufficiali.
Stefano “Steven Rich” Ricetti
