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Intervista Within Temptation (Sharon den Adel)

Di Davide Sciaky - 5 Dicembre 2020 - 11:31
Intervista Within Temptation (Sharon den Adel)

Intervista a cura di Davide Sciaky 

Ciao, come stai?

Tutto bene, grazie, tu?

Bene anch’io, grazie. Scusa se non accendo la webcam ma non ho dormito molto, sono stata in piedi fino a tardi ieri a leggere tutto quello che la gente diceva sul nostro nuovo video [ride].

Comprensibilmente ah ah! Allora cominciamo proprio dalla nuova canzone, ‘The Purge’. L’avete pubblicata un paio di settimane fa, com’è stata la risposta del pubblico?

Molto buono, soprattutto da chi… sai, la canzone ha un sound più tradizionalmente Within Temptation, quindi tanti sono molto felici di sentire una canzone più nello stile classico dei Within Temptation, più epica, dal ritmo più veloce, magari un po’ misteriosa, insomma con gli elementi che ci si può aspettare dalla band.
‘Entertain You‘ era una canzone molto diretta, e mi piace molto anche quella, ovviamente va a gusti e anche per ‘Entertain You‘ abbiamo sentito molti pareri positivi, ma abbiamo visto fan diversi rispondere a quella canzone.
Ci sono fan diversi che apprezzano di più alcune canzoni o altre a seconda del loro stile.

 

Mi racconti di cosa parla il testo?

Se devo dirlo in una parola, parla di autoriflessione.
Parla della purificazione della mente, dell’anima, in un certo senso, parla delle scelte più grosse che uno può dover affrontare nella propria vita e della riflessione che si fa a posteriori su queste scelte.
Dell’accettare che prendendo certe decisioni ci possono essere delle conseguenze negative, anche se non erano nelle tue intenzioni, e bisogna quindi comprendere questa cosa per poter andare avanti.
Quindi la canzone parla di questo, di una sorta di purificazione mentale della propria vita.

 

Come hai detto prima, avete pubblicato giusto ieri, appena in tempo per questa intervista, il video di ‘The Purge’. Quali sono le sfide del filmare un video durante la pandemia?

Tutti quanti devono arrivare separatamente [ride].
E poi non ci sono molte persone sul set, quindi tante cose devi farle da solo.
Poi c’era una make-up artist che ovviamente aveva una mascherina, quindi non sempre era facile capire quello che diceva [ride] queste cose, poi anche il regista era molto lontano.
Il set era molto silenzioso, normalmente c’è un sacco di gente in giro che viene a dare un’occhiata, mentre questa volta poche persone avevano l’autorizzazione per stare lì e comunque tutti dovevano rimanere distanziati.

 

Questo è il secondo singolo che pubblicate quest’anno dopo ‘Entertain You’. Sono singoli indipendenti o faranno parte del prossimo album? E state lavorando al prossimo album?

Attualmente non stiamo lavorando al nuovo album ma presto lavoreremo ad altre canzoni.
Non siamo sicuri di cosa sarà sul nuovo album, probabilmente queste canzoni ci saranno perché rappresentano dei sentimenti che in questo momento sono importanti per noi come band, e rappresentano anche noi stessi.
Quindi, penso che queste canzoni saranno sull’album, ma la nostra idea, che abbiamo cominciato a maturare anche prima della pandemia, è quella di pubblicare canzoni un po’ più rapidamente anche senza un album in modo da poterlo fare più rapidamente.
Spesso in passato abbiamo scritto canzoni che hanno dovuto aspettare magari due anni per venire pubblicate una volta che l’album era pronto, quindi magari la canzone per cui eri molto esaltato rimane lì ad aspettare e quando finalmente esce ha perso parte della rilevanza che aveva nel momento in cui è stata scritta.
Quindi a volte è bello pubblicare canzoni senza tante attese, vicini al momento in cui sono state scritte e in cui si provano certe sensazioni.

 

Parlando di questo, una volta la musica era più costretta nel formato album, pubblicare album era sostanzialmente l’unico modo di pubblicare nuova musica, mentre negli ultimi anni, prima nel Pop ma ora anche nel Rock e nel Metal, si sta diffondendo l’abitudine di pubblicare unicamente canzoni singole.
Pensi che il formato album sia una cosa del passato destinata a scomparire?

Onestamente sì, penso che sia così.
Ci sono tanti motivi per cui si è arrivati a questo punto, ovviamente è una cosa che funziona bene con lo streaming, quella è una grossa differenza col passato che costringe a muoversi più rapidamente ed in generale in un modo diverso rispetto ad allora.
Penso che questo sistema sia più moderno.
Penso che alcuni nostri fan apprezzino ancora il formato fisico quindi continueremo sicuramente a pubblicare album in CD o in vinile, almeno in uno dei due formati, io stessa sono una collezionista di vinile e quindi mi piace poter avere in mano un disco.
Ma penso che il concetto in sé di album sia un po’ superato e credo che col tempo finirà per scomparire.

