Intervista Treat (Anders Wikström)

Questa volta di poche parole, il leader dei Treat, Anders Wikström, preferisce probabilmente far parlare la sua straordinaria musica in luogo di inutili frasi ad effetto.
Lo abbiamo comunque intercettato per qualche breve dichiarazione al riguardo del nuovo album “The Wild Card”.
Al solito, nel ristrettissimo novero delle migliori uscite dell’anno.

Intervista a cura di Fabio Vellata
Ciao Anders, sono Fabio Vellata di www.Truemetal.it. Sono davvero felice di intervistarti di nuovo dopo l’occasione avuta nel 2022, epoca di “Endgame”. Siete da sempre tra le mie band preferite e con “Wild Card” avete confermato il vostro status di assoluti maestri del melodic rock.
Posso facilmente dire che il vostro album è, secondo me, uno dei più credibili candidati al titolo di disco dell’anno.
Parliamone. Quali sono i temi e gli argomenti che affrontate questa volta?
Robetta leggera…vita, amore e la storia della band fino ad ora!
Il clown in copertina non sembra una figura particolarmente rassicurante. Come si lega al titolo e ai temi dell’album?
Il giullare in copertina è nato dopo aver deciso il titolo: The Wild Card. Era una battuta sul fatto che alcune persone pensavano ci saremmo sciolti proprio dopo l’album The Endgame. In realtà avevamo ancora un asso nella manica! È semplicemente una figura interessante e secondo noi si presta benissimo per la copertina!
Leggendo le note del disco, ho scoperto che “Wild Card” è il vostro primo album con una vera linea temporale. Vuoi raccontarcela?
Sì, la storia inizia in realtà con “Adam & Evil”, che parla della mia infanzia. “1985” è una breve storia di quell’anno, molto importante nella carriera della band. “One minute to breathe” è una celebrazione di tutte le persone che ci sono state vicine negli anni e che ora non ci sono più. La timeline è inserita in modo sottile in tutte le canzoni, anche se non in ordine cronologico.
In effetti ci sono brani davvero ben costruiti lungo tutta la scaletta. Dopo così tanti anni di carriera, come trovate ancora l’ispirazione e le idee per creare melodie vincenti e di facile ascolto? Avete un modo di lavorare preciso e sistematico per ottenere questi risultati, oppure è tutta questione di istinto ed esperienza?
Molto istinto ed esperienza… ma io scrivo canzoni continuamente, registro demo per conto mio e quando ho i brani principali e abbastanza materiale decidiamo di fare un album. Niente di unico, ma tanto lavoro!
Cosa ti motiva e ti appassiona a continuare a creare e suonare musica?
Prima di tutto sono un autore di canzoni. E probabilmente è il mio più grande amore dopo i miei figli e mia moglie…amore puro.
E come metti in pratica tutto? Quali strumenti sono essenziali per il tuo processo creativo?
Chitarre, tastiere, microfoni per la voce e il mio home studio, dove lavoro tutti i giorni…
E come catturi le idee iniziali o l’ispirazione quando arriva? Le annoti, le registri?
Registro tutte le idee sull’iPhone, semplicemente così.
Preferisci scrivere da solo o collaborare con altri? Com’è il processo?
Faccio entrambe le cose, a volte invio idee a collaboratori e sviluppiamo insieme, a volte scrivo tutto da solo.
Hai mai scritto brani con altri artisti?
Oh sì, molte volte. Ho fatto collaborazioni con altri artisti sin dalla fine degli anni ’90.
Quali sono stati i momenti chiave della tua carriera che ti hanno formato come artista?
Posso citarti gli album che per me sono stati fondamentali: “Sweet Fanny Adams”- The Sweet, “Sheer Heart Attack” – Queen, i debutti di Kiss, Van Halen e Boston, Def Leppard – “Pyromania”. E tra i brani, “Life on Mars” di David Bowie.

Senti…qual è la tua opinione sull’intelligenza artificiale applicata alla musica? Pensi che possa essere utile in qualche modo, oppure la consideri, come molti, qualcosa da evitare assolutamente?
È un po’ caotico ora capirci qualcosa, ma sarà uno strumento utile per molte cose nella società futura. Il mio processo creativo però è la ragione per cui faccio questo mestiere, quindi non chiederò mai all’AI di scrivermi una canzone!
Siete riconosciuti come musicisti eccellenti e molto abili. Ci sono tecniche o esercizi che hai trovato particolarmente utili nel tuo sviluppo come strumentista?
Semplice! Provare e riprovare, tanto!
Ci sono musicisti o strumentisti che hanno particolarmente ispirato o influenzato il tuo stile?
Due su tutti, Michael Schenker ed Eddie Van Halen.
In passato mi dicevi che avete realizzato le reissue di alcuni album storici. Eppure c’è n’è sempre uno nella vostra discografia che è quasi impossibile da trovare o si vende solo a prezzi altissimi. Il self-titled del 1992 con Mats Leven alla voce. Quello avete mai pensato di ristamparlo, oppure preferite lasciarlo nel limbo, sebbene resti un ottimo album?
Non possiamo ancora ripubblicarlo da soli, dobbiamo risolvere i diritti sul master di quell’album prima…
Se potessi immaginare il futuro, fra dieci anni, come ti vedi musicalmente e personalmente?
Spero di poter continuare a fare quello che faccio oggi…nulla di più…
Domanda strana. Se non fossi diventato un musicista, cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita?
L’architetto: sono affascinato da chi progetta e lavora nel campo dell’architettura.
Qual è il messaggio o la sensazione più importante che vuoi trasmettere con la tua musica?
Scrivo molto usando metafore, ma parlo di tutte le cose belle: amore, gioia e la vita in generale.
Grazie mille per il tuo tempo!
Grazie a te a presto!
Discografia Treat
- Scratch and Bite
- The Pleasure Principle
- Dreamhunter
- Organized Crime
- Treat
- Coup de Grace
- Ghost of Graceland
- Tunguska
- The Endgame
- The Wild Card


