Live Report: Gaerea @ Legend Club, Milano – 15/06/2026

Live Report: Gaerea @ Legend Club, Milano – 15/06/2026
I Gaerea sono una delle formazioni di metal estremo maggiormente apprezzate dai fan di nuova generazione. I portoghesi, attivi dal 2016, hanno pubblicato lo scorso 20 marzo il nuovo controverso album “Loss”.
Dopo aver partecipato ieri al Ferrara Summer Festival, si esibiranno da headliner al Legend Club di Milano oggi lunedì 15 giugno 2026, sempre grazie all’organizzazione di MC2Live.
Per impegni di lavoro e personali, reduce da un weekend ferrarese che mi ha lasciata a dir poco provata, arrivo al locale di viale Enrico Fermi che sono circa le 21, perdendo quindi l’esibizione del gruppo in apertura, Deep as Ocean, per altro italiani. Mi spiace, prometto che mi rifarò alla prima occasione.
Non perdo tempo in preamboli di sorta oggi, tanto il posto lo conoscete, la sottoscritta anche e presumo anche la band di cui sto per parlarvi. Andiamo quindi dritti al racconto della serata, che vi preannuncio già essere stata una bomba!
Gaerea
Aspettavo con sincera trepidazione l’esibizione dei Gaerea, dopo che l’ascolto in cuffia dell’ultimo album mi aveva lasciato con l’amaro in bocca e la delusione di aver perso un gruppo a cui mi ero davvero appassionata.
Li ho visti l’ultima volta la scorsa estate al Brutal Assault in Repubblica Ceca e nel maggio 2024 sempre tra queste mura come gruppo in apertura ai Wolves In The Throne Room.
La band portoghese sfodera, o dovrei dire sfoderava, una potente fusione di black metal aggressivo stratificato con profonde trame emotive, dando vita a un suono dinamico che dal vivo trova la sua giusta dimensione, grazie anche alla bravura e teatralità di tutti i musicisti.
Con l’album “Coma” (2024), la band si allontana dall’underground per provare a salire le vette del metal estremo più singolare, abbracciando atmosfere che spaziano da un’intensità selvaggia ad un’apparente calma.
Con “Loss”, uscito pochi mesi fa come dicevamo, hanno invece segnato un cambiamento radicale, che ha fatto storcere il naso ai più, me per prima. Mi sono trovata totalmente sconcertata all’ascolto di quest’album, e non in senso positivo. Questa sera, tra le mura del Legend Club, voglio proprio sentire l’effetto che fanno questi brani suonati in sede live.
Come già detto ma sempre bene ribadirlo per chi non li avesse ancora visti dal vivo, ottima la loro presenza scenica, ed è per questo che principalmente sono qui, per averne nuovamente conferma.
Una setlist ben studiata devo ammetterlo, che si concentra principalmente sugli ultimi due lavori in studio, i più noti certamente, tralasciando completamente i primi due album Unsettling Whispers (2018) e Limbo (2020), e con solo un estratto, Salve, dal terzo Mirage (2022).