So che ‘Entertain You’ parla dell’essere diversi e di come sia okay essere diversi. Penso che sia un bellissimo messaggio, ma a volte andando su internet si trova gente che si lamenta non appena una band parla della nostra società, un po’ come fate voi con questo pezzo, o di politica. Cosa ne pensi, i musicisti dovrebbero “pensare solo alla musica”?

Penso che noi in quanto artisti, e questo vale per qualunque tipo di artista, scultori, pittori… penso che l’arte rifletta quello che succede nella società e se ci sono problemi sociali che impattano la vita di noi tutti è importante che gli artisti, i musicisti parlino di ciò perché è qualcosa che ci tocca tutti allo stesso modo.
Sono d’accordo che gli artisti non dovrebbero dire a chi li segue cosa fare, ma credo che sia importante far pensare e riflettere la gente, pensare per poter fare scelte ragionate.
Tante persone non sono fan della politica, e io sono tra queste [ride] non mi piace, odio la politica, ma è qualcosa che influenza la vita di noi tutti, è qualcosa che può anche limitare la nostra vita quindi penso che sia normale che musicisti, pittori, chiunque faccia un qualche tipo di lavoro creativo, si esprima a riguardo perché anche loro sono persone e anche loro ne sono toccati.
Personalmente io non dico a nessuno cosa fare, spero solo che, ad esempio quello che ho fatto con gli Stati Uniti è dire che speravo che la gente andasse a votare in modo che la loro voce fosse ascoltata. L’importante è che uno capisca qual è la scelta migliore per sé e che agisca di conseguenza in modo che in futuro non si penta sapendo che avrebbe potuto fare la differenza votando.
Quando io parlo di politica lo faccio solo per far pensare la gente, non per dir loro cosa pensare.

 

Con il vostro ultimo album, “Resist”, il vostro sound si è evoluto e avete usato più che in passato dei suoni più elettronici. Nel Metal spesso i fan sono molto conservatori, avete mai temuto che questa nuova direzione potesse inimicarvi una parte dei vostri fan?

Sai, questa questione esce ad ogni nuovo album, pure con “Enter” c’è chi ha detto, “Oddio, non potete cambiare così, dove sono i growl?”.
Ogni volta è la stessa storia perché la gente collega i propri ricordi e anche la propria identità in un periodo anche alla musica che ascolta, è logico, ed è lo stesso per me, se mi chiedi chi sono i miei idoli si tratta delle stesse band che ascoltavo crescendo; o, se penso ad un periodo particolarmente difficile che ho attraversato, la musica è ciò che mi ha aiutato a superarlo, quindi certi album sono estremamente preziosi per me e nessuno dovrebbe mai toccarli [ride].
La musica è preziosa e sacra per me, ma una band deve essere sé stessa, deve evolversi seguendo il proprio istinto e ciò che li ispira e questo può influenzare anche le sonorità della musica.
E’ una discussione complicata perché da un lato neanch’io voglio cambiare, ma dall’altro se voglio mantenere le cose interessanti per me, se voglio creare qualcosa di nuovo mi devo evolvere. Magari non sempre è la direzione giusta, ma c’è sempre l’album successivo per poter correggere il tiro.
L’importante è continuare ad esplorare nuove strade, questo è quello che facciamo.

 

Tu e i Within Temptation siete spesso nominati quando si parla di “Female fronted Metal”. Personalmente devo dirti che non sono un grande fan del termine perché capisco le intenzioni, so che per tanto tempo non c’erano molte musiciste donne nel Metal e quindi si vuole celebrare questo cambiamento e promuovere l’uguaglianza, ma allo stesso tempo mi sembra un po’ riduttivo verso gli altri membri della band, e mi sembra che sia un po’ come dire “Ehi, guarda qui, c’è una donna nella band” come un feticcio, quando forse sarebbe meglio concentrarsi sul talento e dire, “Ehi, hai visto questa cantante? È davvero brava!”, non so se mi spiego. Tu cosa ne pensi di questo termine?

