Live Report: Lord Of The Lost, Dogma, League Of Distortion – 26/04/2026

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Milano, 26 Aprile: l’Alcatraz si tinge di atmosfere dark & gothic per il ritorno dei Lord Of The Lost nel loro Tovr Noir, a supporto della loro ultima trilogia discografica Opvs Noir. Con loro sul palco per l’occasione League Of Distortion e Dogma in apertura.
A dare il via alla serata è la band tedesca League Of Distortion capitanati dalla cantante Anna Brunner: l’ultimo disco in studio, il secondo della loro carriera, è intitolato Galvanize e datato 2024. I brani proposti, come la title track, My Hate Will Go On e My Enemy sono tratti proprio da questo lavoro ma in scaletta c’è spazio anche per un paio di brani del primo disco, intitolato League Of Distortion, come Wolf or Lamb e L.O.D.
Arrivano poi le Dogma a mantenere alto il coinvolgimento della serata: la band tutta al femminile si presenta come un gruppo di suore truccate con corpse paint in pieno stile black metal. Presentano le canzoni del loro disco omonimo: iniziano con Forbidden Zone e My First Peak, le chitarre sono forti e chiare e anche la voce, incredibilmente pop rispetto alle parti strumentali ma che crea un connubio interessante. Continuano con Fate Unblinds, Carnal Liberation e la nuova My Matricidal, dando vita a un vero e proprio show che coinvolge e intrattiene il giusto, decisamente non solo per il look accattivante delle artiste. Dopo Father I Have Sinned sfoderano una cover di Like A Prayer di Madonna in versione heavy metal e chiudono con The Dark Messiah: nel complesso belle tanto da vedere quanto da ascoltare e l’atmosfera è cotta a puntino.
Poi finalmente i Lord Of The Lost, tra light design studiatissimo ed archi a sesto acuto sullo sfondo: aprono il set con Kill The Lights e My Funeral, la voce di Chris Harms precisissima. “È passato un po’ dall’ultima volta qui in Italia” – dicono facendo riferimento alla loro ultima data al Live Club di Trezzo sull’Adda tra una Damage più recente e una Prison più storica e datata.
La lineup, in effetti, è parecchio diversa dai tempi di Antagony e Die Tomorrow, ma funziona in ogni caso: ci tengono a sottolineare l’entrata di Dom R. Crey al basso in sostituzione di Klaas “Class Grenayde” Helmecke, allontanatosi momentaneamente dalla band per motivi relativi alla salute mentale. Lo show prosegue con Drag Me To Hell, I Hate People e Blood For Blood: un vero e proprio viaggio all’interno della loro musica, principalmente ultime uscite, con qualche chicca old school qui e là.
Dopo Priest e In The Field of Blood, più lenta ed emotiva, un’amara confessione: “non vendiamo il nostro merch oggi, perché in Italia non viene reso così semplice”. Un’affermazione che fa riflettere, ma la band non si perde d’animo: tra un lancio di gadget/peluche brandizzati e l’altro, continuano su I’ll Sleep When You’re Dead e On This Rock I Will Build My Church, ma niente accende il pubblico come Loreley.
Poche pause ma sempre degne di nota: ricordano di quella volta in cui hanno quasi suonato con gli Iron Maiden proprio qui nel nostro Paese, tra I Will Die In It e The Things We Do for Love.
Bellissima la resa live in duetto di Please Break The Silence – con la partecipazione di Anna Brunner a rappresentare i suoi League of Distortion ma è delirio su Doomsday Disco, seguita dalla Blood & Glitter portata all’Eurovision 2023 e dalla cover in un improbabile finlandese di Cha Cha Cha di Käärijä, artista presente alla kermesse proprio nello stesso anno. A chiudere, Light Can Only Shine in the Darkness.
Una bella serata per essere una qualunque domenica: sembra quasi estate fuori, come accennato dalla stessa band, eppure le atmosfere qui dentro sono più dark e glamour che mai: i Lord Of The Lost sembrano avere ancora molto altro da dire e dimostrare, confermandosi tra i fuoriclasse della scena rock e metal tedesca.