Live report: Machine Head @ Alcatraz (MI) – 22/04/2026

Di Martina L'Insalata - 11 Maggio 2026 - 13:17
Live report: Machine Head @ Alcatraz (MI) – 22/04/2026

È ancora giorno quando siamo pronti per entrare all’Alcatraz per i Machine Head: headliner e unici artisti della serata, tornano nel nostro Paese per un tour speciale, dal titolo An Evening With Machine Head, volto a celebrare i trentacinque anni di carriera.

Sembra tutto fin troppo tranquillo, finché non si inizia a fare sul serio: la band sale sul palco accompagnata da Bohemian Rhapsody in sottofondo e dà il via con Imperium, seguita da Ten Ton Hammer. Il parterre si riempie man mano e il circle pit resta coraggiosamente aperto da inizio a fine concerto: il pubblico è in gran forma tanto quanto la band, e reggere ben tre ore di concerto suonando, saltando e pogando non è decisamente da tutti.

Dopo Choke On the Ashes of Your Hate e Now We Die è la volta di The Blood, The Sweat, The Tears direttamente dal terzo disco The Burning Red: la scaletta sembra proprio voler toccare diversi punti della carriera della band senza lasciare nulla al caso, Robb Flynn alla voce non delude in alcun modo e tutti i partecipanti rispondono attivamente, pensi non possano fare meglio di così ma non sai che la canzone successiva è Is There Anybody Out There? ed è pieno delirio.

In effetti, benché il pubblico dei concerti a cui assisto risulta sempre piuttosto sul pezzo, non ricordo di aver visto mai un pubblico davvero così libero ultimamente, occupato al telefono giusto per poter avere un paio di video ricordo e nulla più, pronti ad abbracciarsi, saltarsi addosso, cantarsi in faccia. Sembra un dettaglio marginale ma a fare la bellezza del concerto è anche questo: non è così semplice reggere concerti di tre ore, che sia sopra o sotto il palco. Il tempo ci sfugge dalle mani, l’internet ci distrae e la quotidianità ci consuma, eppure sembra che niente di tutto questo possa scalfire il pubblico fedele di questa band americana.

Mentre rifletto sul fatto che dovremmo far partire il pogo tutto al femminile come prossimo trend musicale, la band suona This Is The End, Exhale The Vile – per la prima volta dal 2022, Slaughter The Martyr dedicata a Dimebag Darrell e una canzone scelta dai fan sul momento, aka Aesthetics of Hate. Lo show prosegue liscio tra un bicchiere di birra e l’altro ed è ammirevole vedere che le pause fatte dalla band sono relativamente poche rispetto al livello proposto sul palco.

Dopo Game Over, una special guest sul palco: Helena Kotina, chitarrista del gruppo thrash Nervosa, raggiunge la band per ØUTSIDER – dall’ultimo disco in studio Unatoned, mentre dopo Locust e BØNESCRAPER arriva il momento acustico di Circle The Drain e Darkness Within, di cui viene sottolineato il significato che vede la musica come forza naturale in aiuto nei momenti più bui e che il pubblico sussurra rispettosamente. Siamo quasi alla fine del set e vengono proposte Catharsis, Bulldozer, From This Day e Davidian una dopo l’altra, con un’energia infinita e sorprendente per essere un classico mercoledì sera.

L’encore è affidato a Halo, introdotta dal riff di Iron Man: “senza i Black Sabbath non ci sarebbero i Machine Head”, dichiara Robb Flynn, e non potremmo che essere d’accordo. La celebrazione del metal di questa sera si chiude così, tra le certezze che solo la musica può regalarci: “se vi sentite persi o soli, guardatevi attorno questa sera. Non ci salveranno i milionari, ma possiamo salvarci a vicenda”.