Già dai primi momenti capiamo che assisteremo ad una performance di altissimo livello, che mette in evidenza come la band sia ormai rodatissima e sappia tenere il palco catalizzando completamente l’attenzione del pubblico, credo all’incirca 200 paganti o poco più.
Guidati dal carismatico frontman, gestuale e coinvolgente come pochi riescono ad essere, dietro ai loro “cappucci”, i Gaerea, con la loro teatralità scenica, riescono a trasmetterci tutto il malanimo contenuto nelle loro canzoni, carico di sofferenza emotiva e disagio, stati d’animo dove i nostri sembrano destreggiarsi con disinvoltura, almeno su di un palco.
La sua voce, che inspiegabilmente definisce “not ok tonight” oscilla abilmente tra il cantato pulito, growl e urla viscerali, senza mai perdere di implacabile espressività. L’estremità tipica del black metal è spesso ormai sacrificata per lasciare spazio a sonorità decisamente più orecchiabili, ma la sostanza resta di ottima fattura, riuscendo sempre a bilanciare caos e controllo misurato. Nei loro brani c’è tanta aggressività, malinconia, melodramma, ma sempre con quel calore umano tipico di chi proviene da un paese del Sud Europa. Infatti, non mancano di ringraziare continuamente il pubblico accorso al Legend Club di Milano questo lunedì sera per tributare loro il meritato afflato.
Avvolti interamente di nero con il loro distintivo simbolo, o per meglio dire sigillo, che occupa oltre gran parte del palco alle loro spalle, anche lo spazio dove dovrebbero esserci i loro volti; c’è un aspetto intrigante in questa sorta di anonimato quando il quintetto sale in scena sul palco.
L’atmosfera è incandescente, e al primo stacco di batteria ha inizio la carneficina.
Partono in quinta i Gaerea, e lo fanno trasmettendoci appieno l’essenza del loro essere, il sapere stare nel loro elemento, il disagio emozionale, in tutti i sessanta minuti in loro compagnia.
Uno dietro l’altro, senza quasi soluzione di continuità, se non per qualche breve introduzione al brano o incitamento da parte del carismatico frontman, il pubblico milanese si è visto sciorinare contro LBRNTH, Nomad e Phoenix, tre mine del loro ultimo lavoro in studio, “Loss”.
Sul palco, il frontman Alpha non sta fermo un attimo: il corpo si piega, le mani si torcono, sotto al cappuccio si intravede un viso in piena sofferenza estatica, magnifico davvero nell’interpretazione. Chi imbraccia le sei corde non è certo da meno e si muove spasmodicamente, seguendo traiettorie randomiche su di un palco un po’ troppo piccolo per loro cinque, che riescono a malapena a muoversi senza scontrarsi.
Breve passaggio da “Coma” con World Ablaze per poi tornare subito ai brani più recenti, Submerged, Hellbound, Cyclone e Luminary, dove troviamo riff più semplici, ritornelli facili da cantare quasi interamente puliti, e poi un incidere più cupo e atmosferico, che fa certamente presa su chi ha imparato a conoscerli nel recente periodo.
Torniamo di nuovo al disco che li ha catapultati all’attenzione dei più nel 2024 con Hope Shatters, Unknown e Wilted Flower.
Qualche minuto di respiro e poi giù con la sfuriata Salve dal loro “Mirage” (2022) che dal vivo devo ammettere ha un appeal davvero notevole.

E dite quel che volete ma Stardust, con cui chiudono la setlist di questa sera, è semplicemente una canzone “rubata” dal repertorio degli Sleep Token, e non commento ulteriormente perché in questo caso viene proprio meno il mio già scarso senso diplomatico.
Si congedano da noi, in un tripudio di applausi, non prima di ringraziare un’ultima volta tutti i loro fan accorsi questa sera, nonostante per molti come la sottoscritta sia stato un weekend ricco di eventi, metal e non solo.
Quel che è certo è che i Gaerea di oggi, 10 anni dopo la loro formazione sono un continuo contrasto tra tensione e momenti più morbidi. Con “Loss” hanno intrapreso una strada impraticabile per gli amanti del metal estremo propriamente detto. Io per prima, preferisco ascoltare altro, ma sono solo gusti personali che trascendono la qualità della proposta che in sede live ribadisco essere eccezionale.
Ne è davvero valsa la pena di vedere questa sera i Gaerea, che riescono a trasmettere in sede live in maniera tangibile oltre che visibile tutto il trasporto emotivo con cui vivono le proprie composizioni.
Una performance esplosiva che ci fa dimenticare le sterili polemiche sulla virata di stile e persino del caldo patito e del sudore sceso in quest’ora in loro compagnia.
Molti continueranno ad amarli, altri avranno iniziato ad odiarli dopo il primo ascolto di “Loss”, e molti altri inizieranno ad apprezzarli proprio con quest’ultimo lavoro; io diciamo che sto nel mezzo, e voi?
Senza dubbio i Gaerea sono una band che deve essere vista in sede live, e se ancora non ci siete riusciti, vi consiglio di recuperare al più presto, non ve ne pentirete.
Setlist
- LBRNTH
- Nomad
- Phoenix
- World Ablaze
- Submerged
- Hellbound
- Cyclone
- Luminary
- Hope Shatters
- Unknown
- Salve
- Wilted Flower
Encore
- Stardust

Nonostante la deriva presa con “Loss”, voglio continuare a pensare che i Gaerea rappresentino una delle migliori realtà in circolazione: sono ispirati, mai scontati né banali, e i cappucci sono certo un orpello ormai inflazionato, ma loro dietro non ci nascondono nulla, se non un’indubbia personalità e qualità espressiva non indifferenti.
Ciò che rimane certamente nero per i Gaerea sono gli abiti e i cappucci a coprire i volti, per il resto…lasciamogli il beneficio del dubbio, se lo meritano.
Ci si rivede prestissimo, sempre tra queste righe.
Stay tuned and Stay metal.