Penso che tu abbia ragione quando dici che risale ad un periodo in cui non c’erano tante donne; quando abbiamo iniziato noi non c’erano tante band con cantanti donne, quindi all’epoca ci chiamavano “female fronted” perché era l’elemento comune, e lo è tuttora, ma non dice niente sulla musica in sé perché se guardi le band di cui si parla, le band chiamate “female fronted”, sono molto diverse le une dalle altre.
Anche se guardi noi e i Nightwish, siamo come il giorno e la notte, è sempre stato così, anche tra noi e gli Evanescence, ovviamente c’è un lato più pesante, un lato più misterioso, ma ognuno di noi crea musica così diversa che non ha troppo senso inserirci in una stessa categoria, secondo me.
Capisco perché qualcuno lo usi, forse si collega anche al modo in cui ci presentiamo sul palco, ma siamo comunque tutti così diversi.
Penso che oggi il termine “female fronted” sia desueto perché ci sono così tante band con una cantante donna, e non sono solo cantanti, ci sono anche chitarriste, bassiste e via dicendo.
“Female fronted” si riferisce solo alle cantanti come se non fossimo in grado di suonare strumenti, mentre conosco musiciste fantastiche, come Jen Majura degli Evanescence, è una chitarrista, ma ovviamente se parli di “female fronted” parli della cantante, non ci si riferisce agli altri musicisti.
Quindi sono assolutamente d’accordo con te, e devo dirti che io – e parlo esclusivamente di me stessa perché so che ci sono tante donne che hanno fatto fatica a farsi prendere sul serio – ma io non ho mai avuto problemi con gente che mi ha trattato male o diversamente in quanto donna, per qualche motivo non è mai successo, non so neanch’io perché! [Ride].
Sono sempre stata considerata “una dei ragazzi”, non ci sono mai stati problemi, io ho sempre guardato gli altri musicisti come pari e mi sono sempre sentita considerata alla pari.
Crescendo vedevo Prince che aveva Sheila E. alla batteria e Candy Dulfer al sassofono, non ho mai percepito delle restrizioni che mi impedissero di essere una musicista, anche se ovviamente all’epoca non c’erano molte donne nel Metal.
La cosa che è ancora utile del termine “female fronted” è ricordare che ci sono ancora poche donne nel Metal rispetto agli uomini e penso che sia importante ricordarlo ogni tanto in modo che le ragazze crescendo possano essere ispirate ad andare a creare della musica fantastica.
Sono d’accordo che il termine è obsoleto perché ci sono più donne di una volta, ma ce ne sono ancora molte meno rispetto agli uomini, se siamo il 10% è tanto. Non so se sei d’accordo.

Sono assolutamente d’accordo con te, e mi hai fatto realizzare che c’è stato un grande focus sulle cantanti, oggi una ragazza può avere tantissimi modelli come te, Cristina Scabbia, Tarja e tante altre, ma si parla poco di strumentiste donne.

Sì, ed è strano perché i Delain avevano una bassista [i Delain non hanno mai avuto una bassista, forse Sharon si è confusa con l’ex chitarrista Merel Bechtold N.D.R.], gli Evanescence hanno Jen Majura, come dicevo, quindi sarebbe bello se i media e compagnia enfatizzassero un po’ di più anche il loro ruolo perché è importante che le ragazze crescendo si rendano conto che possono diventare quello che vogliono.
Per noi in Europa magari è anche più semplice, ma ci sono molti altri posti dove alle donne non è permesso fare niente, ci sono Paesi in cui le donne hanno appena guadagnato il diritto di prendere la patente!
Internet è un fenomeno globale, quindi per tutte le ragazze che hanno accesso ad Internet, anche in paesi dove non hanno diritti, è importante poter avere questi modelli.
Magari sarà proprio questo ad aiutarle a liberarsi dalle catene le imprigionano.

 

Oltre al vostro tour con gli Evanescence che ovviamente è stato rimandato, in che modo siete stati impattati dal coronavirus finora?

Non ci vediamo tra di noi quanto vorremmo, e non vediamo la crew da parecchio tempo, e sappiamo che molti stanno avendo difficoltà ad andare avanti.
È una domanda importante e non sappiamo neanche noi cosa succederà, non parlo tanto dei membri della band quanto dei membri della crew e delle persone che lavorano più indirettamente con noi.
Speriamo di rivedere tutti quanti quando i tour potranno ricominciare e spero che non siano stati costretti a trovare un altro lavoro, o comunque che possano tornare a lavorare con noi e che si torni ad essere una squadra.
Vedremo, è una cosa che tocca ogni aspetto possibile della nostra vita come musicisti, non vediamo l’ora di tornare in tour e ci piacerebbe rivedere tutte le facce con cui lavoriamo di solito, ci sono persone con cui lavoriamo da quindici anni o anche più, sarebbe molto triste non vederli più perché sono stati costretti a fare qualcosa di diverso solo per arrivare a fine mese.
Ovviamente dovranno fare qualcosa di diverso nel frattempo ma speriamo che possano tornare con noi una volta che le cose saranno di nuovo normali.

 

Questa era la mia ultima domanda, ti ringrazio per la disponibilità e spero che ora potrai riposare, visto che dicevi che sei andata a letto tardi ieri.

[Ride] No, sei la mia prima intervista del giorno e ne ho fino alle quattro di pomeriggio, ma almeno ho un sacco di caffè qua al mio fianco [ride].

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